Anche l’altisonante progetto di chirurgia robotica è stato deciso senza aver presentato alla Consulta Sociale e Sanitaria alcun piano di investimenti.

Il COT non consente il fondamentale rapporto di confidenza tra utenti e personale sanitario.

Continuano le dimissioni di medici; non è possibile che siano causate solo da fattori esterni!

Stabilizzazioni, contratti e politica dei redditi altri temi di estrema attualità.

RSM 26 06 2022 – Il raggiungimento dell’accordo sulla stabilizzazione dei precari, tra gli argomenti dell’ultima puntata di “CSdL Informa”, è un primo passo che dovrebbe anche portare all’avvio della trattativa per il rinnovo del contratto PA. L’accordo  sulla stabilizzazione riguarda circa trecento persone. Le Federazioni Pubblico Impiego hanno incontrato la delegazione di Governo il 2 giugno, portando le proprie ulteriori osservazioni; dopo 20 giorni è arrivato il testo aggiornato da parte del Segretario agli Interni, testo che già nei prossimi giorni verrà sottoposto ai lavoratori interessati affinché possano compiere le loro valutazioni. Siamo dunque arrivati alla fase finale di questa lunga e difficile trattativa, con l’auspicio che si possa raggiungere in tempi davvero brevi l’accordo con il Governo, che stabilizzi i precari del settore pubblico e crei le condizioni per superare definitivamente tale fenomeno.

Sul fronte contratti, la CSdL ha ribadito la grande soddisfazione per la recente firma del rinnovo del contratto dell’artigianato con UNAS e OSLA, che riguarda circa 800 lavoratori. L’approccio è stato turbolento, viste le posizioni espresse qualche mese fa da parte delle Associazioni di Categoria, ma alla fine gli aumenti sono gli stessi previsti dal contratto industria, anche se modulati diversamente.

Si stanno intensificando gli incontri anche per il rinnovo degli altri contratti di lavoro: l’inflazione corre e le buste paga devono essere rivalutate, con la consapevolezza che le imprese non potranno farsi carico totalmente di un aumento dei prezzi causato anche dalla guerra. Il Governo sammarinese, così come sta avvenendo in altri Paesi, deve intervenire per calmierarne gli effetti, con particolare riferimento alle famiglie meno abbienti. La CSdL ritiene che sia giunto il momento di rimettere in campo la concertazione per una nuova politica dei redditi.

Sulla sanità, CSdL e Federazione Pubblico Impiego hanno espresso una forte preoccupazione per l’andamento della gestione dell’ospedale e in generale dell’intero settore. L’unico incontro con il nuovo Direttore generale è avvenuto il 5 maggio. Si è trattato di un incontro molto veloce, in quanto poco dopo vi è stata la presentazione pubblica del COT. Da allora non è stato convocato nessun altro incontro.

Anche lo stesso personale dell’ISS chiede la massima chiarezza rispetto alla struttura organizzativa dell’Istituto e al funzionamento dei vari settori della sanità. Una buona organizzazione è fondamentale per erogare servizi efficienti e tempestivi ai cittadini. Da parte nostra, chiediamo di ripristinare un confronto continuo con la Direzione ISS e con la Segreteria di Stato sulle problematiche della sanità e sui progetti; il grosso investimento sulla robotica, ad esempio, è stato deciso senza che venisse confrontato con nessuno, così come nessun confronto è avvenuto anche rispetto al fabbisogno del personale.

Anche in questo periodo si assiste a numerosi casi di medici che si dimettono, come è avvenuto anche in passato. Ma non possiamo pensare che tali dimissioni siano causate, oggi come allora, sempre da fattori esterni. Ci saranno pure delle responsabilità da parte di chi ha in mano le redini dell’ISS! È innegabile che vi siano da risolvere problemi complessi, come ad esempio la revisione della Convenzione con l’Italia del 1974; non è semplice, ma è una necessità che ci portiamo dietro da molti anni, che continua a restare tra gli obiettivi non raggiunti.

L’attuale Direttore Generale aveva chiesto qualche mese di tempo, condividendo tutti i problemi che gli erano stati posti, che però sono tuttora irrisolti. Il COT, almeno nelle intenzioni, sembra sia stato concepito come soluzione temporanea per rimettere in moto la macchina della medicina di base, ma la situazione non è ancora stabilizzata tanto che anche da parte dei medici arrivano segnali preoccupanti di un potenziale cortocircuito dei centri Sanitari.

