Molti i contenuti inaccettabili: aumento a 63 anni dell’età pensionabile con almeno 40 anni di versamenti (quota 103), aumento dell’aliquota per i soli lavoratori del 4%, incremento del contributo di solidarietà, ecc. Sconcertante e gravissima la proposta sul contributo dello Stato, che si vorrebbe legare al PIL: per la CSdL tale contributo va progressivamente aumentato rispetto a quello attuale. Senza le risorse dello Stato il sistema previdenziale non può reggere

È forse una provocazione per non fare la riforma pensionistica? È uno degli interrogativi che si è posto il Consiglio Direttivo CSdL riunito questa mattina a Fiorentino, rispetto alla bozza di riforma previdenziale discussa nell’incontro di ieri mattina con il Segretario per la Sanità. Una bozza che si presenta come una sostanziale riproposizione della ipotesi già presentata tre anni fa dal precedente Segretario Sanità, redatta dagli stessi tecnici consulenti degli ultimi Esecutivi, e anche allora seccamente bocciata dal sindacato, in quanto inaccettabile e irricevibile.

Questa “riproposta” di riforma pensionistica è una pura operazione contabile, ancora più semplicistica della precedente, che agisce quasi esclusivamente sui numeri delle pensioni.

Tra i punti inaccettabili vi è il passaggio, a partire già dal 2022, da 60 a 62 anni dell’età pensionabile, elevata addirittura a 63 anni dal 2024, con almeno 40 anni di contributi, introducendo la quota 103; questo balzo produce uno “scalone” che andrebbe a penalizzare i lavoratori che sono ormai prossimi alla pensione, che si vedrebbero aumentata l’età pensionabile in modo secco e senza gradualità. Addirittura l’età pensionabile aumenterebbe di ulteriori sei mesi, in quanto è previsto che dal momento della richiesta di collocazione a riposo, che va presentata quando si hanno maturati i requisiti, devono passare appunto sei mesi per ricevere la pensione.

Questo forte innalzamento non tiene in nessuna considerazione gli anni di versamenti previdenziali, in particolare di tutti quei lavoratori entrati fin da giovanissimi nel mondo del lavoro e che hanno maturato una lunga contribuzione, anche molto superiore ai 40 anni. Ciò è del tutto inaccettabile, anche tenendo conto che molti di loro hanno svolto lavori usuranti, soprattutto dal punto di vista fisico. Nessuna considerazione anche per le donne, molte delle quali hanno una vita lavorativa discontinua, con periodi di part time o anni di non contribuzione per essersi dedicate alla cura dei figli e della famiglia; occorre che questi periodi vengano considerati sul piano contributivo, per evitare che debbano subire pesanti penalizzazioni.

La lista dei contenuti inaccettabili prosegue con l’aumento del 4% per la contribuzione al primo pilastro pensionistico, a carico dei soli lavoratori dipendenti, mentre per i datori di lavoro non è previsto alcunché. Per la CSdL anche le imprese devono essere coinvolte; non è pensabile aumentare il peso della contribuzione solo sulle spalle dei lavoratori.

Viene incrementato in modo esponenziale il contributo di solidarietà, già introdotto con la riforma del 2011, il quale verrebbe applicato fin dallo scaglione di pensioni tra 1.000 e 1.300 euro, fascia di reddito attualmente esclusa. Questo contributo è, appunto, un elemento di solidarietà, e non può rappresentare in alcun modo la cessione di una parte di trattamento pensionistico, che non dimentichiamo mai è sempre una forma di salario differito.

Uno degli aspetti più critici e sconcertanti dell’intera proposta riguarda il contributo dello Stato, il quale viene commisurato “all’andamento della crescita media del PIL reale quinquennale”. Si prevede che se non si registra la crescita del Prodotto Interno Lordo, “il contributo dello Stato non è dovuto”. Nei casi di PIL positivi vengono  indicate percentuali progressive. In sostanza, il contributo dello Stato non è minimamente garantito, o quando c’è è del tutto insufficiente. Ciò significherebbe che gli accantonamenti dei fondi pensione si esaurirebbero in pochissimi anni.

