RSM 20 giugno 2024 – Abbiamo ricevuto segnalazioni di diversi casi di tentate truffe attraverso telefonate avvenute proprio in questi giorni ai danni in particolare di anziani residenti a San Marino. Episodi analoghi sono avvenuti anche in precedenza.

I malviventi spesso si spacciano per presunti soccorritori o agenti delle forze dell’ordine informando i malcapitati di falsi incidenti che sarebbero avvenuti ai propri familiari, con l’obiettivo finale di estorcere denaro millantando inesistenti spese da sostenere. In altri casi i truffatori si sono spacciati per lo stesso familiare, tentando di rendere credibile la richiesta di aiuto.

L’Associazione Sportello Consumatori raccomanda, a chi dovesse ricevere tali telefonate, di non dare credito a queste persone e di contattare tempestivamente i propri familiari, per rasserenarsi definitivamente e prendere atto della truffa tentata, oltre che di segnalare il fatto alle forze dell’ordine.

Si tratta di tentativi particolarmente odiosi e deprecabili, in quanto prendono di mira proprio le persone più fragili facendo leva sui loro sentimenti di affetto verso le persone più care. L’auspicio è che tali malfattori vengano al più preso assicurati alla giustizia.

Associazione Sportello Consumatori

 

 

 

 

Contestazioni dell’Agenzia delle Entrate a pensionati ex frontalieri

20 giugno 2024 – L’Agenzia delle Entrate ha recapitato ad alcuni pensionati ex frontalieri a San Marino che si erano rivolti al CAAF-CGIL di Rimini per il servizio relativo alla dichiarazione dei redditi, la contestazione avente ad oggetto il mancato riconoscimento del credito d’imposta relativo alle tasse trattenute dal fisco sammarinese sulle pensioni erogate dall’ISS.

L’interpretazione della Convenzione tra la Repubblica Italiana e la Repubblica di San Marino è diametralmente opposta. L’Agenzia delle Entrate dell’Emilia Romagna sostiene che le imposte vadano pagate esclusivamente in Italia, mentre l’Amministrazione del Titano che vadano trattenute alla fonte in via esclusiva.

Per anni, vista la diversa interpretazione dei due Stati, tuttora irrisolta, gran parte dei pensionati hanno pagato le tasse anche in Italia, detraendo quelle trattenute dall’ISS. Questo è stato il metodo che i CAAF hanno adottato in via transitoria, in attesa che la disputa venisse chiarita.

A distanza di ormai 10 anni dall’entrata in vigore della Convenzione, questi cittadini si sono trovati con la mannaia fiscale tra capo e collo.

CGIL Rimini e CSdL hanno sostenuto la posizione assunta dal CSIR San Marino, Emilia Romagna e Marche, che considera la Convenzione ITA – RSM facente parte di quegli accordi contro le doppie imposizioni che prevedono la tassazione esclusiva nel Paese di erogazione della pensione.

Tutto ruota attorno alla definizione di “pensioni ricevute nell’ambito della legislazione di sicurezza sociale”, che secondo l’Agenzia delle Entrate riguarda solo alcune tipologie di pensioni, quali ad esempio quelle per invalidità ed infortunio.

La Corte di Cassazione, seppure a fronte di ricorsi relativi a Convenzioni sottoscritte dall’Italia con altri Paesi, ha invece stabilito che la dizione in oggetto va intesa con riferimento a tutte le pensioni erogate in funzione di una contribuzione obbligatoria, così come avviene anche a San Marino.

Peraltro, in una recente ordinanza, la Convenzione ITA – RSM viene proprio presa a riferimento come esempio di accordi per i quali l’imposizione fiscale compete solo al Paese di erogazione.

Il Dott. Maurizio Bonazzi, in qualità di Responsabile dell’Assistenza Fiscale del CAAF CGIL Emilia Romagna è dello stesso avviso, per cui abbiamo deciso di patrocinare congiuntamente i ricorsi di nostri iscritti storici, fino alla Corte di Cassazione, se necessario.

Il primo intervento è stato l’opposizione agli avvisi bonari inviati dall’Agenzia delle Entrate, la quale ha invece riconfermato le proprie tesi, come era prevedibile.

