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Diventano esecutive le Convenzioni OIL sulla sicurezza sul lavoro: ora va adeguato il sistema normativo

Il dialogo sociale tripartito è lo strumento più idoneo per affermare le misure più efficaci e tutelanti per i lavoratori. La CSdL ribadisce due obiettivi fondamentali: istituire la figura del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza Territoriale (RLST) e attivare d’ufficio il procedimento penale per infortuni con prognosi complessivamente superiori ai 30 giorni

RSM 23 10 2026 – Giovedì 22 ottobre è un’altra data storica per San Marino: il Segretario di Stato per il Lavoro Alessandro Bevitori ha depositato a Ginevra, al Direttore Generale dell’OIL Gilbert F. Houngbo, gli strumenti di ratifica delle Convenzioni dell’OIL in materia di salute e sicurezza sul lavoro n. 155, e relativo protocollo, e n. 187.

A seguito di tale atto, scatta l’impegno per la Repubblica di San Marino di attuare i contenuti delle stesse Convenzioni; al contempo, dovrà relazionare periodicamente all’OIL sugli aggiornamenti normativi, le politiche adottate ed i progressi compiuti per la messa in sicurezza degli ambenti lavorativi, nella prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali.

La CSdL ribadisce la propria soddisfazione per questo nuovo traguardo: ora l’obiettivo è aggiornare e potenziare il quadro normativo, e in particolare la legge in vigore che risale al 1998, per dotarla di nuovi strumenti e parametri più tutelanti per i lavoratori.

La Convenzione n. 155 riguarda principalmente la prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali, e in generale la tutela della sicurezza. In sostanza, impegna gli Stati ad adottare una politica nazionale coerente con la massima riduzione possibile dei rischi professionali, tenendo conto dell’evoluzione tecnologica; attribuisce specifiche responsabilità alle autorità pubbliche ed ai datori di lavoro; valorizza la consultazione e collaborazione tra Governo, imprese e lavoratori.

La Convenzione n. 187 punta a creare un sistema permanente di prevenzione e miglioramento continuo della sicurezza e salute sul lavoro. Impegna gli Stati ad adottare una politica nazionale in materia, programmando obiettivi, priorità, azioni e verifica dei progressi. Inoltre promuove la raccolta e l’analisi dei dati su infortuni e malattie professionali e prevede il coinvolgimento delle organizzazioni più rappresentative di lavoratori e datori di lavoro. In sostanza, considera un valore assoluto il diritto a un ambiente di lavoro sano e privo di rischi.

La CSdL ribadisce due obiettivi fondamentali per rendere l’impianto normativo sulla sicurezza più efficace e tutelante:

– l’istituzione della figura del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza Territoriale (già presente in Italia), necessario in un contesto in cui gli RLS aziendali sono presenti solo in poche realtà;

– far sì che in caso di infortuni sul lavoro con prognosi complessivamente superiori ai 30 giorni, venga concretamente applicata la legge, attivando d’ufficio il procedimento penale per l’accertamento delle responsabilità, cui conseguano le relative sanzioni penali ed amministrative ove queste vengano accertate.

Nei mesi scorsi, in occasione di un incontro su altri temi, il Segretario di Stato Bevitori aveva annunciato che il Governo stava già lavorando ad un adeguamento delle normative in materia. La richiesta che la CSdL rinnova, è che si dia corso al più presto al coinvolgimento delle parti sociali su una materia così importante e delicata, trattandosi della salute e sicurezza di tutte le persone che lavorano.

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FOTO: da OIL Notizie