CSdL

Europa, natalità, contratti, equità: obiettivi principali nel nuovo mandato congressuale

di Enzo Merlini

La CSdL è uscita dal 21° Congresso del febbraio scorso ancora più forte e determinata ad affrontare le sfide e le incognite di questo periodo storico, sul quale incombono sempre più gli eventi internazionali. La nostra forza sta nella qualità dell’impianto progettuale di cui ci siamo dotati con il documento di base e la mozione conclusiva, e soprattutto nella vivacità degli aderenti alla nostra organizzazione.

Le assemblee precongressuali, i Congressi di Federazione e gli oltre 40 interventi dei delegati al 21° Congresso sono una testimonianza della competenza, del senso di appartenenza e della passione del corpo vivo della Confederazione.

Sono stati ben 60 i delegati che si sono autocandidati per l’elezione nel Direttivo, ovvero il 20% del numero complessivo dei delegati al Congresso. Nel nuovo Direttivo su 33 componenti si è realizzato un significativo rinnovamento, con 12 nuovi ingressi, dei quali buona parte sono giovani.

La prospettiva europea ha caratterizzato fortemente il Congresso, come testimoniano la stessa parola d’ordine “I nostri valori nell’orizzonte europeo“, e gli interventi degli ospiti internazionali. In tal senso l’Accordo di associazione di San Marino all’Unione Europea, è un passaggio cruciale per il futuro di San Marino. È un traguardo che vogliamo raggiungere per scelta, e non perché ci sentiamo obbligati.

Abbiamo chiesto a più riprese alle istituzioni di superare le difficoltà e i ritardi accumulati che ancora non hanno permesso di sottoscrivere l’accordo, la cui data non è stata ancora prevista. Al contempo servono campagne di informazione per far conoscere alla popolazione i contenuti dell’accordo raggiunto, che comunque dovrà essere sottoposto a una qualche forma di consultazione con la cittadinanza, una volta che sia stata maturata piena consapevolezza dei contenuti e degli effetti.

I rinnovi contrattuali sono uno degli impegni principali di questo periodo; ad eccezione di quelli dell’industria e artigianato, dalla fine del 2024 sono scaduti in quasi tutti i settori del lavoro privato e nella Pubblica Amministrazione. L’obiettivo è recuperare il potere d’acquisto delle retribuzioni, non coperto a causa dell’inflazione, che ha ripreso a salire.

In attesa della pubblicazione dei dati sammarinesi, nella vicina Italia la tendenza in questi primi mesi del 2025 è infatti al rialzo, in media di oltre il 2% rispetto all’anno precedente; l’aumento dei generi alimentari è in linea con il dato inflativo medio, mentre le utenze solo balzate del 5,8%, con una incidenza rilevante sulle spese obbligatorie delle famiglie. Peraltro, il dato riminese è superiore alla media nazionale ed è presumibile che la situazione sammarinese rispecchierà questa tendenza.

Sempre sul piano contrattuale, impegno fondamentale è far progredire le retribuzioni – fin troppo basse – in particolare per i lavoratori dei servizi, oltre che del settore alberghiero e della ristorazione. In questo contesto non abbiamo escluso di fare ricorso ad un referendum per introdurre anche a San Marino il salario minimo.

Al contempo continuiamo a chiedere interventi di sostegno economico alle fasce sociali più disagiate, anche ribadendo la nostra richiesta di ridistribuire il fiscal drag ai redditi più bassi. Abbiamo a più riprese dimostrato che tutti i lavoratori dipendenti e i pensionati pagano più tasse per effetto della decisione degli ultimi governi di non applicare la legge sullo stesso fiscal drag. Se si aggiungono gli effetti dell’inflazione, la perdita di potere d’acquisto dei redditi da lavoro e da pensione è rilevante.

Anche da parte dello Stato devono essere messi in campo interventi di sostegno ai redditi. A questo proposito, la CSU ha inviato ai Segretari di Stato per le Finanze e per il Lavoro una richiesta di incontro per analizzare gli effetti delle modifiche dei requisiti per il reddito mensile familiare garantito e per valutare gli opportuni correttivi. Ciò partendo dalla richiesta di informazioni sul numero reale delle domande e dei beneficiari, e sui motivi del loro non accoglimento.

