Si vuole legittimare lo sfruttamento del lavoro, attraverso l’utilizzo di “falsi lavoratori autonomi”. La CSU farà di tutto per contrastare queste norme

La CSU non condivide il Decreto Delegato del 30 dicembre 2021 n. 214, che apporta una serie di modifiche alle norme che disciplinano le licenze per l’esercizio delle attività industriali, di servizio, artigianali e commerciali. A questo proposito la CSU ha inviato una lettera al Segretario all’Industria, al Congresso di Stato e a tutti i Consiglieri, chiedendo che lo stesso Decreto non venga posto in ratifica nella sessione consiliare in corso, e che venga celermente attivato con le scriventi OO.SS. un approfondito confronto preventivo riguardo alle ricadute negative – destrutturazione e precarizzazione del mercato del lavoro – che potrebbero causare le norme contenute nel DD 214/2021.

“Dobbiamo purtroppo rilevare ancora una volta con preoccupazione – puntualizzano  i Segretari Generali della CSdL e CDLS – come vengano adottati provvedimenti in materia di lavoro senza alcun tipo di confronto preventivo con il sindacato. Il Decreto infatti istituisce la possibilità di esercitare una ampia gamma di attività di lavoro autonomo anche senza averne conseguito i relativi titoli o specializzazioni, o – tra le altre cose – senza avere una sede fissa”.

Il Decreto consente ampissime possibilità, per le imprese, di avvalersi di lavoratori autonomi con licenza, piuttosto che occupare le medesime posizioni lavorative con utilizzo di lavoratori subordinati. Questa estrema liberalizzazione porrà le imprese in condizioni di poter di fatto “esternalizzare” una serie illimitata di mansioni, dettando le proprie condizioni, in alternativa a quanto definito dai contratti collettivi, con la possibilità di imporre – anche a chi non vorrebbe – di aprire un codice operatore economico per poter lavorare o continuare a farlo.

“Quello prefigurato – proseguono i Segretari Generali di CSdL e CDLS – è uno scenario simile a quanto succede poco al di fuori dei nostri confini. Troppo spesso i lavoratori con partita IVA subiscono un vero e proprio sfruttamento legalizzato che precarizza il lavoro e destruttura la contrattazione collettiva.  Finora a San Marino il fenomeno dei lavoratori con contratti CoCoPro, per i quali non è richiesta nessuna licenza, è limitato, ma con l’approvazione di questo Decreto sarà permesso alle aziende di utilizzare titolari di licenza stabilmente sia presso la propria sede che all’esterno.”

Ricordiamo che più volte, durante la discussione sulla legge che regolamenta lo “smart working”, veniva paventata la legittimità di derogare in peggio alle condizioni contrattuali, visto che il lavoratore non si sposta dal proprio domicilio. Tali posizioni non hanno trovato spazio in quella fase, mentre con questo Decreto si spalanca un ambito normativo che avrà, quasi sicuramente, rilevanti ricadute negative a carico dei lavoratori.

In parole semplici, si vuole legittimare lo sfruttamento del lavoro, attraverso l’utilizzo di “falsi lavoratori autonomi”. Il Segretario di Stato Righi ha risposto con una lettera che eventuali abusi vanno denunciati e sanzionati, come se non sapesse molto bene che trovare il coraggio e le prove, per chi ha bisogno di lavorare, non è affatto semplice. Nella nota inviata alla CSU il Segretario all’Industria ha anche ribadito che il Sindacato non ha titolo per discutere di lavoro autonomo. Tali posizioni si commentano da sole. La CSU farà di tutto per contrastarle.

È indispensabile che si ristabilisca una volta per tutte il rispetto tra le parti e che si attivi preventivamente il confronto approfondito e costante sui provvedimenti di Legge collegati ad aspetti sociali ed al mondo del lavoro che verranno via via emanati; ciò per consentire anche al Sindacato di apportare alle norme tutte le migliorie e le tutele che possano rendere accettabili i provvedimenti che verranno adottati.