Per il Direttivo CSdL il contributo dello Stato – attualmente fino al 25% delle risorse annuali versate per ogni categoria – deve invece essere aumentato, per dare una adeguata copertura all’erogazione delle pensioni, soprattutto a tutela delle nuove generazioni, già penalizzate dalle precedenti riforme. Il contributo dello Stato e la solidità dei fondi pensionistici sono quindi un prerequisito della riforma previdenziale, che la CSdL continuerà, anche nel proseguo della trattativa, a porre come elemento centrale e discriminante.

Uno degli aspetti su cui ha maggiormente insistito la CSdL è che la riforma delle pensioni va collocata in una quadro più ampio di riforme: in tal senso ha rinnovato l’appello al Segretario Ciavatta a coinvolgere anche altri Segretari di Stato al tavolo di confronto, ad iniziare da quelli per le Finanze e per il Lavoro.

Non è infatti pensabile slegare tale riforma dalla realizzazione compiuta della riforma tributaria del 2013, che ha prodotto un aumento della tassazione dei lavoratori dipendenti, mentre la base imponibile della gran parte delle imprese è rimasta irrisoria, incompatibile con i tenori di vita ostentati. L’equità fiscale, ancora da realizzare con l’introduzione dei più efficaci strumenti di accertamento dei redditi, deve essere quel passaggio mancante per accrescere le risorse dello Stato, necessarie anche per sostenere il sistema previdenziale nel lungo periodo.

Altre riforme da tenere strettamente collegate sono quelle del lavoro, dell’IVA sammarinese, le politiche sociali e il welfare state, il progetto di sviluppo di cui si continua a non vedere traccia. Centrali restano i temi del debito pubblico, che discende quasi esclusivamente dai dissesti delle banche e dagli NPL, e dei grandi debitori dello Stato, rispetto a cui nessun passo avanti è stato fatto.

Il prossimo incontro con il Segretario per la Sanità è in calendario giovedì 29 luglio alle ore 9.00 a Palazzo Begni. Si vedrà in quella occasione se il Segretario Ciavatta sarà riuscito a coinvolgere altri colleghi dell’Esecutivo per affrontare la riforma pensionistica in un contesto realmente complessivo e attraverso una visione di sistema. All’inizio della riunione odierna, il Direttivo ha approvato all’unanimità il documento di base e il regolamento per il 20° Congresso CSdL in programma nei giorni 11 e 12 novembre 2021 presso il Palace Hotel di Serravalle.

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Si è svolta oggi pomeriggio presso il Teatro Nuovo di Dogana la seconda delle due assemblee convocate dalla CSdL con il personale dell’ISS. Assemblee che hanno avuto lo scopo di illustrare ai lavoratori la posizione della CSdL e l’azione negoziale con la quale il sindacato è riuscito a correggere e modificare parte dell’art. 14 del precedente Decreto n. 85 (ora divenuto DL n. 107), relativo alle disposizioni applicabili in caso di mancata vaccinazione da parte del personale sanitario.

La CSdL ha ribadito il proprio convincimento della necessità che la vaccinazione coprisse l’intero corpo sanitario, ai fini della massima salvaguardia della salute pubblica, ritenendo però inaccettabile la prima versione del Decreto che interveniva sui diritti contrattuali senza aver minimamente coinvolto il sindacato. Ci siamo dunque confrontati con i lavoratori presenti in merito ai risultati ottenuti per i dipendenti ISS che hanno fatto la scelta di non vaccinarsi.

