Carta dei Servizi CSdL 2022

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RSM 29 novembre 2022 – Con profonda tristezza, la Confederazione del Lavoro ha appreso questa mattina della scomparsa di Alberto Mino, storico dirigente della CSdL e della Federazione Pensionati. Il Segretario Generale Enzo Merlini con un telegramma ha inviato le sue espressioni di cordoglio alla famiglia.

Alberto è stato un grande protagonista della storia sindacale della Repubblica di San Marino, un punto di riferimento importante per tutti coloro che hanno militato nella  Confederazione del Lavoro. Tra la metà degli anni ’60 e la metà degli anni ’70 è stato funzionario a tempo pieno della CSdL, a fianco dei dirigenti di allora, il Segretario Generale Mario Nanni e il Segretario Generale Aggiunto Andrea Bacciocchi, ed è stato tra i fondatori del Sindacato Unitario Lavoratori Industria e Artigianato (l’attuale FULI), il cui Congresso fondativo si celebrò il 9 giugno 1973. Solo 5 anni dopo tale  Federazione ha raggiunto la firma del primo contratto collettivo unico di settore, ovvero quello del comparto industriale.

Dopo una lunga militanza come funzionario del Partito Comunista Sammarinese e del successivo PPDS, ha ripreso la sua attività nella Confederazione del Lavoro, facendo parte dal 2000 al 2014 del Consiglio Direttivo Confederale, e ricoprendo dal 2001 al 2014 la carica di Segretario della Federazione Pensionati. In quegli anni è stato anche membro della Segreteria Confederale CSdL. Dal 2014 al 2018 è stato Presidente della stessa Federazione Pensionati.

Nella prima parte della sua militanza attiva nella CSdL, a cavallo tra gli anni ’60 e ’70, con il suo lavoro ha dato un contributo determinante allo sviluppo della contrattazione collettiva nazionale e alla nascita della Centrale Sindacale Unitaria, partecipando intensamente alla fase organizzativa, durata alcuni anni, che ha poi permesso nel 1976 di raggiungere questo storico traguardo del movimento sindacale sammarinese.

Nei tanti anni in cui ha guidato la Federazione Pensionati della CSdL, ha profuso un grande impegno con tante idee, proposte e iniziative volte al miglioramento delle condizioni di vita dei pensionati, e al contempo ha dato un notevole apporto alle politiche generali della Confederazione, in cui ha riversato la sua intelligenza e tutta la sua esperienza maturata in campo politico-sindacale.

Tutti coloro che lo hanno conosciuto nella Confederazione lo ricordano con grande affetto, per la sua sensibilità umana e per il suo carattere affabile, gentile e disponibile, per aver sempre messo a disposizione del sindacato le sue capacità e la sua forte passione sociale e civile.

Alberto è stato, nella sua militanza sia politica che sindacale, un grande protagonista del movimento progressista sammarinese, come lui stesso amava definirlo, animato da forti valori di uguaglianza, solidarietà, giustizia sociale e democrazia, sempre in prima linea nelle lotte e nelle conquiste per i diritti e l’emancipazione dei lavoratori, dei pensionati e delle persone più in difficoltà. Alberto è stato un compagno di tante battaglie e anche un maestro, che lascia una importante eredità sul piano sia umano che sindacale e sociale; un patrimonio indelebile per la vita della Confederazione e per l’intero Paese.

CSdL

 

“Il debito interno va finanziato con risorse interne!”

Lo ha affermato chiaramente il Prof. Lampa, economista dell’Università di Macerata, intervenuto in una trasmissione di San Marino RTV. La CSdL ha sempre espresso la medesima posizione. “Tutti i casi in cui si è finanziato il debito interno con debito estero, sono finiti male”, ha dichiarato il Professore. È necessario quindi assumere scelte concertate e condivise, ricercando risorse all’interno del paese

RSM 27 11 2022 – Il debito, la spada di Damocle che pende sulla testa di San Marino e dei suoi cittadini, è stato uno dei temi affrontati dal Segretario CSdL Enzo Merlini nella 37a puntata di “CSdL Informa”. “Rispetto all’assestamento di bilancio 2022 è importante sapere dove sta la verità – ha esordito Merlini – tra quanto dice il Segretario per le Finanze Marco Gatti, che rivendica un avanzo di gestione di 5 milioni, e quanto afferma Rete, che invece lamenta un disavanzo di 76 milioni.

