In prevalenza sono gli amministratori di società: di fatto è passato il messaggio che è facile farla franca. A non pagare i contributi anche circa 100 lavoratori autonomi
RSM 21 07 2026 – La CSdL è intervenuta più volte in merito ai contributi non versati all’ISS. Il 9 luglio scorso sono stati convocati tutti i Quadri Sindacali per una specifica giornata formativa, informativa e di discussione, estesa alla cittadinanza, con alcuni interlocutori che hanno un ruolo attivo nel contrasto a questo odioso fenomeno, che non accenna a diminuire.
Il dibattito è stato anticipato dalla illustrazione dei dati e della evoluzione normativa. Lo studio è consultabile sul sito www.csdl.sm (alla voce Eventi – Dibattito pubblico giovedì 9 luglio 2026).
Dai bilanci dell’ISS si rileva che i crediti di dubbia esigibilità, ovvero non incassati entro tre anni dalla scadenza e per i quali non sono previsti piani di rientro, negli ultimi 10 anni sono in media circa un milione di euro all’anno.
A questi vanno aggiunti gli importi relativi ai fallimenti archiviati, per i quali non è più recuperabile alcunché. In tal caso, lavoratori dipendenti sono comunque garantiti dal Fondo Comune Riserva di Rischio: nel periodo 2015 – 2024 sono stati prelevati a tale scopo circa 3,67 milioni. Si tratta di risorse che i contribuenti onesti hanno versato in solidarietà verso le vittime di quelli disonesti.
Nel complesso, si può affermare che la gran parte dei crediti iscritti a ruolo, ovvero affidati a Banca Centrale per le procedure di recupero coattivo, vengono incassati, ma resta un nocciolo duro di imprese che non possono restare impuniti.
Lasciano di stucco le dimensioni dell’elusione contributiva nella Gestione Separata: quasi 2.600 soggetti inadempienti. Si tratta prevalentemente dei contributi dovuti sui compensi percepiti dagli amministratori delle società, oltre 2.000 dei quali non sono residenti a San Marino.
A differenza di ciò che avviene per i dipendenti in caso di fallimento, questi soggetti non avranno diritto all’assegno previdenziale; quindi, si potrebbe affermare che per i fondi pensione questo deprecabile fenomeno è neutro, ma ciò dà la dimensione di come una legge dello Stato viene quasi totalmente disattesa. Al 31 dicembre 2025, le società erano infatti poco più di 3.000.
Inoltre, le procedure di recupero da parte dell’ISS e di Banca Centrale hanno un costo che l’intera collettività si sobbarca. Evidentemente, è passato il messaggio che a San Marino è facile farla franca, almeno per i contributi.
Anche un centinaio di lavoratori autonomi (su circa 1.600) non pagano i propri contributi; a loro volta non riceveranno il corrispondente assegno previdenziale, ma occorre ricordare che i residenti hanno diritto allo stato sociale, che i contribuenti, compresi i pensionati, finanziano con le imposte sul reddito. A pensioni più basse per non aver versato i contributi corrisponderà un minore prelievo fiscale. Quindi, lo schiaffo ai contribuenti onesti è doppio.
Al dibattito del 9 luglio hanno partecipato: Stefano Canti, Segretario di Stato per la Giustizia, la Previdenza e la Famiglia; Emanuele Santi, Capo Gruppo Consigliare di RETE; Marina Urbinati, Presidente USC; Enzo Merlini, Segretario Generale CSdL.
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