L’azione negoziale della CSdL ha consentito, in particolare, di ottenere il diritto allo spostamento del personale non vaccinato, ove possibile, in altra mansione all’interno della PA che non preveda il contatto con il pubblico, e, qualora ciò non avvenisse, il riconoscimento di una “indennità di sospensione” mensile pari a 600 euro lordi, oltre alla continuità nella maturazione dei contributi previdenziali del primo e secondo pilastro e nel percepimento degli assegni famigliari, a condizione che i lavoratori si rendano disponibili a svolgere i lavori socialmente utili.

Nel corso delle due assemblee gli stessi lavoratori hanno evidenziato una serie di problematiche legate alla non corretta applicazione da parte della dirigenza ISS delle norme del Decreto, in particolare quelle riguardanti la sospensione del personale ISS non vaccinato. Problematiche che hanno messo in luce una gestione non preventivata e piuttosto disorganica degli effetti conseguenti alle misure di sospensione, previste fino al 31 dicembre di quest’anno, o in caso terminasse l’emergenza sanitaria.

Tra queste, non è stato applicato correttamente il comma 5 dell’articolo 8 del Decreto 107, riguardante la possibilità di ricoprire i Profili di Ruolo vacanti all’interno della PA da parte del personale ISS non vaccinato. Infatti, non verrebbe rispettato il criterio che prevede la priorità in base all’anzianità di servizio, mentre l’Amministrazione vorrebbe applicare, del tutto impropriamente, il criterio gerarchico. Peraltro, ciò contraddice quanto era stato condiviso durante gli incontri con il Governo ed i Dirigenti Pubblici ed è stata evidenziato in una lettera della CSU già inviata nei giorni scorsi, che chiedeva di affrontare anche le problematiche della medicina di base.

Sono emersi anche casi di non corretta applicazione del decreto rispetto alla mancata vaccinazione “conseguente a certificato pericolo per la salute in relazione a specifiche condizioni cliniche documentate” (comma 10 art. 8), in cui gli stessi certificati rilasciati da medici di base non sono stati riconosciuti validi, senza addurre specifiche motivazioni.

La CSdL plaude al fatto che la gran parte del personale sanitario si sia vaccinato e, nel contempo, rivendica dai dirigenti politici e sanitari dell’ISS la corretta applicazione del Decreto, attraverso una gestione coerente e pienamente rispettosa dei contenuti previsti e delle persone interessate.

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Mercoledì 21 giugno nuovo appuntamento con “CSdL Informa”, in onda alle 18.30 in diretta sulla pagina Facebook “Cuore CSdL”. Sarà dedicato alla riforma delle pensioni, alla luce della bozza di riforma previdenziale inviata ieri dalla Segreteria di Stato per la Sanità, e agli argomenti di maggiore attualità.

Il Segretario CSdL Giuliano Tamagnini coordina il  programma, in cui intervengono un dirigente confederale e un rappresentante di ognuna delle quattro federazioni di categoria: industria, pubblico impiego, costruzioni e servizi, pensionati.

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La CSdL ha convocato due assemblee fuori dall’orario di lavoro specificatamente rivolte a tutti i dipendenti dell’ISS, in due giornate consecutive, per permettere a tutti i lavoratori interessati di parteciparvi. Si potrà quindi prendere parte all’assemblea in programma Martedì 20 luglio, o in alternativa Mercoledì 21 luglio, dalle ore 15.30 alle ore 17.30 presso il Teatro “Nuovo” di Dogana.

Tema delle assemblee: “Le disposizioni del Decreto n. 107/2021 per il personale ISS“. Verrà illustrata ai lavoratori la posizione della CSdL e l’azione negoziale con la quale il sindacato è riuscito a correggere e modificare parte dell’art. 14 del precedente Decreto n. 85, relativo alle disposizioni applicabili in caso di mancata vaccinazione da parte del personale sanitario. La CSdL si confronta con i lavoratori in merito ai risultati ottenuti per i dipendenti ISS che hanno fatto la scelta di non vaccinarsi, senza pregiudicare gli obiettivi indicati dallo stesso Decreto, ora divenuto n. 107/2021, rispetto alla salvaguardia della salute pubblica nelle strutture sanitarie dell’ISS

Per motivi precauzionali legati alla pandemia, il numero massimo di partecipanti per ciascuna assemblea non potrà superare le 200 unità. In base alle disposizioni vigenti, è fortemente consigliato l’uso di mascherina. Saranno disponibili all’ingresso del Teatro gel igienizzanti.