È paradossale che in un paese si debba assistere ad un dibattito consiliare senza che vi sia univocità di interpretazione sul reale stato dei conti pubblici, con delle differenze così clamorose. Non è ininfluente, perché le scelte da compiere sarebbero totalmente diverse l’una dall’altra. Se è vero che va tutto bene, nella legge di bilancio ci si possono aspettare provvedimenti espansivi. Se invece avesse ragione Rete, la riduzione del disavanzo dovrebbe avere la prevalenza.”

“Sul debito estero – ha puntualizzato Merlini – la Confederazione del Lavoro è stata tra i pochi che hanno lanciato l’allarme, sentendosi anche bollare come disfattista; di per sé il debito non è un dramma assoluto, se è necessario, ma per approcciarsi sui mercati occorre avere i conti in ordine e sapere cosa lo Stato deve fare con quei soldi. Al momento di rifinanziarli manca poco più di un anno, ed è una cosa che va predisposta per tempo; non è detto che i mercati rispondano allo stesso modo. In questo momento contingente non possiamo fare a meno di quei 340 milioni che abbiamo incamerato comprando titoli finanziari sul mercato internazionale, perché se non rifinanziassimo quel debito vorrebbe dire far fallire il paese.”

Recentemente è andata in onda una trasmissione di Rtv dedicata al debito estero nella quale è stato interpellato il Prof. Lampa, economista dell’università di Macerata, sul cui intervento si è soffermato il Segretario CSdL. “Questo esperto ha fatto la sua accurata analisi tecnica, sostenendo che le spese interne di uno Stato vanno finanziate il più possibile con risorse interne. Al contempo, ha ricordato che i paesi che hanno contratto debito estero per finanziare le spese interne sono finiti male! Una frase allarmante, quest’ultima, ma non c’è dubbio che si tratta di un parere importante rispetto a questa scelta che il nostro paese ha fatto, nelle stanze chiuse del Governo e di nascosto dalla popolazione, e che avrà conseguenze enormi soprattutto per le future generazioni.

Il debito estero non si può trattare a cuore leggero; San Marino è comunque un paese che dispone di una ampia ricchezza, con 5 miliardi e mezzo di risorse economiche dei cittadini e delle imprese, più un patrimonio immobiliare non quantificato ma comunque considerevole. Poiché le ricchezze ci sono, queste ci avrebbero permesso di far fronte alle spese da sostenere. Il debito contratto per salvare le banche, ovvero quasi tutto, necessitava della emissione di titoli di Stato interni (che non fossero solo gli irredimibili della Cassa di Risparmio), rivolti ai cittadini e alle aziende sammarinesi.

Ma ancora oggi i cittadini non hanno tutte le garanzie per comprare i titoli di debito nel nostro Paese; è un terreno che va coltivato, una fiducia che va conquistata. Il Segretario Gatti ha affermato che uno dei prossimi passaggi è creare il mercato secondario interno per i titoli di Stato, per dare la possibilità a chi li compra di poterli rivendere quando vuole.

È questo il passaggio che si doveva fare all’inizio della legislatura, e non venirsene fuori adesso sostenendo questa necessità, perché potrebbe essere troppo tardi. Naturalmente spero di sbagliare. Auspichiamo che i mercati siano impazienti di acquistare i nostri titoli di Stato, e che riusciremo a spuntare un tasso di interesse contenuto.

Ma la tendenza, all’opposto, vede un rialzo dei tassi; per di più i nostri titoli di debito estero – a differenza di quelli di altri paesi, che hanno scadenze differenziate – scadono tutti in una volta, e quindi vanno rifinanziati nello stesso momento. Il rischio che ci venga a costare una montagna di interessi è concreto. Dobbiamo sollecitare il Governo affinché scelte come queste non si prendano sulla testa dei cittadini, ma attraverso un ampio confronto e valutando fino in fondo tutte le possibili alternative.”