CSU

Le Federazioni Pubblico Impiego della CSdL e della CDLS, in previsione della seduta della III Commissione Consiliare Permanente Finanze che si terrà domani, giovedì 13 Gennaio, desiderano ancora una volta stigmatizzare l’iter che ha portato di fatto alla privatizzazione del Settore Poste e sottolineano il grandissimo valore della Legge abrogativa di iniziativa popolare finalizzata alla “Internalizzazione di Poste SpA nella Pubblica Amministrazione” che, supportata da oltre 1.200 firme di cittadine e cittadini sammarinesi, verrà esaminata in sede referente nel corso della Commissione Finanze.

Sono passati ormai 10 anni da quando il Governo di allora decise con un articolo inserito nella Legge Finanziaria 2013, nonostante la contrarietà della Centrale Sindacale Unitaria, di trasformare il Settore Poste – che era parte della Pubblica Amministrazione – prima in Ente e poi, subito dopo, in SpA. La motivazione ufficiale, che appariva già ai tempi molto labile e pretestuosa, era quella di avere una struttura di tipo privatistico indispensabile per implementare innovativi servizi anche di tipo finanziario. Dopo un decennio dobbiamo constatare che sia dei servizi finanziari che degli altri innovativi servizi non c’è traccia, in questi anni non è stata fatta alcuna verifica sugli obiettivi che avevano giustificato la trasformazione in SpA: l’unica cosa che si è rilevata in questi anni è stata la crescita dei costi relativi al CdA, al Collegio Sindacale e della Direzione.

A fine 2019 il Comitato “Pro-Poste” ha attivato una raccolta di firme tra la cittadinanza per presentare una proposta di Legge abrogativa di iniziativa popolare finalizzata alla “Internalizzazione di Poste S.p.A. nella Pubblica Amministrazione”: cinque semplici articoli che ripristinavano lo status di Poste quale settore della PA prima della sua trasformazione in SpA. Oltre 1.200 cittadini sottoscrissero la proposta di Legge popolare che fu depositata nel Febbraio del 2020 ed ottenne anche il convinto appoggio di una parte della politica. Nel giugno del 2020 la proposta popolare fu assegnata alla III Commissione Consiliare Permanente Finanze in sede referente e da quel momento in poi silenzio assoluto fino ad oggi.

Nel frattempo il Governo e la Direzione di Poste SpA si sono comportati come se tale proposta di Legge non esistesse, pur essendo la stessa giacente e dimenticata in attesa di esame della III Commissione, continuando a proporre contratti di lavoro di diritto privato ed intervenendo con ulteriori passaggi fortemente criticati dal sindacato come il recentissimo trasferimento dell’UO Filatelico e Numismatico in Poste SpA e la modifica dello Statuto di Poste SpA nel vano tentativo di trovare una motivazione per il mantenimento dello status privatistico, del CdA e della Direzione di tale entità.

Nonostante il profondo rosso del bilancio 2021 di Poste SpA, pari a 750.000 Euro e ad una previsione di perdita per il 2022 di oltre 400.000 Euro, il Governo insiste nel perseguire il progetto di SpA e invece di ammettere e correggere la scelta sbagliata fatta a suo tempo, trasferisce in Poste l’UO Filatelico e Numismatico che apporta al Bilancio dello Stato diverse centinaia di migliaia di Euro di utile. Il tutto con l’evidente obiettivo di fare apparire il prossimo bilancio di Poste in utile, giustificando così una scelta fallimentare, creando i presupposti per lo spacchettamento e la privatizzazione di altri servizi della Pubblica Amministrazione e dando la possibilità alla Direzione di gestire in piena libertà le assunzioni e le condizioni di lavoro senza le garanzie date dall’ambito pubblico. Le Federazioni Pubblico Impiego di CSdL e CDLS invitano tutte le forze politiche – ed in particolare, a rispetto delle posizioni pubbliche tenute nel recente passato, quelle che hanno condiviso e supportato tale Legge di iniziativa popolare – a dimostrare nei fatti la loro coerenza esprimendo il loro consenso alla Legge che internalizza Poste SpA. nella Pubblica Amministrazione ponendo fine una volta per tutte a questo progetto non più sostenibile.