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Il progetto di legge, su cui non c’è stato nessun confronto, è stato posto all’Odg della Commissione competente convocata per il 22 luglio. Se il Governo volesse consentire il confronto, dovrebbe annullare la convocazione

Il percorso dei due progetti di legge, riguardanti rispettivamente le cartolarizzazioni degli NPL delle banche e le disposizioni in materia di procedura e diritto civile, doveva essere comune, in quanto strettamente connessi. Era questo l’impegno che il Governo si era assunto a marzo scorso nei confronti delle organizzazioni sindacali. La CSdL aveva inviato le sue osservazioni e proposte su entrambi i progetti di legge, chiedendo il confronto, ma senza ricevere nessuna risposta.

Ora, con grande sorpresa si è scoperto che il PdL in materia di procedura e diritto civile è stato iscritto all’ordine del giorno della Commissione Consiliare competente che si riunirà il prossimo 22 luglio, per l’esame in sede referente.

La CSdL, con una lettera inviata oggi ha espresso tutto il suo disappunto per questa inattesa accelerazione dell’iter del PdL in questione, stigmatizzando l’assenza sia di confronto che di informazioni in merito alla presentazione di eventuali emendamenti.

Nei giorni scorsi, peraltro, la CSU aveva inviato una richiesta d’incontro ai Segretari di Stato competenti anche per chiedere una revisione delle norme che disciplinano il recupero dei crediti da lavoro dipendente, per consentirne una maggiore efficacia. Anche in questo caso non è arrivata nessuna risposta.

Evidentemente al Congresso di Stato interessa unicamente agevolare il sistema bancario, visto che questo progetto legislativo ha come finalità prevalente la semplificazione delle procedure per l’escussione delle garanzie poste per l’erogazione del credito, mentre la tutela degli altri diritti viene posta in fondo alla scala delle priorità.

In sostanza, se questo PdL entrasse in vigore così com’è, gli immobili e i beni di proprietà di un’azienda “decotta” potrebbero essere acquisiti dalla banca creditrice, potenzialmente a discapito di eventuali creditori privilegiati, ovvero i lavoratori e lo Stato. Se il Governo volesse concretizzare la sempre annunciata disponibilità al confronto, dovrebbe annullare la convocazione della Commissione Consiliare in programma il 22 luglio prossimo.

Rileviamo infine che, stando a quanto appreso ascoltando il dibattito di questi giorni in Consiglio Grande e Generale, il Segretario di Stato per le Finanze intende avviare a breve il confronto in merito alle modifiche al PdL sulle cartolarizzazioni, già discusso in prima lettura consigliare nello scorso mese di febbraio; pertanto non si capisce il motivo per il quale i due provvedimenti non potessero andare di pari passo, se non per rispondere a determinate pressioni.

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La CSdL esprime compiacimento per l’accordo bi-partisan

RSM 15 luglio 2021 – La trattativa portata avanti dalla CSdL aveva inevitabilmente lasciato sul campo qualche rivendicazione, pur avendone apprezzato i risultati. Ci ha pensato il Consiglio Grande e Generale a porre ulteriori miglioramenti al testo ed ora il lavoro occasionale costerà alle imprese il 5% in più: l’1% quale contributo aggiuntivo alla Cassa per gli Ammortizzatori Sociali mentre il 4% in più va al lavoratore, quale indennizzo ulteriore rispetto alle tariffe contrattuali.