Nella scorsa Consulta Sociale e Sanitaria, il Segretario CSdL Enzo Merlini ha chiesto se si riuscirà a tornare al passato, ovvero al normale rapporto diretto e confidenziale tra il paziente ed il medico e l’infermiere, che è importante per garantire la qualità e la tempestività degli interventi, soprattutto per gli anziani e le persone più fragili.

Il Direttore, a parole, si è dichiarato concorde; in sostanza chiede ancora ancora pazienza, che però ormai è finita. Intanto si potrebbe pensare di organizzare il COT distribuito per ogni centro sanitario, piuttosto che centralizzato, in modo che gli infermieri con cui ci si rapporta siano sempre gli stessi. L’obiettivo deve essere raggiunto il prima possibile, ne va della nostra salute!!!

Per quanto riguarda le liste d’attesa, la situazione non è sostanzialmente migliorata rispetto al periodo ante-covid: per alcuni servizi sono più ridotte, per altri sono addirittura più lunghe di prima. Anche su questo versante, la Direzione ha confermato che si tratta di uno degli obiettivi prioritari, ma ancora lontano dall’essere raggiunto. Sembra una vera e propria presa in giro.

Il Segretario CSdL ha poi ricordato la funzione della Consulta Sociale e Sanitaria, nata nel 2004, ovvero con funzioni consultive e non decisionali, composta da persone nominate dalle organizzazioni sindacali, dalle associazioni di categoria e dalle forze politiche; tutta la società, in pratica, vi è rappresentata. Ha un ruolo importantissimo, tra cui quello di esprimere un parere obbligatorio sul piano sanitario nazionale e sul piano degli investimenti: quindi, questi andrebbero fatti solo dopo aver ricevuto il parere della Consulta, fermo restando che non è vincolante.

“Da circa 5 anni rappresento la CSdL in questo organismo – sottolinea Merlini – e puntualmente contestiamo il fatto che il piano degli investimenti viene presentato alla Consulta, quando va bene, nei mesi di giugno-luglio; l’anno scorso addirittura in novembre, per cui non è stato espresso alcun parere, visto che l’anno era finito.”

Anche quest’anno del piano di investimenti non c’è traccia. I roboanti investimenti sulla chirurgia robotica sono stati annunciati e motivati senza alcun documento a sostegno che permettesse di esprimere una valutazione. Intanto sono stati accolti di buon grado dal Governo, tanto che ha stanziato 3 milioni di euro. Non so se produrranno i risultati previsti perché, per giustificare simili investimenti non basterà operare i sammarinesi che oggi si recano in altri ospedali, ma anche attirare numerosi pazienti da fuori territorio. Per fare questo, seppure i nostri chirurghi godano di grande stima, occorre dotarsi di un’equipe che lavori a pieno regime. Il Direttore ha rassicurato che anche questo obiettivo è a portata di mano.

Viste anche le poche informazioni a disposizione, è legittimo avere qualche dubbio rispetto a questo progetto, ma se si esprimono delle perplessità si suscita l’ira dei responsabili dell’ISS. In definitiva, pare che la Consulta sia solo un peso e un ostacolo: sarebbe preferibile si dicesse apertamente che è meglio abolirla, risparmiando al contempo i gettoni di presenza. “A mio avviso, andrebbe invece riconosciuto che il ruolo della Consulta è nobile, ovvero la ricerca della condivisione delle politiche sanitarie con chi rappresenta la popolazione nelle sue diverse articolazioni.”

Alle ultime 2/3 riunioni della Consulta le telecamere di RTV non si sono più viste. “Se non sbaglio – afferma Merlini – era l’ISS ad informare direttamente la TV di Stato. Mi viene il dubbio che non si tratti di una dimenticanza; quando si parla di sanità, è giusto invece che la popolazione sia informata. Con queste premesse, come si fa ad essere fiduciosi rispetto al fatto che la sanità vada nella direzione giusta?”

CSdL e FUPI ribadiscono che per rimettere in sesto complessivamente il sistema sanitario occorre partire dall’origine, cioè dall’atto organizzativo, che deve definire quali servizi erogare e con quali e quante figure professionali. Ma mentre i vertici della sanità continuano a fare scelte unilaterali, in proposito non c’è stato nemmeno un accenno di inizio di confronto.