In questa seconda fase di tutela, ci siamo costituiti in giudizio contro l’Agenzia delle Entrate e siamo in attesa che si esprima la competente Corte di Giustizia Tributaria. Seppure la strada sia lunga e non garantisca il risultato auspicato, riteniamo che vada percorsa fino in fondo per giungere ad un pronunciamento dell’Autorità Giudiziaria in materia fiscale.

Resta il rammarico per il fatto che il compito di dirimere controversie di questa natura competerebbe ai due Governi, i quali invece sono colpevolmente silenti.

CGIL Rimini

CSdL San Marino

 

Studio sviluppo delle imprese samm 2016-2023

Ancora una volta la prima prognosi è di 30 giorni, per cui non scatterà il procedimento penale, salvo che non lo richieda l’infortunato entro 6 mesi

9 giugno 2024 – Purtroppo ci risiamo! Un nuovo grave infortunio sul lavoro, la cui vittima è un giovane artigiano italiano, caduto nel vuoto dal tetto di un capannone, che ha ceduto sotto il suo peso.

Occorre accertare le responsabilità, anche di carattere penale, in particolare rispetto a chi competeva l’accertamento dello stato del tetto, ovvero se questo fosse integro e non soggetto a cedimenti, anche a fronte di eventuali movimenti incauti.

La cronaca italiana racconta quotidianamente di infortuni gravissimi, anche mortali, molti dei quali con le medesime caratteristiche di quello avvenuto venerdì scorso a Gualdicciolo. Raramente ad una caduta da 6/7 metri di altezza non conseguono danni permanenti, siano essi fisici o di altra natura: ovviamente auguriamo alla vittima di costituire l’eccezione.

Ancora una volta il Pronto Soccorso ha indicato una prima prognosi di 30 giorni, che non farà scattare il procedimento penale per l’accertamento delle relative responsabilità, anche se poi la prognosi dovesse essere prolungata. Ciò competerà esclusivamente all’infortunato, se lo vorrà, entro 6 mesi dall’incidente.

L’applicazione distorta della legge consolida una palese ingiustizia che costringe i lavoratori a difendersi da soli per ottenere i dovuti risarcimenti. Questo è uno dei punti di maggiore criticità emersi in occasione della recente giornata formativa organizzata dalla CSU con i Quadri sindacali, che dovranno essere affrontati con il nuovo Governo.

Non possiamo sottacere altresì che, qualora la prognosi effettiva si rivelasse di molto superiore ai 30 giorni previsti, si concretizzerebbe una sottovalutazione della gravità dell’infortunio da parte dei medici, le cui conseguenze sono quelle descritte.

CSU

Simona Zonzini, oltre che ai lavori della Conferenza, ha partecipato al convegno per sollecitare la ratifica in ogni Stato della Convenzione ILO n. 190 del 2019 contro la violenza e le molestie sui luoghi di lavoro, e alla manifestazione a sostegno dei diritti del popolo palestinese. In concomitanza si è svolta anche una manifestazione in favore dei sindacalisti bielorussi perseguitati dal regime, cui la CSdL esprime la propria solidarietà

5 giugno 2024 – In rappresentanza della CSdL e nell’ambito della delegazione tripartita formata anche da rappresentanti del Governo e delle associazioni di categoria, la funzionaria FULI Simona Zonzini da lunedì è a Ginevra per partecipare ai lavori della 112a Conferenza dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO).

In questa sessione vengono affrontati temi quali il lavoro dignitoso, il lavoro di cura dei familiari, i principi e i diritti fondamentali al lavoro. Si tratta di una sessione preparatoria, con approfondimenti dei singoli temi nelle specifiche commissioni, per arrivare nelle conferenze dei prossimi anni alla elaborazione ed emanazione di convenzioni o raccomandazioni della stessa ILO.

Simona Zonzini ha partecipato anche ad un convegno sulla convenzione ILO n.190; si tratta del primo trattato internazionale che riconosce il diritto al lavoro libero dalla violenza e dalle molestie.