Le Federazioni Pubblico Impiego della CSdL e della CDLS

 

 

Servono risposte immediate e tutele ai correntisti” dopo le truffe avvenute in questi giorni su carte di credito emesse da un istituto sammarinese di pagamento.

Chi gestisce in regime di monopolio le carte di credito emesse dalla larghissima parte delle banche sammarinesi, ha il dovere di tutelare i clienti e dar loro la massima assistenza, assicurarli e risarcirli in caso di truffe e garantire la più ampia sicurezza dei dati trattati”, dicono le tre Assoconsumatori sammarinesi.

Nel corso dell’incontro con le banche sammarinesi e Abs, avvenuto lunedì pomeriggio, le Associazioni che rappresentano i consumatori, e quindi anche i correntisti, “hanno chiesto di conoscere i dettagli di quanto accaduto ai danni di molti possessori di carte BKN301, se risulta che ci possa essere stata una fuoriuscita di dati sensibili dei titolari di carte emesse da BKN301, come siano potute avvenire queste truffe e, in particolare, se tale fenomeno sia stato sottovalutato in questi mesi, scaricando la responsabilità unicamente sulle spalle dei truffati“.

Il presidente di BKN301, “dopo aver illustrato sommariamente la dinamica attuata dai criminali che hanno posto in essere le truffe, ha sottolineato che i dati utilizzati dai malviventi sono carpiti con l’inganno agli utenti inconsapevoli del rischio“. Inoltre, “è emerso che dal punto di vista strettamente assicurativo BKN301 ritiene improbabile qualsiasi forma di rimborso, la cui eventuale valutazione potrà avvenire da parte delle banche solo considerando gli aspetti commerciali e di immagine”. Dal loro punto di vista, “le Assoconsumatori sammarinesi hanno ribadito la gravità di quanto accaduto e che si ritiene inaccettabile e criticabile che BKN301 e le banche aderenti non provvedano a rifondere i clienti truffati”.

E ancora: “Considerando anche che i messaggi di phishing sono pervenuti nella stessa cronologia degli SMS di BKN301 riguardanti le spese legittimamente effettuate, chi ha la responsabilità di gestire i sistemi di pagamento per conto delle banche e dei loro clienti ha l’obbligo di porre in essere quanto necessario a prevenire certe situazioni o, almeno, di garantire la copertura assicurativa in caso di truffe o malversazioni telematiche risarcendo i malcapitati, mettendo immediatamente in sicurezza il sistema ed informando puntualmente gli utenti con comunicati esplicativi e di messa in guardia immediati, non a distanza di mesi”.

Ucs, Asdico e Sportello Consumatori “ribadiscono altresì l’assoluta importanza di informare adeguatamente gli utenti sulla prevenzione dalle truffe all’atto dell’emissione di ogni strumento di pagamento remoto da parte delle emittenti e, più in generale, sui rischi derivanti dall’operatività bancaria tramite gli strumenti web e le app”. A tal fine, le Assoconsumatori sammarinesi si sono rese “disponibili per definire assieme ad Abs e a BKN301 una campagna informativa capillare nei confronti degli utenti con l’obiettivo di far conoscere i rischi che derivano dall’operatività web e le contromisure necessarie a ridurre la possibilità di truffe”.

L’incontro con le banche ed Abs “si è svolto in un clima di collaborazione e di tutela del consumatore, hanno tenuto conto delle nostre segnalazioni, hanno ascoltato le richieste di spiegazioni e ci siamo lasciati con l’intento di rivederci a brevissimo con risposte certe e piani operativi di tutela in merito”.
L’impegno con BKN301 è di “organizzare un nuovo incontro, possibilmente entro la settimana, per valutare quanto emergerà da ulteriori verifiche interne e dalla riunione del CdA che dovrebbe tenersi a brevissimo”.

Gli esponenti delle tre Associazioni consumatori sammarinesi sottolineano che “l’incontro con le banche ed Abs è stato importante al fine di avere maggiori elementi per poter, anche a livello informativo all’utenza, risolvere questa problematica”.