CSdL

Il prezzo al metro cubo, dal prossimo 1° luglio passa dai 47 centesimi del 2021 a quasi 79,5 centesimi, dopo che quest’anno era di 61 centesimi. Un ulteriore salasso che colpisce tantissime famiglie! Occorre la massima trasparenza nelle forniture. Il Governo provveda almeno ad accrescere gli interventi per i cittadini colpiti dagli aumenti

È arrivata come un fulmine a ciel sereno la notizia, appresa solo attraverso gli organi di stampa, che è stato deciso un nuovo ulteriore aumento del prezzo del gas per tutti gli utenti sammarinesi. La decisione è avvenuta con una delibera in materia tariffaria, la n. 4 del 21 giugno, da parte della autorità di regolazione per i servizi pubblici e l’energia, senza mai informare o chiedere il benché minimo confronto con le associazioni dei consumatori!

L’entità di questi aumenti è pesantissima; si tenga conto che dal 1° gennaio 2022 il costo del gas al metro cubo è passato dai precedenti 47 centesimi a 61 centesimi, con un aumento secco del 30%: ora, dal prossimo 1° luglio, quindi tra pochissimi giorni, il prezzo sale ulteriormente a quasi 79,5 centesimi, pari ad un altro 30% in più. Tenendo conto della capitalizzazione, con questa nuova stangata il gas subisce un aumento complessivo del 69%.

Tutto ciò avviene nonostante le rassicurazioni del Segretario di Stato al Lavoro con delega alla Azienda dei Servizi, il quale solo pochi mesi fa aveva dichiarato che erano stati realizzati dei contratti di fornitura dell’energia che mettevano al riparo da ulteriori rincari. Evidentemente le sue erano dichiarazioni tutt’altro che veritiere; è necessario invece che venga assicurata la massima trasparenza anche nelle forniture, oltre che il coinvolgimento delle associazioni dei consumatori a tutela dei diritti della cittadinanza.

Questi ulteriori aumenti metteranno ancor più in difficoltà quelle famiglie che già non avevano retto l’urto dell’aumento precedente, e allarga il numero dei cittadini per i quali le bollette del gas rappresenteranno un salasso insopportabile!

L’incoerenza del Segretario di Stato e del Governo è totale; mentre hanno da poco approvato misure volte a dare alcune tutele alle famiglie più in difficoltà rispetto gli aumenti tariffari, hanno la spudoratezza di mettere in campo ancora nuovi aumenti!

L’Associazione Sportello Consumatori stigmatizza questo comportamento irresponsabile del Governo, e chiede quantomeno che si rimetta subito mano alle misure a sostegno delle famiglie, affinché siano aumentatati e rafforzati gli interventi per fare fronte anche a questa nuova pesantissima stangata sulle bollette del gas.

Associazione Sportello Consumatori

 

Gli interessi sul debito pubblico lievitano. “Quando si comincerà a discutere su come fare fronte all’enorme debito dello Stato?” Il Decreto Fondiss è stato modificato come richiesto dal Sindacato: prima delle formule necessarie per trasformare il capitale in vitalizio, occorre realizzare la riforma complessiva della previdenza complementare. Con rendimenti inferiori ai costi il Fondiss sarebbe una fregatura

La leggina presentata in prima lettura è diventata un provvedimento molto corposo con più di 50 articoli. È l’assestamento di bilancio, in discussione nell’attuale sessione del Consiglio Grande e Generale. Anche in questa occasione il Governo ha presentato gli emendamenti all’ultimo momento. Non abbiamo quindi avuto la possibilità di fare un’attenta valutazione.

“Si continua con la tradizione!”, ha commentato il Segretario CSdL Enzo Merlini.  “Gli assestamenti e le leggi di bilancio diventano il modo per fare provvedimenti omnibus senza confrontarsi con nessuno. Ripetiamo per l’ennesima volta che questa prassi è antidemocratica.” Nel progetto di legge vengono accesi nuovi titoli del debito pubblico, per sostituire le obbligazioni che sono state emesse a garanzia dei correntisti che avevano depositato i loro soldi presso Banca CIS, quindi con l’impegno di restituirli alle scadenze previste.

Si tratta di una cifra complessiva di circa 200 milioni, con scadenze diverse. Le prime obbligazioni in scadenza a luglio prossimo sono pari a 53/55 milioni. Questa somma era già un impegno economico a carico dello Stato: ora viene ufficialmente trasformata in titoli di debito pubblico, con scadenza decennale e ad un tasso di interesse dell’1%.