CSdL

 

 

 

Nei contratti della PA e dei salariati AASLP, in attesa del rinnovo contrattuale, dal Governo erano stati proposti acconti inizialmente inaccettabili; le ultime proposte sono oggetto di approfondimento per quanto riguarda la Pubblica Amministrazione, mentre rimangono insoddisfacenti per i salariati AASLP. Per il settore commercio la trattativa riparte il 29 novembre, a quasi un mese dallo sciopero del settore. Le Federazioni Pubblico Impiego stanno lavorando per presentare a breve una piattaforma rivendicativa per il contratto PA

RSM 24 11 2022 – Una panoramica di alcuni tra i diversi contratti di lavoro scaduti è stata tracciata nell’ultima puntata di “CSdL Informa”. Protagonisti i rappresentanti delle due Federazioni CSdL impegnate nei rinnovi contrattuali dei rispettivi settori; Matteo Missiroli, funzionario della Federazione Costruzioni e Servizi, e Antonio Bacciocchi, Segretario del Pubblico Impiego.

In questo contesto, non poteva mancare un riferimento alla festa per la celebrazione dei 40 anni dell’AASLP organizzata dalla Segreteria per il Territorio per la serata del 30 novembre, rispetto alla quale le Federazioni Servizi delle tre organizzazioni sindacali nei giorni scorsi hanno espresso una posizione pubblica, per sottolineare come ai salariati dell’Azienda dei Lavori Pubblici questa iniziativa sia risultata del tutto fuori luogo. Anzi, si tratta di un vero e proprio schiaffo agli stessi lavoratori, in lotta per il rinnovo del contratto, scaduto da ben 12 anni; la trattativa per il contratto avviata da questa primavera è ancora ferma, con un Governo arroccato su proposte di aumento di pochi spiccioli.

Anche alla luce dell’esito dell’incontro in programma domani con la delegazione di Governo sul rinnovo del contratto AASLP, i lavoratori stanno valutando le eventuali ulteriori iniziative a sostegno del loro diritto ad aumenti economici soddisfacenti, che riconoscano la loro professionalità e mettano un freno alla costante erosione provocata da un’inflazione che da tempo è tornata a galoppare.

Nei giorni scorsi è uscito un comunicato della Segreteria Territorio, in cui si pontifica questa ricorrenza dei 40 anni dell’AASLP e al contempo si rivolgono lodi sperticate verso i dipendenti. Nel comunicato si parla di valorizzare le donne e gli uomini che lavorano nell’Azienda, e di dare loro un giusto riconoscimento. Ma allora perché il Governo non si decide a rinnovare il contratto?

L’impegno che si era preso la Segreteria di Stato Territorio, a seguito di una delibera del Congresso di Stato, era di rinnovare il contratto entro lo scorso giugno. La nuova proposta del Governo ora contiene l’impegno a sottoscrivere il contratto dei salariati e di tutta la PA entro giugno 2023, e al contempo, in attesa di questi rinnovi, a riconoscere un acconto ai lavoratori di questi settori. Le proposte di acconto inizialmente erano inaccettabili. Le ultime proposte sono oggetto di approfondimento per quanto riguarda la Pubblica Amministrazione, mentre rimangono insoddisfacenti per i salariati AASLP.

Per quasi tutti gli altri contratti del settore costruzioni e servizi la situazione non è  migliore. I lavoratori del commercio, dal canto loro, hanno dato vita ad uno sciopero lo scorso 4 novembre, pienamente riuscito, per cercare di sbloccare una trattativa aperta nel giugno scorso ma ancora in fase di stallo. Le controparti sono ancora ferme alle percentuali, fin troppo esigue, presentate a inizio trattativa. OSLA e USC si sono rese disponibili ad un incontro previsto per il 29 novembre; far passare un mese dallo sciopero per riprendere il confronto, la dice lunga sulla volontà delle controparti di trovare un accordo.

L’unico contratto in cui la trattativa sta procedendo è quello dell’edilizia; sembra ci sia la volontà di trovare un accordo per arrivare alla firma del rinnovo contrattuale.

Bloccata è anche la situazione del contratto per i dipendenti della Pubblica Amministrazione, anch’esso scaduto da oltre dodici anni. Che il datore di lavoro pubblico, che occupa più di 3600 dipendenti, sia quello che ha il contratto scaduto da così tanto tempo, è un aspetto poco edificante. Lo Stato dovrebbe fare da apripista nei rinnovi contrattuali, provvedendo a rinnovare per tempo quello dei propri dipendenti, con contenuti soddisfacenti; ciò darebbe un impulso e un’indicazione precisa anche ai rinnovi contrattuali degli altri settori.