Dall’adozione della convenzione nel 2019, finora solo 39 paesi l’hanno ratificata. Attraverso questo convegno, è stata sollecitata la ratifica in tutti i paesi che ancora non l’hanno fatto. I governi che ratificano la convenzione sono tenuti a mettere in atto le politiche necessarie a prevenire e condannare la violenza e le molestie sui luoghi di lavoro.

Le delegazioni di diversi paesi hanno illustrato le azioni attuate per velocizzare la ratifica o il percorso che è stato intrapreso per arrivarci. Sono stati raccolti dati a supporto dei progressi che l’applicazione della convenzione produce nella lotta alla violenza e alle molestie. È stato indetto anche uno sciopero generale nell’Africa del sud a sostegno della ratifica. Tutti i partecipanti e gli ospiti sono stati invitati a firmare una dichiarazione che invita ogni paese firmatario a ratificare la Convenzione 190.

Il 4 giugno presso la Piazza delle Nazioni di Ginevra, si è svolta una manifestazione di protesta dal titolo “Il Sindacalismo non è estremismo”, per portare all’attenzione pubblica la difficile situazione di decine di attivisti sindacali imprigionati in Bielorussia, a cui hanno partecipato anche i sindacati affiliati alla Confederazione Europea dei Sindacati. La CSdL ha espresso piena solidarietà ai sindacalisti perseguitati.

Negli ultimi tre anni, più di 50 leader e attivisti sindacali sono stati condannati a varie pene detentive in Bielorussia. Il regime ha smantellato più di 800 organizzazioni, tra cui quattro sindacati indipendenti e il Congresso bielorusso dei sindacati democratici. (BKDP), ed ha arrestato numerosi lavoratori, violando i diritti umani e democratici fondamentali. Ogni giorno arrivano notizie di nuovi arresti, torture, perquisizioni.

La manifestazione ha voluto sollecitare, con la solidarietà dei lavoratori di tutto il mondo, il rilascio dei sindacalisti imprigionati e la fine della repressione in Bielorussia.

Un’altra iniziativa a cui Simona Zonzini ha partecipato in rappresentanza della CSdL è la manifestazione del 5 giugno di solidarietà con il popolo palestinese, promossa dal sindacato turco Hak-IS e a cui si sono aggiunte numerose organizzazioni. Una manifestazione per esprimere la ferma contrarietà ai massacri commessi e ancora in atto in Palestina, dove oltre 36.000 persone sono state uccise, con un altissimo numero di feriti e la distruzione di gran parte delle abitazioni civili.

La CSdL, nel condannare fermamente il massacro del 7 ottobre compiuto da Hamas e il rapimento degli ostaggi israeliani, ha sempre espresso la sua solidarietà al popolo palestinese per la brutale reazione dell’esercito israeliano che si è abbattuta sulla popolazione civile inerme, invocando in più occasioni la cessazione delle azioni militari, l’invio degli aiuti umanitari e sanitari necessari, il ripristino delle condizioni di vita per i palestinesi.

CSdL

 

Azzerato nel quadriennio 2011-2014 per finanziare gli sbilanci dei Fondi di Artigiani e Commercianti, non è ancora stato ripristinato, come la Legge prevedeva. Nel periodo 2017-2022 sono stati prelevati dal Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti circa 60 milioni: il Bilancio dello Stato non ha erogato in toto il proprio contributo, previsto dalla Legge fino al 25% delle entrate

RSM 4 giugno 2024 – CSdL e USL ritengono doveroso informare lavoratori e pensionati, nonché le forze politiche, che al Governo che si formerà dopo le elezioni verrà sottoposta la richiesta di rimborsare al Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti le somme utilizzate per altri scopi.

Ci riferiamo al prelievo di quasi 39 milioni di euro effettuato tra il 2011 ed il 2014 per coprire il disavanzo dei Fondi di Artigiani e Commercianti, per il primo anno, e per finanziare la Gestione Residuale, istituita nel 2012 per separare le uscite derivanti dalle pensioni maturate dalle medesime categorie di imprenditori fino al 2004, per i 3 anni successivi. Il dettaglio è indicato nella tabella 1 allegata.

