
RSM 13 07 2025 – Il recente fatto di cronaca relativo ad una lavoratrice, alla quale va la nostra piena solidarietà, aggredita da un collega di lavoro, ci induce a sostenere con ancora maggior vigore la battaglia che stiamo conducendo rispetto alla necessità di rendere perseguibili d’ufficio i reati di violenza di genere e sui luoghi di lavoro.
Ciò, a maggior ragione di fronte al fatto che il datore di lavoro non si sia preoccupato di allontanare immediatamente l’aggressore dall’azienda. Ci domandiamo come avrebbe reagito se la lavoratrice non avesse sporto denuncia!
In altre parole, in assenza di tale denuncia le persone violente potrebbero farla franca su tutti i fronti. A nostro avviso, non basta incentivare le persone a denunciare. Le campagne informative vanno fatte, ma non possiamo dare per scontato che a queste corrisponderanno i risultati attesi, sotto tale aspetto.
Per il momento, ci pare che le cronache quotidiane italiane siano sconsolanti. Non possiamo saperlo con certezza, ma forse la procedibilità d’ufficio, anche su segnalazione di soggetti terzi, avrebbe potuto evitare qualche tragedia.
La CSU chiede da tempo che in presenza di episodi di violenza la legge preveda l’allontanamento dal posto di lavoro. Recentemente, anche l’Authority per le Pari Opportunità ne ha sollecitato l’introduzione.
Peraltro, sul piano formale, se le violenze sono perseguibili solo su istanza di parte, ci chiediamo se la legge potrà imporre detto allontanamento, qualora la persona aggredita non intenda sporgere denuncia.
Vedremo cosa ne penseranno i tecnici. A breve, avremo l’occasione di discuterne nell’ambito della riunione del tavolo tecnico istituito per monitorare ed avanzare proposte per la piena applicazione della Convenzione n. 190 dell’OIL.
A nostro avviso, il datore di lavoro che fosse a conoscenza di episodi di violenza e non prendesse provvedimenti è di fatto complice. Non può passare in alcun modo il messaggio che la violenza sia tollerata!
CSdL