Ciò è giustificato dal fatto che tale forma di lavoro è costituita da massima flessibilità / precarietà e quindi il lavoratore deve avere uno stipendio maggiore e non addirittura il contrario, come era fino a ieri. Tale principio era già stato condiviso con il precedente Governo, attraverso un articolo programmatico previsto dalla legge di bilancio per il 2018, ma la sua traduzione pratica in un Decreto Delegato era naufragata, in quanto la fortissima contrarietà di alcune Associazioni di Categoria aveva fatto desistere l’Esecutivo rispetto alla sua emanazione.

Siamo quindi particolarmente contenti che il Decreto sia stato ulteriormente migliorato grazie all’opposizione, che ha riproposto il principio sacrosanto che il lavoro precario deve costare di più, ed al Segretario di Stato per il Lavoro ed alla maggioranza che hanno accolto questa proposta. Si tratta di uno dei – purtroppo rarissimi – esempi di collaborazione bi-partisan che rendono onore alla classe politica.

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Ieri nuova puntata di “CSdL Informa”. Ancora nessuna risposta è pervenuta alle richieste di confronto sulle difficoltà dei centri sanitari inoltrate dallo Sportello Consumatori e dalla Federazione Pubblico Impiego CSdL. Appello alle lavoratrici e lavoratori che lavorano in orari massacranti e sottopagati a rivolgersi alla CSdL per ricevere tutela

Rinviato l’incontro di ieri sulla riforma pensionistica a data da destinarsi, il programma “CSdL Informa” è tornato, tra i diversi temi affrontati, anche sulle gravi difficoltà della medicina di base.

“Sappiamo poco della situazione interna, che è tenuta all’oscuro di tutti”, ha commentato Cinzia Casali, funzionaria della Federazione Pubblico Impiego CSdL. “Quello che sta succedendo in parte è una conseguenza della pandemia – ha aggiunto Cinzia Casali – con molti medici e infermieri che dopo essere stati impegnati senza sosta per lungo tempo nelle cure dei pazienti di Covid, ora giustamente hanno iniziato i loro periodi di ferie e meritato riposo. Oltre a ciò ci sono medici che sono andati in pensione, e lo avevano comunicato prima del 10 febbraio scorso, ma l’ISS non ha provveduto per tempo a sostituirli. Tutti questi fatti hanno contribuito a determinare le gravi problematiche e le carenze di personale in tutti i centri sanitari, oltre alla nota chiusura degli ambulatori di Acquaviva e Faetano. Tra questi problemi, vi sono forti difficoltà nelle comunicazioni con medici e infermieri in tutti i centri sanitari.”

“La nostra percezione – ha aggiunto Cinzia Casali – è che tra il livello politico e la dirigenza della medicina di base vi siano attriti di tipo personalistico. Non è accettabile che le conseguenze di questi conflitti ricadano sull’utenza, con disservizi e carenze sotto gli occhi di tutti.”

Il biglietto scritto a mano per annunciare la chiusura dell’ambulatorio di Acquaviva è l’immagine più impietosa ed emblematica dello stato di grave sofferenza della medicina di base; di fronte a tutto ciò, “le malattie non aspettano”, ha rincarato Cinzia Casali. Per la CSdL è evidente che una sanità ‘non in salute’ non possa curare adeguatamente e tempestivamente le varie patologie dei cittadini.

Sia la Federazione Pubblico Impiego CSdL che lo Sportello Consumatori hanno inviato richieste di confronto ai vertici dell’ISS e della medicina di base, ma finora da parte della dirigenza dell’Istituto Sicurezza Sociale non è arrivata nessuna risposta.