Da un lato, quindi, lo Stato paga tassi di interesse del 3,25% per tre anni per i titoli collocati sul mercato internazionale, mentre quelli emessi per chi aveva i soldi bloccati in banca CIS renderanno l’1% per 10 anni, peraltro in una fase storica nella quale i tassi stanno ricominciando a salire. Qualcosa non torna! Siamo ancora più convinti che la fretta di andare sui mercati esteri per 340 milioni sia stata troppo onerosa, oltre che non indispensabile.

Nel complesso, gli interessi che dovremo pagare annualmente sul debito complessivo dello Stato stanno continuando a lievitare, superando ampiamente i 20 milioni annui. Si chiede Enzo Merlini: “Quando si comincerà a discutere su come fare fronte all’enorme debito pubblico, come la CSdL rivendica con forza da anni?” L’autoreferenzialità del Governo è inaccettabile, visto che ciò peserà su tutti i cittadini e sulle generazioni future.

L’Esecutivo si è posto l’obiettivo di fare le riforme delle pensioni, del mercato del lavoro, dell’IGR e di Fondiss entro la fine dell’anno, senza dimenticare che dovrà essere anche varata la legge di bilancio. Sono obiettivi molto ambiziosi e in tempi strettissimi. Peraltro, su 3 delle 4 riforme annunciate non c’è ancora alcuna proposta su cui discutere, per cui immaginiamo che la scappatoia sia sempre la stessa: basta non fare il confronto! A maggior ragione su temi di tale portata, reagiremo.

Vengono stanziati circa 5 milioni di euro per coprire le mancate entrate nel fondo pensioni dei lavoratori autonomi, a fronte del dimezzamento delle aliquote previsto con i decreti Covid. Ciò è stato fatto perché la riduzione dei contributi non va a penalizzare il calcolo pensionistico per questa categoria di lavoratori. Queste risorse stanziate si aggiungono ai decreti sui ristori: si può quindi affermare che le imprese e i lavoratori autonomi hanno avuto un discreto aiuto da parte dello Stato. Non è una annotazione polemica – anche gli altri paesi hanno, giustamente, fatto provvedimenti analoghi – ma solo la necessità di porre in evidenza gli interventi messi in campo.

In relazione a Fondiss, il dibattito consiliare si è acceso a proposito di un emendamento che prevede una delega attribuita al Governo per realizzare la riforma complessiva del secondo pilastro previdenziale. Non ci è mai piaciuta la modalità della delega; resta il fatto che tale riforma va fatta perché le risorse di Fondiss non rendono niente e non ha alcun senso mantenere lo status quo. In realtà, una delega come questa era stata approvata nella scorsa legge di bilancio, con l’obiettivo di attuare gli interventi richiesti dal Comitato Amministratore; una delega assolutamente in bianco, dalla quale è scaturito il Decreto di cui si è parlato nella scorsa puntata di “CSdL Informa.

“Siamo riusciti a far modificare quel Decreto – ha rilevato Enzo Merlini – stabilendo che, prima di trasformare il montante contributivo in vitalizio per ogni assicurato che ne ha diritto, occorre realizzare la riforma. Secondo le stime del Comitato Amministratore, i costi di gestione di tale operazione potrebbero ammontare a circa il 2-2,5%, mentre i rendimenti sono pressoché inesistenti. Crediamo sia evidente a tutti che se i rendimenti non superano i costi, va rivalutata completamente la mission del Fondiss.”

Un riferimento anche alla polemica di un consigliere di opposizione, ex Segretario di Stato, rispetto al “silenzio” del sindacato sul metodo utilizzato su una materia così importante, ovvero il Decreto delegato. Come già detto, l’utilizzo della decretazione non ci piace affatto, ma è diventato un malvezzo di cui si sta continuando ad abusare.

È insopportabile il fatto che il Governo continui a giustificare i propri provvedimenti accusando quello precedente del fatto e non fatto, ma lo è altrettanto chi fa lo “scordato”. Non possiamo dimenticare i famigerati decreti di luglio 2017, con i quali era stato esautorato il Comitato Amministratore di Fondiss per dare la gestione dei fondi a Banca Centrale, che poi acquisì i titoli Demeter detenuti da Banca CIS.

Degli altri argomenti trattati nell’ultima puntata di CSdL Informa – stabilizzazione precari, situazione della sanità, inflazione e aumenti tariffari, contrattazione – daremo informazione nei prossimi giorni.