E non è finita qui: “Resta ben inteso che le persone frodate ad oggi, proprio per dare un messaggio di affidabilità del sistema, debbano essere rimborsate degli importi sottratti in maniera fraudolenta; ciò tenuto conto anche del fatto che non ci risulta che i clienti siano stati messi in guardia immediatamente sulle possibili truffe che sono state poi perpetrate da parte di criminali dotati di grande scaltrezza e conoscenza delle modalità operative”.

Infine, le Assoconsumatori ribadiscono all’utenza “l’importanza di non comunicare, implementare o divulgare mai i dati relativi alla sicurezza dei propri account e di proteggersi utilizzando password complesse, da salvare in modalità riservata ed in un luogo sicuro”.

 

Appresa la triste notizia della scomparsa di Myriam Simoncini, la CSdL attraverso il Segretario Generale Enzo Merlini ha inviato un telegramma ai familiari per esprimere il suo profondo dolore e cordoglio. Myriam è stata una militante e attivista della stessa Confederazione del Lavoro: è stata membro del Consiglio Direttivo della Federazione Industria dal 2007 al 2014, ed ha fatto parte del Direttivo Confederale CSdL dal 2007 al 2010.

Nel maggio 2010 le è stato affidato l’incarico di svolgere l’intervento di apertura del 17° Congresso Confederale CSdL, al Kursaal di San Marino Città.

“Il suo ricordo resterà in noi sempre vivo – scrive la CSdL nel telegramma – per le sua estrema gentilezza e per le sue grandi qualità umane, morali e professionali, e per il suo impegno sociale e civile, che ha profuso anche nella sua militanza sindacale nella Confederazione Sammarinese del Lavoro, avendo fatto parte del suo massimo organismo dirigente.”

CSdL

 

Se non si condividono gli obiettivi con i lavoratori e il Sindacato, le modifiche alla PA non possono funzionare. Questo metodo decisionista e unilaterale del Governo continua a porre una emergenza democratica

RSM 4/01/2022 – Il 30 dicembre 2021 è stato promulgato il Decreto n. 213, che apporta diverse modifiche alla Legge 188/2011 e al Decreto n. 162/2021, ovvero il nuovo fabbisogno della PA da poco approvato. Non si condivide l’urgenza di emettere un Decreto proprio alla fine dell’anno senza nemmeno avviare un confronto degno di questo nome; alcuni interventi erano stati solo parzialmente enunciati, e non si è mai ragionato entrando nei dettagli, men che meno si è lavorato su una bozza!

Solamente oggi, dopo che è stato emesso il provvedimento, è stata convocata una riunione per discutere delle modifiche apportate. Sono interventi che cambiano la struttura e l’organizzazione della PA di diversi Uffici che operano già oggi in difficoltà. In particolare prevedono: l’accorpamento della Segreteria Istituzionale e della Segreteria Esecutiva; il progressivo accentramento delle attività della gestione del personale; trasferimenti di competenze fra Ufficio Attività di Controllo, Ufficio del Lavoro e Ufficio Attività Economiche, Avvocatura dello Stato, Protezione Civile, Ufficio Pianificazione Territoriale e Ufficio del Turismo; la creazione di una nuova figura professionale di Posizione Organizzativa con incarico triennale deciso dal Dirigente, che andrà progressivamente a sostituire i RESUNIOP (Responsabile Unità Operative). Così i profili più alti di responsabilità della Pubblica Amministrazione saranno progressivamente tutti a termine, minando l’autorevolezza e l’autonomia della P.A.

Occorre condividere gli obiettivi che si intendono perseguire insieme ai lavoratori, che sono i primi che devono recepirli e metterli in pratica, e alle parti sindacali, che possono dare il loro contributo per migliorare le norme; in assenza di tutto questo diventa difficile immaginare che tutto ciò possa funzionare.

Si dirà che c’è tempo per il confronto, che il Decreto deve essere portato in ratifica e che si può modificare; si dirà che il personale non perderà nulla, ma noi diciamo ai signori del Governo che non è questo il modo di considerare la Pubblica Amministrazione e le parti sociali; il confronto deve essere preventivo e non quando si è già deciso tutto. Non si può nemmeno accampare la scusa dell’emergenza sanitaria…; qui c’è invece una emergenza democratica!!! È una politica che non intende spiegare preventivamente cosa vuole fare, che non è capace di coinvolgere e motivare le persone! Una politica che non riesce a capire che le scorciatoie e i metodi unilaterali e decisionisti non portano buoni risultati.