L’accordo di stabilizzazione firmato nel giugno scorso prevedeva la partenza del negoziato per il rinnovo del contratto PA fin dal mese di luglio, ma il Governo ha completamente disatteso questo impegno. Le Federazioni del Pubblico Impiego stanno lavorando per presentare a breve una piattaforma rivendicativa del pubblico impiego, per spingere il Governo a farsi parte attiva nel rinnovo dei contratti del settore pubblico, ma anche per promuovere politiche volte a dare risposte alle famiglie e ai lavoratori in difficoltà.

L’altro importante tema della 37a puntata di CSdL Informa, il debito estero, verrà trattato un una successiva comunicazione.

CSdL

 

 

 

 

 

La notevole partecipazione allo sciopero generale del 15 novembre, inaspettata dalla politica, ha certamente aperto qualche crepa nelle forze di maggioranza. Rivalutazione delle pensioni, prelievi dai fondi e disincentivi sono temi su cui il sindacato intende continuare a dare battaglia

RSM 23 novembre 2022 – “Lo sciopero è andato benissimo ma il Governo ha tirato dritto!” È il commento amaro e un po’ paradossale che il Segretario CSdL Enzo Merlini ha espresso all’inizio dell’ultima puntata di “CSdL Informa”, dedicata ai temi dello sciopero: pensioni, bollette, contratti non rinnovati, politica dei redditi, ma anche riferimenti al debito estero e alla vicenda dei festeggiamenti dell’AASLP.

È doveroso rimarcare che sul filo di lana siamo però riusciti a “sistemare” un punto che riguarda le persone invalide e a ripristinare il tetto pensionistico al 100% dell’ultimo stipendio, in favore prevalentemente dei lavoratori turnisti. Inoltre, è stato stoppato l’aumento sconsiderato di oltre il 100% delle bollette. Senza l’annuncio dello sciopero generale probabilmente i risultati non sarebbero stati i medesimi, seppure parziali.

“Ascoltando il dibattito consiliare i lavoratori e il sindacato sono stati elogiati ed al contempo presi in giro”, ha aggiunto Merlini. “Da un lato il Segretario Finanze in una intervista uscita quella mattina aveva contestato totalmente le ragioni dello sciopero, mentre da alcune forze politiche abbiamo ricevuto sostegno: il capogruppo del partito di maggioranza relativa, addirittura, ha dichiarato che era idealmente in piazza con gli scioperanti, tanto erano valide le motivazioni della protesta.

La politica non confidava su una partecipazione così massiccia, ma le forze di maggioranza avevano stretto un patto di ferro e non ne hanno voluto tenere conto; comunque sono convinto che quella partecipazione qualche ulteriore crepa l’ha creata. Non sempre gli scioperi producono risultati nei giorni successivi; spesso servono a frenare ulteriori provvedimenti futuri che sicuramente qualcuno vuole mettere in cantiere.”

Comunque, nel caso di quest’ultimo sciopero generale la partita è lunga, perché la vicenda della riforma pensionistica non può finire così. In particolare, sul tema della rivalutazione delle pensioni e della riduzione dei disincentivi il sindacato tornerà alla carica, così come sul tema dei prelievi dal fondo dei lavoratori dipendenti. “Ci hanno rassicurato sul fatto che i disavanzi del 2019, 2020 e 2021 sono stati coperti all’interno dell’ISS, attraverso altri capitoli se ho capito bene, e che non serviranno altri prelievi, ma noi non abbiamo visto niente di formale su questo, quindi non sono da escludere altre sorprese.”, ha dichiarato Enzo Merlini.

Il sindacato dunque vuole avere la garanzia che i disavanzi degli anni trascorsi non contemplino ulteriori prelievi dal fondo pensioni lavoratori dipendenti. Se questo dovesse succedere, si aprirebbe un altro fronte sul quale si dovrà avviare una nuova battaglia.

