CSdL

Contributi non versati all’ISS: da ottobre scatta la trasparenza in favore dei dipendenti

Nel 2025 sono state approvate due norme importanti: la trasparenza in favore dei dipendenti per i quali le imprese non versano i contributi da almeno tre mesi e la sospensione della licenza per i ritardi superiori ad un anno. La CSdL chiede di introdurre il diritto alle dimissioni per giusta causa

RSM 23 07 2026 – In occasione dell’incontro pubblico del 9 luglio scorso sono stati approfonditi due recenti interventi legislativi. Il primo riguarda la comunicazione dell’ISS ai dipendenti, in presenza di contributi non versati dal proprio datore di lavoro da almeno tre mesi. La legge di bilancio approvata a dicembre scorso, a seguito di un emendamento delle opposizioni, come ha tenuto a rimarcare il Capogruppo di RETE Emanuele Santi, contiene un articolo che dispone l’adozione di un regolamento del Congresso di Stato al fine di dare attuazione a tale disposizione da ottobre prossimo.

Si tratta di un provvedimento molto importante, sia quale atto dovuto in termini di trasparenza nei confronti di chi è vittima dell’inadempienza delle imprese, sia per l’effetto deterrente che dovrebbe comportare. C’è infatti da attendersi che i lavoratori che riceveranno tale comunicazione chiederanno conto di tale omissione ed i datori di lavoro saranno tenuti a dare spiegazioni.

Oggi, i lavoratori sono quasi sempre inconsapevoli se i loro contributi non vengono versati. Occorre infatti una specifica consultazione del servizio ARPA (portale gov.sm), con riferimento a FONDISS, sul quale vengono registrati gli importi mensili. La scheda relativa al primo pilastro contiene invece esclusivamente la base imponibile su cui vengono calcolati i contributi, ma non il loro effettivo versamento.

Le bozze di regolamento che la Segreteria di Stato ha reso disponibili prevedono che l’informazione scatterà retroattivamente con riferimento ai contributi non versati da febbraio 2026 in poi.

Al momento non sono ancora definite le modalità operative della comunicazione che arriverà ai lavoratori, ma pare assodato che conterrà un’altra grande novità: verrà finalmente superato il segreto professionale che viene opposto da Banca Centrale rispetto alle richieste di aggiornamento sullo stato delle procedure di recupero crediti.

Una volta testato il programma, insisteremo affinché le inadempienze vengano rese note anche per i periodi antecedenti al 2026, consapevoli che occorrerà distinguere tra le imprese fallite o chiuse, quelle che hanno in essere piani di rientro e le altre fattispecie.

La legge n. 30/2025 ha introdotto una nuova “penalità” per le imprese inadempienti: dopo 13 mensilità non corrisposte o al superamento di 100.000 euro di contributi non versati, la licenza verrà sospesa; in caso non vengano successivamente definiti piani di rientro garantiti, scatterà la revoca. Occorre precisare che tale provvedimento trova attuazione dopo l’iscrizione a ruolo, ovvero dopo oltre 6 mesi dalla scadenza di pagamento non rispettata, quindi potenzialmente dopo un anno e mezzo di contributi non versati.

Sembra ridicolo ed in effetti si poteva essere più incisivi. Facendo il raffronto con il caso del noto ristorante fallito qualche anno fa dopo 5 anni e mezzo di “buco”, pare invece un bel passo in avanti. Dall’altra parte, ad una Srl che non paga la tassa annuale di licenza, pari a 650 euro, l’autorizzazione ad operare viene sospesa. Si evince che i metri di misura rispetto a contributi e/o imposte non versati sono ben differenti!

In occasione del dibattito del 9 luglio scorso, la CSdL ha ribadito la richiesta di introdurre il diritto alle dimissioni per giusta causa, ovvero con il diritto a percepire gli ammortizzatori sociali, non solo in presenza di stipendi non erogati, come avviene oggi, ma anche in caso di un prolungato mancato versamento dei contributi da parte del datore di lavoro.

Una simile inadempienza non può costringere un lavoratore a continuare a prestare servizio, oppure rischiare in proprio con le dimissioni ordinarie in attesa di una nuova occupazione. Il Segretario di Stato Stefano Canti si è dichiarato disponibile ad affrontare l’argomento.

CSdL