Un tema a cui abbiamo dato ampio spazio è quello della lotta alla denatalità, sul quale è stato avviato un confronto con il Segretario di Stato per la Famiglia. La CSdL ha presentato un pacchetto di circa 30 proposte, oltre a compiere un’analisi delle ragioni di questa tendenza all’inverno demografico che si registra da anni.

I dati presentati – tra cui quelli sui congedi parentali (ex aspettativa post-partum) e sul part-time post maternità – riguardano un periodo limitato agli ultimi due anni, mentre sarebbe necessario considerare un arco di tempo più ampio, per capire se questi strumenti vengono utilizzati dalle madri o dai padri per il periodo massimo consentito oppure solo parzialmente.

Le proposte della CSdL partono dall’analisi della situazione occupazionale sammarinese; pur avendo raggiunto livelli decisamente positivi, con un tasso di occupazione migliore della media europea, presenta importanti criticità, che hanno sicuramente conseguenze anche sulla crisi della natalità. Nel settore privato, le donne sono inquadrate a livelli bassi, rispetto ai titoli di studio posseduti, sono più precarie degli uomini, e ben il 30% ha un contratto di lavoro part-time.

Proponiamo che l’indennità di maternità ed i congedi parentali successivi vengano corrisposti in base ad uno stipendio a tempo pieno per tutte/i e non parametrati a quello percepito, perché l’attuale modalità, penalizza chi ha stipendi bassi e/o part-time, per non parlare delle disoccupate che non ne hanno diritto. Per noi, i figli devono avere un “valore” minimo uguale per tutte le famiglie, indipendentemente dalla situazione occupazionale.

La CSdL ha ribadito la proposta presentata unitariamente al precedente Esecutivo di riconoscere i congedi retribuiti per l’assistenza di familiari non autosufficienti a tutte le lavoratrici ed i lavoratori a prescindere dalla residenza. Sono infatti esclusi da tali diritti le migliaia di lavoratori frontalieri ed anche i sammarinesi che abbiano familiari fuori territorio. Questa discriminazione andrebbe risolta dai due Stati integrando la Convenzione italo-sammarinese del 1974.

Anche in questa legislatura ci poniamo l’obiettivo di completare nella direzione dell’equità la riforma tributaria del 2013. Quel provvedimento legislativo è rimasto incompiuto; ha aumentato la tassazione per i lavoratori dipendenti, in maniera tutto sommato sostenibile rispetto alle prime versioni del PdL (modificate sostanzialmente grazie alla forte mobilitazione dei lavoratori), ma al contempo non ha rispettato l’impegno di scovare le ampie sacche di evasione ed elusione fiscale attraverso controlli efficaci nei confronti di coloro hanno tenori di vita incompatibili con i redditi dichiarati e sul grande numero di società che non dichiarano utili. Ogni tentativo di aumento della pressione fiscale sui redditi da lavoro dipendente e da pensione troverà la nostra ferma opposizione.

Rivendichiamo altresì nuove e più efficaci norme per l’inserimento lavorativo degli invalidi, per la tutela dei lavoratori che perdono il lavoro in età avanzata, per consentire ai familiari delle persone non autosufficienti e anziane di assistere i loro congiunti, riconoscendo la figura del caregiver.

Fondamentali anche interventi efficaci per rilanciare l’edilizia sociale e calmierare i costi degli affitti e dei mutui,saliti in maniera incontrollata anche per effetto delle residenze atipiche, che rappresentano un ulteriore ostacolo nei rapporti con l’Italia. Centrale è la necessità di rafforzare il sistema sanitario pubblico, superando le criticità esistenti.

L’adesione della CSdL alla manifestazione a favore della Palestina del 5 aprile ha ulteriormente dimostrato l’impegno della Confederazione per la pace e l’affermazione dei diritti umani e dei popoli sia nella martoriata area mediorientale che in Ucraina e nelle diverse zone del mondo insanguinate dai conflitti o oppresse da regimi autoritari che negano le più elementari libertà, a partire da quelle sindacali. Pace che è tra i temi al centro del manifesto del primo maggio, come lo era anche in quello dello stesso 21° Congresso CSdL. Buon primo maggio a tutte e tutti, e arrivederci alla festa al Parco Ausa di Dogana.