A che punto è il nuovo atto organizzativo dell’ISS? “È fermo da oltre un anno”, informa Cinzia Casali, mentre il Piano sanitario nazionale, che deve delineare gli indirizzi generali della sanità pubblica sammarinese, è stato approvato dalla Consulta sanitaria ma non è ancora approdato sui banchi del Consiglio Grande e Generale. La CSdL rinnova la richiesta di accelerare il confronto sull’atto organizzativo e sul fabbisogno di personale dell’ISS, che rappresentano il banco di prova per verificare se vi è la reale volontà da parte dei responsabili politici e sanitari dell’ISS di risolvere i problemi della medicina di base, il cui valore fondamentale per mantenere alto il livello di tutele sociali dei cittadini è stato ribadito anche nella trasmissione di ieri dai vari relatori.

Tra le altre cose, nel corso della puntata di ieri, nel fare una panoramica delle problematiche del settore commercio e servizi in generale, si è registrata una significativa testimonianza di Diego Moretti, funzionario della FUCS-CSdL:

“Ci sono donne che hanno accettato lavoro umili e faticosi come le pulizie, ma vengono trattate in condizioni impossibili; orari massacranti senza giorno di riposo settimanale, straordinari, festività e domeniche pagati senza nessuna maggiorazione, e retribuzioni inferiori ai minimi contrattuali. Esprimo solidarietà a queste lavoratrici e a tutti i lavoratori che stanno subendo queste situazioni di sfruttamento, e faccio un appello affinché si rivolgano con fiducia  alla nostra Federazione, la FUCS-CSdL, per ricevere la necessaria tutela”.

Oltre ai dirigenti citati, hanno partecipato alla puntata di ieri di “CSdL Informa” anche il Segretario Confederale William Santi, il Segretario FUPS Elio Pozzi, il funzionario FULI Davide Siliquini. Come sempre ha coordinato il dibattito Giuliano Tamagnini, Segretario Generale CSdL. Se, come annunciato dalla Segreteria di Stato per la Sanità, entro il 19 luglio verrà inviata al sindacato una prima ipotesi scritta di riforma delle pensioni, di questo argomento si parlerà senz’altro nella prossima puntata di “CSdL informa”, in programma il 21 luglio.

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Nella mattinata di mercoledì 14 luglio, alle ore 9.00 presso la sala “Il Monte” dell’ISS, è in programma il secondo incontro sulla riforma pensionistica.

Dell’esito dello stesso incontro si parlerà nella puntata sempre di domani di “CSdL Informa”, in onda alle 18.30 in diretta sulla pagina Facebook “Cuore CSdL”. Altri argomenti sono la situazione attuale della medicina di base e tematiche dell’attualità sindacale.

Il Segretario CSdL Giuliano Tamagnini coordina il  programma, in cui intervengono un dirigente confederale e un rappresentante di ognuna delle quattro federazioni di categoria.

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Molto preoccupanti la chiusura degli ambulatori di Acquaviva e di Faetano e in generale le difficoltà che persistono in tutti i centri sanitari; servono soluzioni rapide ed efficaci per i cittadini. Discusse anche le bozze di documento di base e di regolamento per il 20° Congresso CSdL, che con le integrazioni scaturite saranno approvati definitivamente il 22 luglio

L’incontro del 7 luglio sulla riforma pensionistica e le problematiche della medicina di base, sono stati tra i principali temi in discussione nella riunione di questa mattina del Direttivo CSdL, a cui ha fatto seguito l’esame delle bozze di documento di base e di regolamento per il 20° Congresso Confederale, in programma nei giorni 11 e 12 novembre presso il Palace Hotel di Serravalle.

Il Segretario CSdL Giuliano Tamagnini ha ripercorso l’incontro del 7 luglio scorso con il Segretario di Stato per la Sanità, unico membro di Governo presente, coadiuvato da consulenti esterni che collaborano da anni con gli ultimi Esecutivi.

Un incontro dal quale non sono emerse novità sostanziali nel merito della riforma pensionistica, in quanto sono state riproposte le criticità del sistema previdenziale già ampiamente note. Particolare disappunto per la CSdL ha suscitato la mancata volontà del Segretario di Stato di coinvolgere l’intero Esecutivo, raccordando questa riforma fondamentale con l’equità fiscale, ancora da realizzare dopo la riforma tributaria del 2013, e l’intera questione del debito pubblico, degli NPL e dei grandi debitori dello Stato.