Speriamo di sbagliarci, ci auguriamo vivamente che si possa aprire una stagione di condivisione dei provvedimenti che dovremo adottare a breve, in primis quello sul precariato, e che consenta il rinnovo del contratto di lavoro del settore Pubblico Allargato, da troppi anni scaduto. Dobbiamo lavorare tutti per una pax sociale, tutelando la nostra piccola comunità, anziché mostrare i muscoli e soffiare sul fuoco del conflitto o alimentare la protesta.

Federazioni Pubblico Impiego CSU

(FUPI-CSdL   FPI-CDLS)

 

 

La CSdL, unitamente allo Sportello Consumatori, ritiene che la politica dei redditi debba tornare ad essere una delle priorità. Secondo le stime gli aumenti per le famiglie ammonteranno a circa 250 euro per il gas e a 80 euro per l’energia elettrica. Un vero salasso, in particolare per le famiglie meno abbienti

Dall’incontro del 28 dicembre è scaturito un nulla di fatto, in quanto il Governo ha annunciato che il prossimo lunedì 3 gennaio 2022 prenderà atto delle delibere assunte dall’Autorità competente.

Quindi, dal 1° gennaio 2022 scatteranno gli aumenti, pari a circa il 30%, delle bollette di gas ed energia elettrica. Secondo le stime annunciate, tali aumenti comporteranno un incremento medio annuo per le famiglie di circa 250 euro per il gas e 80 euro per l’energia elettrica. Un vero salasso, in particolare per le famiglie meno abbienti.

Va comunque dato atto all’Autorità che ha ritenuto di contenere gli aumenti, rispetto alle richieste dell’AASS, che erano addirittura di molto superiori, più o meno in linea con quanto avvenuto oltre confine, ove i rincari hanno già avuto luogo e se ne prospettano di nuovi. È altresì apprezzabile che l’Autorità abbia condiviso il fatto che nonostante a San Marino le tariffe siano ferme da 12 anni, a differenza che in Italia, questo non può costituire una motivazione plausibile per giustificare gli aumenti.

In proposito la CSdL, congiuntamente alla Associazione Sportello Consumatori, ha rimarcato che, nonostante il blocco delle tariffe, a San Marino l’inflazione è più elevata del circondario da anni. Ciò è dovuto soprattutto agli aumenti esponenziali dei prezzi dei prodotti alimentari, pari a circa il 600% in rapporto a quelli riscontrati nel Comune di Rimini, con riferimento agli ultimi 4 anni.

Il potere d’acquisto dei lavoratori e dei pensionati è quindi sceso notevolmente e ora per alcune famiglie rischia di sprofondare. Si pensi a chi ha problemi di salute e d’inverno di fatto non esce mai di casa. Per la statistica si tratta di grandi consumatori, per i quali gli aumenti potrebbero ampiamente superare la media dei 330 euro annui preannunciati. In realtà, sono persone bisognose di aiuto e saranno invece chiamate a pagare gli effetti della crisi energetica più degli altri.

Altra conseguenza dei rincari sarà la conflittualità che potrebbe contraddistinguere la stagione dei rinnovi dei contratti, perché non si potrà tollerare un mancato adeguamento delle retribuzioni all’incremento spropositato del costo della vita.

Il Paese avrebbe invece bisogno di unità, vista la complessità degli interventi da attuare per contenere i disavanzi di bilancio ed un debito pubblico spaventosi. Se il tema della politica dei redditi non tornasse in cima alle priorità dell’agenda politica, il Governo si assumerebbe la responsabilità di uno scontro sociale.

Per questi motivi, abbiamo rinnovato le richieste di intervento pubblico, come peraltro hanno fatto altri Paesi, finalizzate a calmierare l’aumento delle tariffe. Abbiamo ricevuto dall’Esecutivo una generica disponibilità ad affrontare l’argomento nell’ambito dei possibili interventi del Fondo Straordinario previsto dalla legge di bilancio per il 2022; vedremo se verrà data sostanza a tali dichiarazioni.