CSdL

 

Lavoratori e Sindacati sono ancora in attesa della proposta economica; il Segretario di Stato al Territorio ha preso ancora tempo, annunciando una proposta in extremis il 30 giugno. Se non vengono rispettati gli impegni, che prevedono la conclusione del contratto entro fine mese, i lavoratori sono pronti alla mobilitazione

Nelle ultime settimane, dopo un percorso condiviso sulla parte normativa, la trattativa con la Segreteria di Stato al Territorio per il rinnovo del contratto AASLP versa in uno stato di stallo; infatti, il Segretario Canti continua a non presentare la proposta economica, nonostante la delibera del Governo dell’11 aprile che stabilisce di definire il contratto dei salariati dell’Azienda per i Servizi Pubblici entro il 30 giugno. I risultati attesi da Sindacato e lavoratori, quindi, non stanno arrivando.

Per dimostrare il crescente disappunto e far sentire la propria voce, coordinati delle Federazioni Costruzioni e Servizi delle tre organizzazioni Sindacali (CSdL, CDLS e USL), lo scorso 14 Giugno i lavoratori dell’AASLP si sono nuovamente riuniti in assemblea sulla piazzetta antistante la Segreteria di Stato al Territorio. Durante il sit-in, è avvenuto un confronto con lo stesso Segretario di Stato al Territorio, il quale ha nuovamente preso tempo, chiedendo al Sindacato di incontrarsi il prossimo 30 giugno; incontro in occasione del quale – ha dichiarato – dovrebbe presentare una proposta sulla parte economica, condivisa da parte dell’intero Congresso di Stato.

Qualora anche questo impegno non venisse rispettato, ciò si tradurrebbe in un ulteriore e inaccettabile schiaffo per i circa 130 lavoratori dell’AASLP, che aspettano da 12 anni un adeguamento delle loro retribuzioni, che ricordiamo sono tra le più basse dell’intero mondo del lavoro sammarinese; certamente, se avvenisse ciò, iniziative di mobilitazione rilevanti saranno proclamate dai lavoratori e dal Sindacato per spingere il Governo a rispettare l’impegno preso nei confronti dei salariati attraverso la delibera dell’11 aprile scorso, che stabiliva di giungere entro la fine di giugno al rinnovo del contratto di lavoro.

Ricordiamo che l’impegno preso dai lavoratori e dal Sindacato riguardo alla definizione del Testo Unico del contratto AASLP, è stato pienamente e responsabilmente rispettato, nei tempi dovuti; l’ultimo incontro programmato sulla parte normativa, già fissato da tempo per il 6 Giugno scorso, invece è stato annullato dalla Direzione dell’Azienda con un preavviso minimo, per poi essere posticipato al 23 giugno. In ogni caso, questo rinvio non può essere in alcun modo preso a pretesto per rinviare ulteriormente la presentazione della proposta economica da parte del Segretario di Stato al Territorio Canti.

L’aumento rilevante del costo della vita e la conseguente crescita dell’inflazione impongono una rivalutazione dei salari che è ormai indifferibile; nel contesto economico attuale non è accettabile per i lavoratori dell’AASLP un rinnovo contrattuale a “costo zero”.

Federazioni Servizi CSdL – CDLS – USL

 

Questa celebrazione è anche un’occasione per sottolineare nuovamente lo straordinario spirito di accoglienza dei sammarinesi, che hanno ospitato 300 cittadini ucraini fuggiti dall’invasione russa. Occorre continuare nell’impegno per realizzare una reale integrazione nella nostra società, sia per i più giovani che per gli adulti

Il 20 giugno si è celebrata la Giornata Mondiale del Rifugiato, appuntamento sancito dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite per sensibilizzare l’opinione pubblica internazionale sulla condizione di milioni di rifugiati, richiedenti asilo e sfollati nel mondo che, costretti a fuggire da guerre e persecuzioni, lasciano i propri affetti, la propria casa e tutto ciò che un tempo era la loro vita per cercare salvezza altrove.

Una giornata che vuole anche ribadire il diritto dei rifugiati ad essere protetti e a ricostruire la propria vita in dignità, attraverso un processo equo di integrazione sociale ed economica nel paese di accoglienza. In questa Giornata Mondiale del Rifugiato, l’UNHCR si è unita a coloro che “si mettono a disposizione per individuare soluzioni durature e sostenibili che permettano ai rifugiati di superare i traumi, mettere a frutto il proprio talento e contribuire al paese che li ha accolti.”