Furono utilizzate le somme accantonate nel Fondo Comune Riserva di Rischio, il cui scopo era quello di far fronte ad eventuali situazioni deficitarie, dovute anche a mancati versamenti di contributi. La situazione contabile doveva essere disgiunta tra lavoratori dipendenti ed autonomi, a loro volta distinti tra le varie categorie (commercianti, artigiani, ecc.) ma non è stato possibile risalire a detta distinzione. Si può però affermare che la gran parte fossero di pertinenza dei lavoratori dipendenti.

All’epoca le OO.SS. protestarono fermamente, finché non venne previsto dalle medesime leggi con le quali venne effettuato il prelievo forzoso, che il F.C.R.R. avrebbe dovuto essere ricostituito integralmente, attraverso appositi stanziamenti del bilancio dello Stato, nel quinquennio 2015 – 2019. In realtà, detti stanziamenti furono solo parziali, per un importo complessivo di 13 milioni al 31 dicembre 2022, come si evince dalla tabella 1 allegata. Anzi, le somme previste sono state materialmente erogate solo per 7 milioni.

Si tratta dell’ennesima dimostrazione di come i Fondi contributivi, compresa la Cassa di Compensazione, siano stati utilizzati dai Governi che si sono succeduti dalla crisi finanziaria internazionale del 2008 per fini diversi da quelli previsti dalle Leggi istitutive.

È risaputo che nel lungo periodo i Fondi Pensione sono destinati ad esaurirsi, per effetto dei prelievi stabiliti dalla riforma del 2022 (17,5 milioni annui per il 2023 e 2024 e 20 milioni dal 2025) per far fronte ai crescenti disavanzi: è necessario quindi che ogni risorsa prelevata per altri scopi rientri nella disponibilità dei lavoratori e dei pensionati, con i relativi interessi.

Vogliamo altresì mettere in evidenza come i prelievi effettuati per coprire i disavanzi del Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti non sono stati solo i 10 milioni resi noti nel 2020, bensì ammontano ad oltre 60 milioni, come indicato nella tabella 2 allegata. Tali prelievi sono stati effettuati dall’ISS a causa degli insufficienti stanziamenti previsti dalle varie Leggi di Bilancio.

Peraltro, tali stanziamenti sono stati inferiori al 25% delle entrate contributive, come invece prevede la Riforma del 1983. Applicando alla lettera tale disposizione, i prelievi avrebbero dovuto essere inferiori, nella misura di circa 20,5 milioni. È doveroso precisare che i disavanzi dei Fondi degli imprenditori sono invece sempre stati coperti integralmente attraverso appositi stanziamenti del Bilancio dello Stato, fatta eccezione per i Liberi Professionisti, il cui Fondo è sempre stato attivo.

Quanto sopra posto in evidenza è stato ricostruito attraverso l’analisi dei bilanci dell’ISS (quelli del 2011 e 2012 sono stati pubblicati di recente su nostra richiesta), oltre ad alcune informazioni ricevute direttamente dall’Amministrazione. Seppure sia tutto regolare sul piano formale, in quanto si tratta di norme approvate dal Consiglio Grande e Generale attraverso le Leggi previsionali e consuntive del Bilancio dello Stato, svolgeremo fino in fondo il nostro ruolo negoziale per far sì che al Fondo Pensioni di pertinenza dei nostri rappresentati vengano restituite le somme prelevate.

CSdL – USL

 

 

Necessario anche l’ampliamento del Casale la Fiorina, per soddisfare tutte le richieste, attraverso la realizzazione del terzo lotto. Gli anziani costretti ad utilizzare strutture non convenzionate fuori territorio pagano rette superiori a 3.000 euro, insostenibili per molti

RSM 3 giugno 2024 – Le criticità del sistema sanitario sammarinese sono state di nuovo al centro della riunione dei giorni scorsi del Consiglio Direttivo della Federazione Pensionati CSdL.

Nella consapevolezza che la sanità pubblica ha un costo elevato, se si vuole migliorarne l’efficienza e mantenerla gratuita per tutti, è necessario avere a disposizione maggiori risorse economiche, da realizzare con una equa riforma tributaria. Il Governo che andrà ad insediarsi non potrà sottrarsi a questo fondamentale impegno.