Dal canto suo, l’AASS si è assunta l’impegno di modificare la struttura delle fatture, per consentirne una migliore comprensione da parte degli utenti e di effettuare una regolare lettura dei contatori, al fine di evitare bollette salatissime, anche per effetto del saldo relativo agli acconti pagati. A questo proposito, l’AASS ha assicurato che i consumi di gas ed energia elettrica fino al 31 dicembre 2021 saranno computati con le tariffe attualmente in vigore.

CSdL

Associazione Sportello Consumatori

Il limite più grave è la mancanza di progressività, che il Governo non ha voluto introdurre, per evitare che la tassa “assomigli ad una patrimoniale”, che non si vuole attuare. È illusorio pensare che lo 0,20% di imposta sia un deterrente per riportare a San Marino gli ingenti capitali depositati all’estero

RSM 23 dicembre 2021 – Il Bilancio previsionale 2022 è stato uno dei temi affrontati, in particolare dal Segretario Generale Enzo Merlini, nella puntata di ieri di “CSdL Informa”. Il dibattito è stato coordinato come di consueto da Giuliano Tamagnini; sono intervenuti anche il Segretario Confederale William Santi, la funzionaria FULI Simona Zonzini, il Segretario FUPI Antonio Bacciocchi, il Segretario FUCS Stéphane Colombari, la responsabile del Comitato Donne FUPS Nerina Zafferani.

In premessa, finora non c’è stato il tempo di compiere una valutazione complessiva e approfondita del testo della legge di bilancio previsionale 2022, visto che è stata appena approvata. Resta confermata la pressoché totale assenza di investimenti per lo sviluppo e per la prospettiva, trattandosi di un bilancio quasi esclusivamente contabile.

Enzo Merlini si è quindi soffermato sulla imposta prevista dalla stessa legge di bilancio per le somme di denaro e sui beni non immobiliari depositati all’estero. Per la CSdL la motivazione di questa tassa di per sé ha un senso. È condivisibile infatti restituire il prestito Cargill, evitando di pagare interessi così gravosi, pari al 2,95%, e quindi privilegiare il debito interno. Questo principio è stato condiviso da tutte le forze politiche, e sostenuto fin dall’inizio dalla Confederazione del Lavoro.

L’obiettivo è fare in modo che i cittadini sammarinesi comprino un pezzo del debito del nostro Stato, in modo tale che lo stesso debito costi meno, oltre che per essere meno esposti come paese verso l’esterno. Per fare ciò, ha affermato il Segretario di Stato per le Finanze, non si deve ridurre la liquidità interna, ma va fatto il possibile perché i soldi di tanti sammarinesi portati all’estero tornino a San Marino. Un obiettivo che noi sosteniamo da tempo, finora senza successo.

Con questa tassa, pari allo 0,20%, l’Esecutivo conta di incassare due milioni di euro, il che significa che i patrimoni non immobiliari detenuti all’estero corrispondono a oltre un miliardo di euro. Ci auguriamo che, attraverso questo nuovo strumento, si conosca pubblicamente la distribuzione di tali capitali, ovvero se sono concentrati in poche persone o diffusi tra molti risparmiatori. Considerato che nelle nostre banche sono depositati 5 miliardi di euro, significa che c’è una montagna di soldi depositati oltre confine, che vanno distinti tra quelli che sono dichiarati correttamente (è dal 2014 che vanno denunciati al fisco) o meno.

In questo periodo stanno arrivando a San Marino le sanzioni relative al 2017 e 2018, per effetto delle notifiche nello scambio di informazioni con l’Italia. Tali sanzioni sono lievi per chi ha omesso tale parte all’interno della dichiarazione dei redditi, ma pesantissime per chi non l’ha presentata, ad esempio perché non aveva nulla da dedurre o lavorava fuori territorio.

I pochi dati a disposizione ci mostrano come nel periodo 2014 – 2018, con un picco in occasione del bilancio disastroso di Cassa di Risparmio, con una perdita di 534 milioni, e della vicenda Asset, sono stati trasferiti fuori San Marino 600 milioni di euro da parte dei sammarinesi, e circa altrettanti da parte dei non residenti. È evidente che il motivo scatenante di questa fuga di capitali è stata la paura di perdere somme di denaro a causa di eventuali crisi bancarie.