“Non esiste protezione reale senza l’accesso effettivo ai diritti, l’integrazione e l’inclusione sociale, ed essi sono compito e responsabilità di tutta la società nel suo complesso”, ha dichiarato Chiara Cardoletti, Rappresentante UNHCR per l’Italia, la Santa Sede e San Marino. “Solo lavorando insieme – governo, società civile e settore privato – possiamo fare la differenza”.

Secondo la stessa UNHCR – l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati – attualmente nel mondo ci sono oltre 100 milioni di persone sfollate, tra le quali alcuni milioni che sono fuggite come conseguenza della crisi ucraina.

A questo proposito, la CSU vuole ribadire la grande dimostrazione di accoglienza e di solidarietà concreta messa in atto dal nostro paese, che ha accolto fin dalle settimane immediatamente successive all’invasione russa 300 rifugiati ucraini,  in larghissima parte direttamente presso le famiglie sammarinesi. Un numero molto alto in rapporto alla popolazione residente.

Ora occorre continuare ad affrontare l’accoglienza nella sua complessità, per realizzare una vera integrazione, sia per i minori, che devono poter proseguire al meglio la loro attività scolastica, che per gli adulti, per i quali occorre anche creare le condizioni per un possibile inserimento nel mondo del lavoro.

Anche questa ricorrenza della giornata internazionale del rifugiato deve servire a lanciare un nuovo appello per mettere fine al conflitto in Ucraina, e a tutte le guerre in corso nel mondo, molte delle quali sono del tutto dimenticate. La pace è l’unica condizione in cui i popoli possono vivere per creare un presente e un futuro di coesistenza e sviluppo, e consentire a tutti di continuare a vivere nella terra delle proprie origini, senza subire la straziante esperienza di dovere fuggire – spesso con grande pericolo per la propria vita – in un altro paese.

CSU

Nella foto: un gruppo di donne ucraine in Piazza della Libertà durante la manifestazione per la pace organizzata dal sindacato lo scorso 12 marzo

 

 

Assestamento di bilancio, Fondiss, la recente firma del contratto artigianato, la situazione della sanità, il punto sulla stabilizzazione dei precari PA, sono i temi di “CSdL Informa” in programma mercoledì 22 giugno alle 18.30 in diretta sulla pagina Facebook “Cuore CSdL”.

Intervengono dirigenti del livello confederale e delle federazioni di categoria della CSdL, e coordina come sempre Giuliano Tamagnini.

Appuntamento dunque su “Cuore CSdL” con tutti i cittadini interessati a questa rubrica di informazione a approfondimento sulle tematiche sindacali, sociali ed economiche più attuali.

 

Rinnovato il contratto artigianato per il biennio 2022/2023. Aumenti complessivi in busta paga del 5,4% per gli oltre 800 lavoratori del settore. La firma questa mattina, presso la sede dell’Unione Artigiani, tra le Federazioni Industria di CSdL, CDLS, USL e le associazioni di categoria UNAS e OSLA.

Nel dettaglio, per l’anno 2022 sono previsti aumenti dell’1,5% a partire dal 1° giugno e un ulteriore 1,5% dal 1° agosto (calcolati sulle tabelle del 2021). Per l’anno 2023 l’aumento è invece stabilito nella misura del 2,4% a partire dal 1° gennaio.

Inoltre, esclusivamente per il 2022, sono riconosciute 30 ore di permesso straordinario retribuito, il cui corrispettivo economico sarà liquidato nella misura di 5 ore al mese a partire dal prossimo luglio. In subordine, dietro richiesta del dipendente, queste ore potranno essere usate sempre durante quest’anno a “copertura” dei giorni di assenza dal lavoro.

Un risultato molto importante”, così i segretari della Federazione Lavoratori Industria, Agostino D’Antonio (CSdL), Paride Neri (CDLS), Enrico Biordi (USL), definiscono la sottoscrizione del contratto. “Una risposta concreta a difesa delle retribuzioni minacciate dalla raffica di aumenti provocati dalla crisi energetica e dall’incertezza economica figlia della guerra russo-ucraina”.

L’accordo sottoscritto dalle tre sigle sindacali con UNAS ed OSLA, che si aggiunge a quello firmato lo scorso aprile per il settore industriale e con il quale condivide complessivamente l’entità degli aumenti, prevede l’impegno che quanto in esso contenuto sarà la base di riferimento per la definizione del testo unico del contratto collettivo dell’artigianato, proseguendo poi l’iter previsto dalla legge sulla rappresentatività per la validità erga omnes.