Tra gli interventi assistenziali più urgenti in particolare per la popolazione anziana, vi è l’ampliamento del Servizio Territoriale Domiciliare, indispensabile per mantenere il più a lungo possibile le persone nel proprio ambiente abitativo e familiare. Questo vale anche per le “badanti”; riguardo a questo occorre potere portare in detrazione le spese sostenute da parte delle famiglie.

Un settore innovativo ancora da sviluppare è quello della telemedicina; occorre utilizzare questo nuovo strumento al servizio della medicina tradizionale, sfruttandone tutte le potenzialità ed ampliandone il suo utilizzo soprattutto per il monitoraggio dei malati cronici.

La Federazione Pensionati rivendica la creazione di un Hospice struttura di ricovero protetta che a San Marino ancora manca, per dare la possibilità ai malati gravi che hanno necessità di ospedalizzazione, di essere curati da medici e psicologi, e di essere assistiti con continuità dai propri familiari.

Al contempo la FUPS sollecita la costruzione del terzo lotto della RSA il Casale la Fiorina. È una necessità particolarmente urgente e pressante; chi è costretto ad utilizzare strutture non in convenzione o esterne a San Marino, paga rette ben superiori ai 3.000 euro. Per molte famiglie si tratta di costi insostenibili e andrebbero aiutate in qualche modo dallo Stato sammarinese. Chi trova posto al Casale Fiorina o in strutture in convenzione con l’ISS, arriva a pagare rette mensili intorno ai 1.900 euro, una cifra sempre rilevante, ma comunque inferiore al costo delle strutture non convenzionate.

Quale sarà il futuro della sanità sammarinese? Continueremo ad avere un’assistenza gratuita per tutti o dovremo pagare un ticket? Il nostro ospedale continuerà ad avere le specialità che ha oggi? Quale sarà l’effetto dell’ingresso in Europa sulla sanità sammarinese? Queste sono solo alcune delle incognite in attesa di risposte.

FUPS-CSdL

 

 

Sono necessari aggiornamenti e modifiche alle norme vigenti. È fondamentale l’istituzione degli RLS Territoriali, per sopperire alla mancanza di Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza, soprattutto nelle piccole e medie imprese. Occorre rendere effettiva l’attivazione d’ufficio del procedimento penale nei casi di infortuni gravi

RSM 2 06 2024 – Con grande partecipazione dei rappresentanti sindacali e forte interesse si è svolta il 28 maggio scorso una giornata di formazione sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, organizzata dalla CSU. Si tratta di un tema sul quale va mantenuta alta l’attenzione, sia da parte degli attori che ne hanno un ruolo di responsabilità, sia da parte di tutti i lavoratori. Lo scopo è stato proprio quello di sottolineare i tratti salienti della normativa vigente e suggerire gli eventuali miglioramenti, anche prendendo spunto da quanto avvenuto in altri contesti.

Dopo la presentazione dei Segretari CSdL e CDLS, nella mattinata è intervenuto il Prof. Luciano Angelini, docente all’Università di Urbino, per un approfondimento ed una comparazione delle normative in materia sammarinese e italiana.

Tra i punti emersi, la necessità di istituzionalizzare la figura dei Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza Territoriali (RLST), già presente in Italia. Poiché la struttura dell’economia sammarinese è fatta di piccole e medie imprese, gli RLS aziendali sono presenti solo in pochissimi casi rispetto al totale delle imprese.

A questa carenza si dovrebbe sopperire grazie agli RLS Territoriali, che necessitano di una formazione molto ampia, dovendo svolgere il proprio ruolo nelle aziende di vari settori. Il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza ha un ruolo chiave nel garantire l’applicazione delle norme in materia, in quanto accede al documento di valutazione dei rischi, rispetto al quale può proporre eventuali modifiche al datore di lavoro ed ai Responsabili di nomina aziendale, oltre che eventuali interventi necessari per assicurare le massime condizioni di sicurezza nei processi lavorativi.