“Sulle nostre richieste di riduzione dei disincentivi, che riguardano in particolare le donne, tra le forze politiche abbiamo percepito una certa sensibilità – ha aggiunto il Segretario CSdL – solo che c’era l’ordine tassativo del Governo di non toccare niente della riforma. Ho ragione di pensare che proseguendo con il pressing su questo argomento nei prossimi mesi qualche fronte si possa aprire. Peraltro, è venuto fuori anche in Consiglio che la riduzione dei disincentivi per le donne non era così costosa come veniva prospettata.”

La legge di bilancio è sempre stato un momento di massima attenzione per tutto il paese, perché imposta la politica economica e finanziaria dell’anno successivo che sta per iniziare. È stato pubblicato on line il primo testo di legge di bilancio, che contiene pochissimi elementi, ma poiché tale legge non deve passare in Commissione, gli emendamenti si possono presentare tutti all’ultimo momento. Il sindacato monitorerà l’iter legislativo e chiederà qualche intervento “riparatore” sui temi della politica dei redditi, in particolare per le famiglie più in difficoltà a causa del carovita.

Quest’ultimo è infatti un altro dei temi principali dello sciopero, nel cui quadro vanno collocate la questione bollette, i contratti non rinnovati, la difesa dei redditi, in caduta libera a causa dell’inflazione che continua a galoppare.

E sui rincari delle utenze, si è trattato di una telenovela con annunci, controannunci, smentite. Intanto il gas è nuovamente aumentato del 30%: con l’effetto trascinamento, dall’anno scorso ad oggi l’incremento è di circa il 120%. Peraltro, sembra che gli aumenti servano non solo per far fronte ai costi di approvvigionamento e fornitura di gas ed energia elettrica, ma anche per sostenere altre esigenze di bilancio dell’AASS.

Anche a fronte dei tanti contratti non rinnovati, è sempre più forte la richiesta del sindacato di mettere in campo una politica dei redditi che possa sostenere le famiglie che hanno difficoltà ad arrivare alla fine del mese, peraltro in crescita a causa del caro vita. Molti paesi stanno mettendo in campo provvedimenti di sostegno al reddito dei cittadini in difficoltà, per dare loro una boccata di ossigeno, mentre nel nostro Paese si sono sentite solo chiacchiere.

A San Marino strumenti come il reddito minimo familiare non sono stati ampliati, e tutt’ora sono inadeguati per far fronte alle difficoltà delle famiglie. La piazza ricolma di manifestanti nello sciopero generale del 15 novembre fornisce una spinta in più a questa giustissima richiesta.

Gli altri temi della 37a puntata di CSdL informa verranno trattati in una prossima comunicazione.

CSdL

 

 

 

Restano pochi mesi per mettere in campo gli adempimenti operativi e legislativi necessari al nostro ordinamento. Le organizzazioni sindacali sollecitano l’avvio di un confronto con tutte le istituzioni

RSM 23 novembre 2022 – Nella primavera di quest’anno il Consiglio Grande e Generale ha finalmente ratificato la Convenzione dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro n. 190 contro la violenza di genere e le molestie nei luoghi di lavoro, adottata dalla stessa OIL nel giugno 2019.

Ora, a distanza di 7 mesi da questa ratifica, occorre quanto prima mettere in campo i provvedimenti operativi, al fine di dotare il nostro ordinamento di tutti quei principi e strumenti legislativi necessari per contrastare e sradicare questa odiosa piaga che, purtroppo, interessa anche il nostro Paese. Ricordiamo che San Marino ha un anno di tempo per realizzare questo fondamentale adempimento, per cui restano solo pochi mesi.

Le organizzazioni sindacali sollecitano l’avvio di un confronto con tutte le istituzioni affinché vengano definite ed avviate all’iter consiliare le misure legislative necessarie alla piena attuazione della Convenzione OIL. Successivamente, occorrerà adottare un Protocollo, già elaborato in una prima bozza dalla Segreteria per il Lavoro, che impegni Governo, Sindacati e Associazioni di Categoria a mettere in atto adeguati piani di formazione ed informazione dei lavoratori.

Tra i provvedimenti legislativi necessari, i sindacati ritengono debbano esserci nel nostro ordinamento specifiche norme che consentano di attivare d’ufficio i procedimenti penali nei casi di violenza e molestie, superando la necessità di una denuncia di parte; dovranno essere anche previste norme a protezione di coloro che denunciano gli abusi subiti o di cui sono testimoni. Il sindacato, dunque, è pronto a confrontarsi per rendere la Convenzione OIL la più efficace e concreta possibile, rispettando i tempi previsti.