L’auspicio finale dei tre segretari sindacali “è che la firma dei contratti industria e artigianato segni l’inizio della stagione dei rinnovi anche per tutti i contratti scaduti che interessano migliaia di lavoratori”.

Federazioni Industria CSdL – CDLS – USL

 

Il tema della doppia cittadinanza al centro del colloquio tra il Comites e la CSU

RSM 19 06 2022 – Nei giorni scorsi una delegazione del Comites San Marino composta dal Presidente Alessandro Amadei e dal membro dell’Esecutivo Marina Rossi ha incontrato il Segretario Generale della Confederazione Sammarinese del Lavoro Enzo Merlini ed il Segretario Generale della Confederazione Democratica Lavoratori Sammarinese Gian Luca Montanari presso la sede sindacale di Via 5 Febbraio a Domagnano.

Al centro del confronto la questione della rinuncia alla cittadinanza di origine, come condizione per ottenere la cittadinanza sammarinese per naturalizzazione, che l’ECRI (Commissione europea contro il razzismo e l’intolleranza) ed altri organismi europei chiedono da tempo a San Marino di eliminare dalla normativa vigente.

Sul tema, la Segreteria di Stato per gli Affari Interni aveva già avviato alla fine dell’anno scorso un confronto con i gruppi consiliari, ai quali era stata presentata una bozza di progetto di legge predisposto dalla Segreteria che prevedeva il superamento dell’obbligo di rinuncia alla cittadinanza originaria.

Gli esponenti sindacali hanno manifestato la propria condivisione in merito alla campagna di sensibilizzazione svolta dal Comites San Marino su un tema così delicato. CSdL e CDLS sono particolarmente sensibili al tema dei diritti civili e ritengono che il nodo della rinuncia alla cittadinanza di origine, come condizione per essere naturalizzati sammarinesi, vada quanto prima sciolto.

Così come avviene in moltissimi Paesi, si ritiene non debbano essere poste condizioni per coloro che, essendo residenti a San Marino da lungo tempo, vogliano acquisire la cittadinanza sammarinese e accedere ai relativi diritti costituzionali.

Comites San Marino – CSdL / CDLS    

Il punto sui rinnovi contrattuali, sulle riforme, sulla situazione della sanità sammarinese, al centro della riunione di ieri pomeriggio del Consiglio Direttivo CSdL, presso la sala Ex International di Borgo Maggiore. Il Direttivo ha tracciato una panoramica sulla situazione dei diversi rinnovi contrattuali in via di definizione. In primo luogo, le assemblee dei lavoratori dell’industria, a seguito della firma del contratto del settore con l’ANIS, stanno dimostrando la ampissima e diffusa condivisone di questo rinnovo. Al contempo si sta lavorando per raggiungere l’accordo con l’UNAS per rinnovare il contratto artigianato, che sembra essere in dirittura di arrivo.

Circa gli altri contratti del settore privato, questa prima fase di incontri con le diverse controparti datoriali non ha prodotto esiti risolutivi. Le organizzazioni sindacali si accingono a comunicare al Comitato Garante per la Contrattazione Collettiva l’avvio formale della trattativa, in base a quanto previsto dalla legge n. 59/2016. L’inflazione sta continuando a galoppare ed il tempo stringe: l’obiettivo fondamentale è tutelare il potere d’acquisto delle retribuzioni dall’inflazione, in modo particolare per le categorie più disagiate e con trattamenti economici più bassi.

Nel settore pubblico, l’auspicio espresso dal Direttivo è di poter giungere entro la fine di questo mese alla firma dell’accordo con il Governo per la stabilizzazione dei lavoratori precari e per il superamento definitivo del precariato; a questo obiettivo, lungamente rivendicato dal sindacato, dovrà seguire la identificazione del nuovo regime normativo e retributivo dei dipendenti PA, e lo stesso rinnovo del contratto del settore pubblico allargato.

Rinnovo contrattuale che dovrà essere raggiunto, naturalmente, anche per i salariati della AASLP: in tal senso ricordiamo che è impegno assunto dal Governo quello di giungere alla sottoscrizione del contratto entro la fine di giugno. Il Direttivo sollecita nuovamente il Segretario di Stato per il Territorio al rispetto di tale impegno.