Oltre a rivendicare la concertazione e il massimo coinvolgimento dei lavoratori e dei pensionati, la CSdL ha ribadito che la stessa riforma previdenziale deve essere accompagnata dal consolidamento dei Fondi Pensioni e dalla destinazione delle necessarie risorse dello Stato, ed ha chiesto la presentazione dei conti separati tra il fondo dei lavoratori dipendenti e quelli dei lavoratori autonomi, per assicurare la massima chiarezza e trasparenza, poiché la situazione dei fondi pensionistici non è uguale per tutte le categorie. La Confederazione si appresta quindi ai successivi incontri sulla riforma previdenziale, già calendarizzati per i giorni 14, 21 e 29 luglio, senza sapere se verrà consegnata una proposta scritta.

Tra i temi di particolare attualità affrontati, vi è lo stato di grave sofferenza della medicina di base, con le chiusure degli ambulatori di Acquaviva e Faetano (accorpati nel centro salute di Borgo Maggiore), e le difficoltà presenti in pressoché tutti i centri sanitari dislocati sul territorio, in primis nelle comunicazioni dei cittadini con il personale medico e sanitario.

La CSdL chiede ai responsabili politici e sanitari dell’ISS di accelerare il più possibile il confronto sull’atto organizzativo e sul fabbisogno del personale dell’ISS, anche se il nuovo piano sanitario – dal quale devono discendere gli indirizzi generali per la gestione della sanità pubblica – non è stato ancora approvato. La reale intenzione di risolvere queste problematiche che vivono i cittadini sulla propria pelle, si vedrà proprio nei contenuti dello stesso atto organizzativo e del fabbisogno.

Vanno adottate tutte le misure organizzative più opportune e destinate tutte le risorse economiche necessarie per superare questo perdurante stato di difficoltà e ripristinare il pieno funzionamento di tutti i Centri sanitari della Repubblica, mettendo fine ai disagi che vivono i cittadini. Il sistema sanitario pubblico e in particolare la medicina di base con la sua efficiente presenza nelle diverse aree del territorio, sono il perno dell’intero sistema di protezione sociale. Non possiamo permetterci di indebolire o addirittura smantellare pezzi di questo sistema, che deve affrontare con la dovuta tempestività ed efficacia tutte le problematiche di salute degli utenti.

Il Direttivo ha quindi preso in esame le bozze di documento di base e di regolamento per il 20° Congresso CSdL; le integrazioni scaturite nell’ampio dibattito di oggi saranno apportate all’interno del documento di base, che assieme al regolamento congressuale sarà sottoposto alla approvazione definitiva nella prossima seduta del Direttivo già convocata per la mattinata di giovedì 22 luglio presso il Centro Sociale di Fiorentino.

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L’incontro con il Segretario per la Sanità, tema al centro della 12a puntata di “CSdL Informa”

Nessuna proposta scritta è stata consegnata nell’incontro di mercoledì 7 luglio sulla riforma pensionistica, che ha visto intorno al tavolo le organizzazioni sindacali e le associazioni di categoria. Proprio l’incontro con il Segretario per la Sanità Roberto Ciavatta è stato il tema della puntata di ieri di “CSdL Informa”, trasmessa in diretta sulla pagina Facebook Cuore CSdL, a cui hanno partecipato, oltre al Segretario Giuliano Tamagnini che ha coordinato il dibattito, il Segretario Confederale William Santi, il Segretario FUPI Antonio Bacciocchi, la funzionaria FULI Simona Zonzini, il funzionario FUCS Sthéphane Colombari, il Segretario FUPS Elio Pozzi.