Da sottolineare altresì l’importanza della prevenzione e della formazione per combattere la violenza sui luoghi di lavoro: riteniamo  che si debbano prevedere per tutti i lavoratori dei percorsi di formazione obbligatoria per affrontare tutte le innumerevoli sfaccettature della violenza nei luoghi di lavoro (fisica, psicologica, sessuale e razziale, mobbing), al fine di prevenire e contrastare l’ignoranza e la subcultura della violenza e della sopraffazione. In un’ottica di prevenzione dei comportamenti violenti e discriminatori nei confronti delle diversità di ogni tipo e genere, è necessario che si avvii un percorso formativo anche per le giovani generazioni, promuovendo la cultura del rispetto e dell’inclusione sociale.

Nel mondo in generale, quello della violenza sulle donne è un incubo che non si placa, che ha macchiato di sangue anche il 2022. Tra le mura domestiche, tante donne sono state colpite a morte, spesso tra l’indifferenza generale, oppure subiscono quotidianamente violenze di ogni genere. Offrire servizi e strutture al servizio delle donne che subiscono soprusi, è una condizione fondamentale per un futuro senza più vittime di questi fenomeni. Formazione e cultura rappresentano i primi antidoti contro ogni forma di violenza, da cui ogni società civile che voglia porre fine a questa tragedia deve partire.

Sul piano internazionale, l’attenzione sulla situazione in Iran deve restare alta: San Marino ha dato il proprio pieno appoggio alle donne di quel Paese anche con la marcia della libertà dello scorso 4 novembre, organizzata dalla UDS e a cui anche le organizzazioni sindacali hanno aderito. Dobbiamo continuare a manifestare un forte senso di solidarietà verso le donne iraniane e quella parte di società che non arretra di fronte alla violenza disumana del regime khomeinista, e che coraggiosamente si batte per realizzare una società democratica, in grado di garantire le libertà personali e i diritti civili di tutti.

Non va mai dimenticato che situazioni analoghe, del tutto o in parte, si registrano anche in altri paesi, dove la donna è considerata un soggetto privo di molti diritti fondamentali e totalmente subordinato all’uomo. Anche a loro va rivolta la nostra attenzione e solidarietà.

Chiediamo alle Istituzioni sammarinesi di farsi portavoce presso l’ONU affinché vengano avviate tutte le iniziative necessarie per affermare in Iran, in Afghanistan e in ogni parte del mondo i diritti delle donne, il rispetto della loro dignità e libertà.

Occorre dunque far sì che il 25 novembre non resti una data vuota, ma una ricorrenza che dia un forte impulso all’impegno delle istituzioni e di tutta la società per interrompere la catena di soprusi, molestie e violenze di genere che purtroppo continuano ad andare in scena ogni giorno.

CSdL  CDLS  USL

 

Quali scenari si aprono dopo l’approvazione in Consiglio Grande e Generale della riforma previdenziale? La legge non contiene le principali richieste di modifica, sostenute dalla piazza ricolma di scioperanti, ma il sindacato continuerà ad insistere per cercare di cambiare i punti più contestati.

Questo delicato argomento sarà affrontato nella prossima puntata di “CSdL Informa”, in programma martedì 22 novembre alle 18.30 in diretta sulla pagina Facebook “Cuore CSdL”.

Altri temi della puntata saranno: una valutazione dello sciopero generale del 15 novembre, molto partecipato; lo stato delle trattative per il rinnovo dei contratti di lavoro; il debito estero, rispetto a cui va rilevato che le considerazioni ripetutamente espresse dalla CSdL, rispetto alla pericolosità del debito contratto per la spesa corrente e per coprire i dissesti bancari, hanno trovato evidenti conferme nelle dichiarazioni di un insigne esperto quale il dott. Roberto Lampa, Economista, docente dell’Università di Macerata, intervenuto nei giorni scorsi alla trasmissione di San Marino RTV “Viceversa”.

Alla puntata di martedì partecipano il Segretario Generale CSdL Enzo Merlini, il Segretario Confederale William Santi, dirigenti delle Federazioni PA e Servizi. Conduce Giuliano Tamagnini.