Sulla sanità, è stata evidenziata ancora una volta la situazione di sofferenza e criticità di vari reparti e settori. In questo contesto, preoccupano anche le dimissioni dei medici del reparto di ortopedia, che indebolisce fortemente l’operatività e l’efficacia di questo importante reparto dell’ospedale. Continuano le gravi carenze di personale medico e sanitario in vari servizi, non in grado di assicurare prestazioni sanitarie corrispondenti alle necessità degli utenti. Sono state annunciate grandi novità per cardiologia e oncologia, settore fondamentali per la salute della popolazione; siamo in attesa di conoscere quali saranno queste novità.

In generale il paese sconta l’assenza di un quadro di riferimento sulle prospettive complessive della sanità sammarinese. Si è parlato tanto di un nuovo ospedale per San Marino; ma prima di pensare al contenitore, occorre preoccuparsi di quali reparti e servizi metterci dentro, definendo un progetto di lunga durata per l’intero sistema sanitario sammarinese.

Capitolo riforme: per quanto riguarda quella dell’IGR, non abbiamo ancora ricevuto nessuna proposta, per cui non è stato possibile dare vita al confronto. In relazione alla riforma del mercato del lavoro, l’incontro programmato per oggi con la Segreteria di Stato competente è stato rinviato al 21 giugno, ma anche in questo caso il Governo non ha presentato nessun documento su cui confrontarsi.

Sulla riforma previdenziale, seppur lentamente il confronto prosegue. Ricordiamo che sono tre i nodi principali di questa riforma: l’età pensionabile, l’aumento delle aliquote contributive, e la copertura da parte dello Stato degli sbilanci annuali tra entrate e uscite. Su questi tre punti si sono registrati approfondimenti e alcuni sviluppi, ma non ancora risolutivi. È da sottolineare che negli ultimi incontri sono stati presenti anche rappresentanti della maggioranza di Governo, che hanno potuto così verificare direttamente le modalità e i contenuti del confronto con le organizzazioni sindacali.

Altro elemento critico è il fatto che il Governo non ha ancora fornito una serie di dati necessari al confronto, relativi alla distinzione degli interventi a carico dello Stato nei diversi fondi pensionistici, oltre ai dati del 2021, riferiti non solo ai fondi pensione, ma anche agli assegni familiari, alle indennità economiche temporanee (malattia, maternità, ecc.), alla Cassa per gli Ammortizzatori Sociali.

Al contempo, leggiamo su Fixing, settimanale dell’Associazione Industriali, l’accusa rivolta al Sindacato di frenare il confronto sulla riforma delle pensioni; Sindacato che con “veti e critiche incrociate” starebbe decidendo la scaletta dei lavori. Non sappiamo dove Fixing abbia raccolto queste informazioni: se per loro svolgere il ruolo negoziale e di proposta del Sindacato a tutela dei diritti dei futuri e attuali pensionati significa frenare la riforma, allora non capiamo quale sia l’idea di confronto democratico che ha in mente il giornale dell’ANIS…

Un riferimento poi a Fondiss; recentemente è stato emanato il Decreto che stabilisce le modalità per trasformare i versamenti del secondo pilastro previdenziale in vitalizi, affidando tale compito ad una compagnia assicurativa attraverso l’emissione di un bando; naturalmente tutto ciò comporterebbe dei costi significativi. Per la CSdL però il problema è a monte, ovvero la pressoché totale assenza di rendimenti delle risorse di Fondiss. È del tutto inaccettabile una prospettiva in cui le spese per la gestione del secondo pilastro fossero superiori alla rivalutazione dei contributi. Pertanto, la priorità resta quella di riformare il Fondiss, affinché sia messo nelle condizioni di effettuare investimenti che garantiscano rendimenti significativi. Occorre quindi aprire un confronto a tutto campo in merito a Fondiss, prima di pensare a come trasformare i contributi in vitalizi. È stato condiviso un emendamento che coglie questa esigenza: nel frattempo chi andrà in pensione continuerà a ricevere l’intero capitale accumulato all’atto del collocamento a riposo.

Il confronto sulle tre riforme, come si evince, procede con ritmi diversi, mentre la CSdL ha sempre sostenuto che questi interventi legislativi devono procedere di pari passo e in maniera coordinata, in quanto sono profondamente interconnessi tra loro.

Sulle stesse riforme, sembra che il Governo abbia riconosciuto che si tratta di materie talmente complesse e delicate che non si può contingentare il confronto: qualora così non fosse e se si registrassero fughe in avanti o iniziative unilaterali, ciò non potrà che incontrare la ferma opposizione della Confederazione del Lavoro.

CSdL