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Finalmente approvata la legge a sostegno della famiglia: aumentano i diritti e le tutele

Significativo è stato il contributo della CSdL, unitamente alle altre organizzazioni sindacali, le cui proposte hanno permesso di migliorare ulteriormente il testo. Nell’esprimere soddisfazione, resta il rammarico per il ritardo con cui arriva il provvedimento, perché le medesime proposte avrebbero potuto essere accolte già nel 2022, in occasione dell’ultima revisione della normativa.

RSM 16 09 2026 – Dopo un lungo percorso istituzionale, è stata finalmente approvata dal Consiglio Grande e Generale la legge sugli interventi a sostegno della famiglia. Questo provvedimento modifica la Legge 14 settembre 2022 n.129, ampliando diritti già esistenti ed introducendo nuove tutele.

Alla stesura finale del progetto di legge ha contribuito in maniera significativa la CSdL, unitamente alle altre organizzazioni sindacali che, nelle varie fasi dell’ampio confronto con la Segreteria di Stato per la Giustizia, la Previdenza e la Famiglia e con le forze politiche, hanno avanzato richieste, diverse delle quali sono state accolte, finalizzate a migliorare ulteriormente il testo.

La CSdL ha contribuito altresì al dibattito pubblico, mettendo a confronto le proprie idee con quelle degli altri interlocutori, tra i quali il Segretario di Stato Stefano Canti, lo scorso 27 aprile. Possiamo vantare un discreto successo, sia per la partecipazione che per le proposte successivamente recepite.

Vale la pena elencare alcune delle tante richieste sindacali, diverse delle quali erano sul tappeto da tempo, che sono state accolte:

– il divieto di licenziamento anche in presenza di contratti a tempo determinato per le donne in gravidanza;

– il raddoppio del congedo di paternità;

– l’introduzione di un reddito minimo per i 5 mesi di maternità e la loro estensione alle donne disoccupate ed alle studentesse;

– l’aumento dell’indennità per i congedi parentali (ex aspettativa post partum), istituendo a sua volta un importo minimo in base all’età dei figli;

– la possibilità di chiedere il part time fino ai 4 anni di vita del bambino;

– l’istituzione del caregiver familiare, con i relativi diritti economici e contributivi;

– l’incremento dell’importo degli assegni familiari;

– l’anticipo dell’età pensionabile per le madri;

– l’estensione dei congedi retribuiti per l’assistenza di familiari non autosufficienti residenti fuori territorio. Resta l’amarezza per l’esclusione dei lavoratori frontalieri che non abbiano altri congiunti che possano beneficiarne in Italia.

Siamo a disposizione per approfondire questi interventi e tutte le altre innumerevoli novità contenute nella legge con chiunque ne sia interessata/o.

Nel ribadire la soddisfazione per l’approvazione di questa legge, esprimiamo tuttavia un rammarico per tutte le persone che non ne hanno potuto beneficiare nei 4 anni trascorsi dalla precedente legge sulla famiglia del 2022. La motivazione addotta, ovvero la presunta carenza di disponibilità finanziarie, era del tutto infondata, tanto che, come avevamo previsto, gli specifici fondi che verranno utilizzati sono aumentati di decine di milioni fino ad arrivare a 43,2 milioni a fine 2025.

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