CSdL

 

 

 

RSM 20 11 2022 – Molti lavoratori dipendenti dell’Azienda dei lavori pubblici, che nei giorni scorsi si sono visti recapitare la lettera di invito ai festeggiamenti per il 40° anniversario dell’AASLP, hanno espresso la loro indignazione verso questa iniziativa, in programma mercoledì 30 novembre al Palazzo Kursaal.

Questa festa – che si preannuncia come un sontuoso evento di gala con tanto di raccomandazione ad indossare l’abito delle grandi occasioni – è un vero e proprio schiaffo agli stessi lavoratori, in lotta per il rinnovo del contratto, scaduto da ben 12 anni.

La trattativa per il contratto avviata da questa primavera è ferma, con un Governo arroccato su proposte di aumento di pochi spiccioli. Dunque mentre si lesina e si guardano i centesimi per rinnovare il contratto dei salariati AASLP, allo stesso  tempo si organizzano pompose feste di anniversario con i soldi di tutti i cittadini, facendosi beffe del diritto dei lavoratori ad un giusto contratto di lavoro che finalmente aggiorni dopo oltre un decennio le loro retribuzioni.

Le organizzazioni sindacali si uniscono ai sentimenti di indignazione espressi dai lavoratori, rinnovando l’impegno per sollecitare la ripresa delle trattativa e per indurre la controparte pubblica a riconoscere aumenti contrattuali soddisfacenti, tutelanti ed in linea con l’attuale momento storico.

FUCS-CSdL   FCS-CDLS   FSC-USL

 

Questa mattina si è appreso che gli emendamenti dell’opposizione, in gran parte allineati con le richieste sindacali, non sono stati sostenuti dalla maggioranza. È prevalsa la linea dura, mentre il Paese ha bisogno di confronto e coesione

RSM 16 11 2022 – Nessuna apertura e disponibilità alle richieste di modifica della riforma previdenziale che la piazza piena di manifestanti ha sostenuto durante lo sciopero generale di ieri; è il bilancio degli incontri a Palazzo Pubblico tra le rappresentanze dei tre sindacati con le delegazioni del Governo e della maggioranza.

Il primo incontro ieri si è svolto con i partiti di opposizione, che hanno espresso il loro appoggio alle motivazioni dello sciopero generale e confermato la presentazione di una serie emendamenti al PdL di riforma previdenziale, per la gran parte in linea con le richieste delle tre organizzazioni sindacali. Affinché possano essere presentati in Consiglio, tali emendamenti devono essere sottoscritti dalla maggioranza qualificata, ovvero da 39 Consiglieri.

È seguito l’incontro con il Governo, che ha confermato la presentazione di alcuni emendamenti annunciati nell’incontro della scorsa settimana – tesi a superare il tetto pensionistico al 95% e a introdurre precisazioni relative ai lavoratori con invalidità accertata – che comunque non risolvono i nodi principali di contenzioso. L’Esecutivo ha giustificato le sue chiusure adducendo motivazioni legate agli effetti economici che avrebbero le richieste sindacali sulla riforma, e al fatto che la trattativa, a loro dire, è da considerarsi conclusa.

Nel successivo incontro la maggioranza ha ribadito la posizione del Governo, e al contempo ha comunicato che, rispetto alle richieste sindacali, avrebbe fatto ulteriori valutazioni insieme allo stesso Esecutivo, il che non lascia presagire nulla di buono. Sul piano della cronaca consiliare, nella serata di ieri i lavori del Consiglio sono stati sospesi per valutare gli emendamenti in circolazione.

Questa mattina è stato reso noto che gli emendamenti dell’opposizione non sono stati sostenuti dalla maggioranza e quindi non ci saranno i correttivi richiesti.

Quindi, il Governo e la maggioranza, pur riconoscendo la fondatezza delle richieste sindacali, esposte alle forze politiche anche con ulteriori proposte di mediazione, non hanno inteso dare risposte concrete alla piazza ricolma di manifestanti. Evidentemente ha prevalso la linea dura, confidando che in tal modo i lavoratori ed i pensionati si scoraggino rispetto ad eventuali nuove proteste. È un gravissimo errore, perché invece così facendo gli animi si esaspereranno, mentre il Paese ha bisogno di confronto e coesione. Anche per questo, non molleremo.

CSdL  CDLS  USL