Pensionati ex frontalieri e fisco; il nostro governo deve esigere dall’Italia il rispetto della convenzione contro le doppie imposizioni

Posted On 10 Apr 2024
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 RSM 10 aprile 2024 – Viene da lontano la problematica della doppia imposizione in cui sono incappate alcune decine di pensionati ex frontalieri, ma che – se non risolta rapidamente – incombe su tutti gli altri, compresi gli attuali frontalieri che andranno in pensione. Una ricostruzione della vicenda è stata tracciata dal Segretario FULI Agostino D’Antonio nella puntata di “CSdL Informa” del 9 aprile.

“Nel giugno 2012 è stata firmata la convenzione contro le doppie imposizioni tra Italia e San Marino, che riguardava anche i pensionati frontalieri. Ci siamo resi conto fin da allora che c’erano delle differenze di interpretazione tra i due Stati. La relazione del Governo sammarinese affermava che le tasse dei pensionati ex frontalieri si dovevano pagare solo a San Marino.

Al momento della ratifica da parte del Parlamento italiano, non è invece scaturita una equivalente e univoca interpretazione. Il sindacato si è subito mosso: il 1° agosto 2014 è partita una lettera CSU indirizzata ai Segretari di Stato Finanze, Esteri, Lavoro e Sanità, per segnalare il fatto che ciò avrebbe comportato una inaccettabile incertezza in merito al trattamento fiscale dei pensionati ex frontalieri.

Il nostro timore era che prima o poi il problema potesse esplodere, così come è avvenuto a distanza di anni. La nostra posizione è stata sostenuta, a Roma, dal parlamentare Tiziano Arlotti che ha anche fatto una interrogazione parlamentare al sottosegretario alle Finanze, il quale nella sua risposta ha affermato che San Marino non interpretava correttamente la convenzione.

Tale ultima tesi è sostenuta dall’Agenzia delle Entrate dell’Emilia Romagna, che nel 2023 ha inviato cartelle esattoriali e sanzioni anche con cifre molto pesanti. Queste cartelle possono arrivare entro cinque anni, contenendo quindi anche interessi elevati.

Ad essere coinvolti sono stati soprattutto pensionati ex frontalieri che lavorato a San Marino per la maggior parte della loro carriera e ora devono fare i conti con una enorme penalizzazione; in alcuni casi, l’importo richiesto sfiora il 40% della pensione. L’Agenzia delle Entrate ritiene che solo le pensioni di invalidità o sociali siano imponibili a San Marino, ma non è affatto vero.”

“Il CSIR San Marino-Emilia Romagna-Marche – ha proseguito Agostino D’Antonio – nel periodo in cui ero Presidente, nel febbraio 2022 ha inviato una lettera a tutti i Ministri italiani di competenza e a tutti i Segretari di Stato; sappiamo che tra San Marino e Italia ci sono stati dei tavoli tecnici anche sulla previdenza, e la conferma ci è arrivata dal Presidente Mattarella durante la sua visita in Repubblica, ma non sappiamo quali risultati abbiano prodotto. Questa situazione non è più tollerabile.”

Sullo spinoso argomento è intervenuto anche il Segretario CSdL Enzo Merlini. “Noi siamo al corrente di tre sentenze relative a casi specifici di pensionati, soggetti alle Convenzioni stipulate dall’Italia con il Regno Unito, il Lussemburgo e la Francia. Nella prima si stabilisce che le tasse si pagano solo nel paese di residenza; nella seconda si applica la tassazione concorrente, cioè si pagano le tasse dove si percepisce la pensione e l’eventuale differenza nel Paese di residenza.

La Convenzione con la Francia, invece, è uguale alla nostra. Citandole, nel 2021 la Corte di Cassazione ha scritto: ‘La nozione ampia di ‘sicurezza sociale’ ricomprende tutti i diritti, sia di previdenza che di assistenza, collegati alla persona, ai quali lo Stato assicura copertura dai rischi tipici del rapporto di lavoro e della persona umana. In tal modo, si innestano nel concetto di ‘sicurezza sociale’ le pensioni collegate al versamento ‘obbligatorio’ di contributi durante l’intero arco della vita, con esclusione delle pensioni ‘volontarie’, e si afferma l’imponibilità delle prime nello Stato che provvede al pagamento di tale tipologia di pensione.’

Questa sentenza è fin troppo chiara. Tuttavia l’Agenzia delle Entrate non ne tiene conto e sostiene che San Marino non debba applicare alcuna imposizione fiscale, e che questa vada pagata solo in Italia. Peraltro, già nel 2010 la Cassazione aveva stabilito che il termine sicurezza sociale va inteso in senso estensivo.

Di fatto, l’Agenzia delle Entrate richiede il pagamento di imposte non dovute in nome dello Stato Italiano; se ci potevano ancora essere dei dubbi fino alla sentenza del 2021, ora non ce sono più, ma non ci risulta che il nostro Governo, pur avendo ragione, abbia preteso che l’Esecutivo italiano intervenisse per far sì che l’Agenzia delle Entrate applicasse correttamente la Convenzione. Se lo ha fatto ma il Governo italiano non ne tiene conto, vuol dire che c’è un evidente problema di carattere diplomatico, di cui occorrerebbe essere a conoscenza.”

Intanto, ci troviamo nel paradosso che i pensionati ex frontalieri hanno pagato la differenza di tasse in Italia quando non avrebbero dovuto e, nonostante questo, vengono tartassati. Non solo, ma sono costretti a rimanere nell’incertezza anche per gli anni a venire, in attesa che i due Paesi si mettano d’accordo, o intervenga una nuova sentenza della Corte di Cassazione per un caso specifico che riguardi l’applicazione della Convenzione Italia – San Marino, ovvero fra molti anni.

CSdL