Premesso che le responsabilità del datore di lavoro non sono derogabili, un altro ruolo importante è quello del preposto, ovvero la figura incaricata dall’azienda di assicurare il rispetto delle norme di sicurezza all’interno dei luoghi di lavoro. Spesso alcuni lavoratori svolgono di fatto questa funzione, sulla base del ruolo di responsabilità ricoperto, senza che ne siano stati investiti in modo formale e quindi senza che ne abbiano consapevolezza. Occorre rivedere le norme affinché ne vengano indicati i requisiti e le procedure per la nomina, anche perché sono figure che possono essere chiamate a rispondere in sede civile e penale in caso di infortuni.

Nel pomeriggio è intervenuto il Dott. Claudio Muccioli, Direttore dell’Authority Sanitaria, che ha illustrato le caratteristiche affinché un incidente sul lavoro o in itinere sia riconosciuto come tale, e non come malattia comune, sottolineando il fatto che il datore di lavoro ha l’obbligo di denunciare come sia avvenuto l’infortunio entro i due giorni successivi.

Ha quindi riportato i dati sugli infortuni e le malattie professionali, rilevando una significativa incidenza delle malattie muscolo-scheletriche, che interessano in prevalenza gli arti superiori e la schiena, derivate da processi lavorativi ripetitivi e con posture non corrette, che spesso producono danni permanenti. È stato posto in rilievo il fatto che l’indennizzo previdenziale deve essere richiesto entro un determinato periodo dall’infortunio o dal termine delle mansioni che hanno dato luogo alla malattia professionale.

Gli indennizzi costituiscono una spesa rilevante per l’ISS. Il Dott. Muccioli ha evidenziato il fatto che la prevenzione e la formazione sono fondamentali per tutelare la salute dei lavoratori e che i relativi costi non vanno considerati tali, bensì un investimento per le imprese e per la collettività. In tal senso, anche la struttura pubblica deputata ai controlli sui luoghi di lavoro deve essere potenziata.

La terza parte della giornata è stata dedicata agli aspetti giuridici, relativi alla tutela dei lavoratori che abbiano subìto un infortunio o abbiano contratto una malattia professionale. L’Avv. Gianna Burgagni ha evidenziato in primo luogo che, a seguito di un infortunio sul lavoro con prognosi superiore ai 30 giorni, si dovrebbe attivare d’ufficio il procedimento penale per l’accertamento delle responsabilità, cui conseguono le relative sanzioni penali ed amministrative.

In realtà, anche in presenza di infortuni gravi, in moltissimi casi vengono indicate dal Pronto Soccorso prognosi inferiori ai 30 giorni, per poi essere prolungate successivamente. In tali circostanze, il calcolo dei 30 giorni non tiene conto dei certificati medici successivi per cui l’apertura del procedimento penale è possibile solo su querela del lavoratore infortunato – da depositarsi entro sei mesi dall’infortunio – con tutte le difficoltà del caso per chi vuole mantenere il proprio posto di lavoro. Si tratta di una evidente applicazione distorta della norma che determina nel concreto l’accertamento da parte del giudice penale per un numero inferiore di violazioni penali gravi rispetto alla realtà.

Il procedimento penale è molto importante, perché l’entità del risarcimento al lavoratore, oltre che della rivalsa dell’ISS per i costi sanitari e previdenziali sostenuti, è direttamente proporzionale alle responsabilità attribuite al datore di lavoro che possono essere subito evidenziate nell’istruttoria penale, più veloce e temporalmente più immediata rispetto a quella civile che è totalmente ad iniziativa del lavoratore. Inoltre, ha la finalità di non perpetuare un senso di impunità che può disincentivare le aziende dal mettere in atto tutte le migliori prassi organizzative e dal dotarsi degli strumenti tecnologici necessari ad assicurare la massima sicurezza degli ambienti di lavoro.

Le indicazioni emerse sono molto importanti per definire le richieste che la CSU è impegnata a sottoporre al nuovo Governo per aggiornare e completare le normative sulla tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

CSU

RSM 27 maggio 2024 – È in programma per l’intera giornata di martedì 28 maggio presso la sala Joe Cassar di Borgo Maggiore una giornata formativa sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro rivolta a tutti i rappresentanti e delegati sindacali di CSdL e CDLS.

La giornata sarà presentata dai Segretari Generali di CSdL e CDLS, rispettivamente Enzo Merlini e Milena Frulli.