“Ci è stata illustrata la criticità del sistema, e ci sono stati riproposti numeri che già conoscevamo”, ha commentato il Segretario Confederale William Santi. “Da anni sappiamo che la situazione del sistema previdenziale è seria; negli esercizi annuali le uscite sono di gran lunga superiori alle entrate. Come rappresentanti dei lavoratori siamo preoccupati di questo sbilancio finanziario, che crea un rischio di impoverimento per chi è pensione e per chi ci andrà. La riforma va fatta senza indugio.

Detto ciò, nel ribadire la nostra disponibilità al confronto, ancora una volta abbiamo evidenziato che la riforma pensionistica deve essere collocata in un contesto più ampio, che includa anche altre riforme, in primis la revisione del sistema fiscale, per correggere e completare la riforma del 2013 e indurre tutti a versare al fisco secondo le proprie risorse reali, e tutta la partita che riguarda il debito pubblico, mettendo mano alla questione dei grandi debitori e le responsabilità dei dissesti bancari, che sono la causa principale dell’enorme voragine nei conti dello Stato.”

Prima che ai lavoratori e ai pensionati si chiedano ulteriori sacrifici, è necessario che si metta fine alla diffusa elusione ed evasione fiscale, si perseguano i responsabili dei dissesti bancari, e si venga a conoscenza dei grandi debitori dello Stato.

La stessa riforma previdenziale deve essere necessariamente accompagnata dal consolidamento dei Fondi Pensioni e dalla destinazione delle necessarie risorse dello Stato, hanno sottolineato i dirigenti CSdL. I fondi pensioni allocati nelle banche sammarinesi vanno messi in sicurezza e definitivamente sottratti alle mire di chi vorrebbe utilizzarli per fini diversi. E lo Stato deve predisporsi a immettere risorse per le pensioni, risorse che vanno incamerate attraverso l’emersione di tutti i redditi, in particolare dei lavoratori autonomi, molti dei quali ancora dichiarano redditi inverosimili, spesso inferiori a quelli dei propri dipendenti.

“Relativamente ai fondi pensionistici – ha affermato il Segretario FUPS Elio Pozzi – occorre distinguere l’assistenza, ovvero ciò che viene versato per interventi solidaristici (es. assegno di accompagnamento, integrazione al minimo pensionistico, ecc.), dalla previdenza, costituita dai contributi versati da lavoratori ed imprese, specificando i reali costi di gestione della previdenza.”

La situazione dei fondi pensionistici non è uguale per tutte le categorie; in tal senso la CSdL ha chiesto che vengano presentati i conti separati tra il fondo dei lavoratori dipendenti e quelli dei lavoratori autonomi. Bisogna fare la massima chiarezza, ha puntualizzato la CSdL, tenendo conto che vi sono categorie come gli artigiani e i commercianti che da molti anni hanno i propri fondi in pesante passivo.

“Non vogliamo solo il confronto, ma esigiamo che si dia vita ad una vera e propria contrattazione”, ha rimarcato il Segretario Giuliano Tamagnini, ipotizzando anche le più opportune iniziative di mobilitazione e di protesta se emergesse la volontà di realizzare una riforma non condivisa e senza il necessario consenso dei lavoratori e dei pensionati.

Alla richiesta della CSdL di tenere unita la riforma previdenziali alle altre riforme, il Segretario per la Sanità ha risposto che il sindacato dovrà interpellare i singoli membri di Governo per sollecitare i diversi interventi. Quindi, da parte sua non è emersa nessuna disponibilità a collocare la stessa riforma in un quadro più generale e in una visione di insieme e di sistema da parte dell’intero Esecutivo. Per il Segretario Ciavatta, in sostanza, la riforma previdenziale dovrebbe essere un intervento a sé stante e indipendente dalle politiche complessive del Governo. Esattamente il contrario di quanto chiede la CSdL…

Il calendario del confronto prevede altri tre incontri, il 14, 21 e 29 luglio. Vedremo se nei prossimi appuntamenti saranno consegnate ipotesi scritte, che saranno valutate con la massima attenzione.

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