Interverrà quindi il Professor Luciano Angelini, docente presso l’Università di Urbino proprio sui temi della sicurezza nei luoghi di lavoro, che farà un approfondimento e una comparazione tra la normativa sammarinese e quella italiana. Verrà quindi esaminato il ruolo fondamentale dei Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS).

Il programma del pomeriggio prevede l’intervento del Dott. Claudio Muccioli, Direttore dell’Authority Sanitaria, che affronterà il tema degli infortuni e delle malattie professionali. Segue l’intervento dell’Avv. Gianna Burgagni, dedicato all’attivazione dei procedimenti penali e l’accertamento delle responsabilità.

Le conclusioni saranno affidate ai Segretari Generali CSdL e CDLS.

CSU

RSM 24 05 2024 – Il Consiglio Sindacale Interregionale San Marino-Emilia Romagna-Marche (CSIR), esorta i candidati delle prossime elezioni europee del 9 giugno a sostenere e promuovere il manifesto della Confederazione dei Sindacati Europei (CES) per un’Europa sociale e giusta. Nel contesto di una crisi di valori e diritti sociali senza precedenti in Europa, il CSIR si rivolge ai futuri rappresentanti del Parlamento Europeo e ai cittadini europei, sottolineando l’importanza di partecipare attivamente al voto.

Il manifesto della CES, che rappresenta oltre 45 milioni di lavoratori tramite 93 organizzazioni sindacali nazionali e coordina 46 consigli sindacali interregionali (CSIR), propone un’Europa fondata sul progresso, la solidarietà e il rifiuto delle politiche di austerità che minacciano il benessere e la sicurezza dei lavoratori.

I CSIR: associazioni delle organizzazioni sindacali regionali dell’Unione, operano nelle diverse aree di confine a sostegno dei lavoratori mobili locali, transfrontalieri, nel difendere e perseguire i loro interessi sociali ed economici e per evitare disparità e garantire che i lavoratori godano degli stessi diritti e delle stesse protezioni, indipendentemente dal Paese in cui lavorano.

Vogliamo un’Europa che garantisca queste condizioni e mantenga la libera circolazione dei lavoratori in un mercato del lavoro equo. L’Europa che vogliamo è un Europa in cui le persone si sentono protette.

Principali Punti del Manifesto CES:

  • Posti di lavoro e redditi migliori: azioni efficaci nell’UE per proteggere i posti di lavoro e migliorare i redditi e le condizioni di lavoro.
  • Fine del lavoro precario: garanzie legali per contratti più stabili e pieni diritti per i lavoratori.
  • Libera circolazione dei lavoratori: assicurare una mobilità dei lavoratori equa e sicura, combattendo il dumping sociale e garantendo pari dignità e diritti a tutti i lavoratori, inclusi quelli transfrontalieri.
  • Sostegno ai sindacati e al dialogo sociale: difesa dei diritti sindacali, promozione della contrattazione collettiva e del diritto di sciopero.
  • Politiche contro l’austerità: un modello economico che favorisca la creazione di posti di lavoro dignitosi e la ridistribuzione equa delle risorse.
  • Servizi pubblici di qualità: investimenti in servizi pubblici che garantiscano l’accesso universale a standard elevati di vita.

Il CSIR invita tutti i candidati a sottoscrivere questi valori e a impegnarsi non solo per un’Europa più inclusiva e protettiva. Il supporto a questo manifesto rappresenta un passo fondamentale verso un’Europa che protegge e valorizza chi lavora. La CES e il CSIR promuovono un modello sociale che pone al centro le esigenze dei lavoratori e delle loro famiglie, contrastando le politiche che minacciano i diritti democratici e sindacali.

In un momento in cui l’Europa si trova a un bivio, la partecipazione attiva ed informata al voto è più importante che mai. Il CSIR incoraggia tutti i cittadini europei a esprimere la loro voce, sostenendo candidati che si impegnino per un futuro giusto e prospero.

Ufficio di Presidenza Consiglio Sindacale Interregionale San Marino-Emilia Romagna-Marche

 

Vai al link della Confederazione Europea dei Sindacati

https://www.etuc.org/en/ManifestoEUelections24