Siamo convinti che questi trasferimenti di capitali non siano tanto le poche decine di migliaia di euro dei piccoli risparmiatori, ma principalmente siano di coloro che dispongono di somme ingenti. Non è più giustificabile questa paura, dal momento che ora è stata approvata la legge, condivisa da tutti, sulle risoluzioni bancarie. Ciò anche per evitare che nessun cittadino che ha soldi in banca, compreso chi ne ha più di 100mila – mentre prima oltre a tale soglia non c’era alcuna garanzia – debba perdere un solo centesimo. A maggior ragione è giusto che chi dispone di tante risorse economiche dia un contributo al paese, anche acquistando titoli del debito pubblico sammarinese.

Se la ratio del provvedimento ha un senso, il limite più grave è che manca la progressività. Nel confronto con la Segreteria Finanze siamo riusciti solo ad alzare la franchigia, ovvero l’importo al di sotto del quale non viene applicata la tassa, a 20mila euro, che è un valore ancora troppo basso. Per la CSdL andrebbe introdotta una maggiore progressività, prevedendo scaglioni crescenti. Tale principio è stato peraltro condiviso anche da consiglieri di maggioranza e di opposizione.

Il Segretario Gatti ha affermato che così strutturata la tassa assomiglierebbe ad una patrimoniale, cosa che il Governo non vuole attuare. È una motivazione che non regge, dal momento che l’obiettivo dichiarato è quello di fare in modo che i capitali dei sammarinesi portati all’estero rientrino il più possibile in Repubblica.

È una pura illusione pensare che lo 0,20% di imposta possa rappresentare un deterrente per indurre, chi ha centinaia di miglia di euro nelle banche di altri paesi, a riportarli in patria! Li terranno dove sono, anche perché chi ha i soldi li investe, e quindi sarebbe più costoso smobilizzare gli investimenti piuttosto che pagare l’imposta dello 0,20%.

Peraltro, è corretto precisare che un tale dispositivo non sarebbe ammissibile qualora San Marino fosse associato all’UE. Quindi, non potrà che essere di natura temporanea.

La norma prevede che attraverso Decreto Delegato si potrà modificare l’entità del’imposta; confidiamo pertanto che successivamente si possano apportare miglioramenti, per cogliere il risultato auspicato. Se gli obiettivi sono condivisibili, lo strumento così congegnato è inadeguato; è questa la valutazione complessiva della Confederazione del Lavoro.

Altro tema particolarmente dibattuto durante la puntata è stato l’ipotesi di Decreto contenente nuove misure per frenare la nuova e massiccia ondata di contagi. La situazione è drammatica, non solo per i malati di covid, ma anche per chi ha necessità di cure per altre malattie e si è visto posticipare visite ed interventi chirurgici. Per non parlare della medicina di base che continua a non essere un servizio adeguato per i cittadini. Il fatto che il Governo e le forze politiche si scontrino tra “rigoristi” e “permissivisti” è l’ennesimo pessimo spettacolo.

Nella puntata di ieri sono stati affrontati anche altre importanti tematiche: il progetto di legge “Interventi a sostegno della famiglia”, la situazione della CIG, in particolare nel settore del turistico-alberghiero, lo stato della sanità, i precari della PA, i prospettati aumenti delle bollette. Ricordiamo che la puntata di ieri, come tutte le precedenti, si può rivedere integralmente sulla pagina Facebook “CSdL Informa”.

CSdL

(Da San Marino RTV) – A San Marino dalle 5 del mattino di giovedì 23 dicembre è in vigore un nuovo decreto-legge, il 208 del 2021, che ha validità fino alle ore 5 del 31 gennaio. La durata dello stato di emergenza sanitaria è invece prorogata fino al 30 aprile 2022.

Fra le novità, l’accesso a supermercati, discount di alimentari e punti vendita di generi alimentari solo in forma individuale, salvo casi di necessità dovuti a motivi assistenziali.

La certificazione COVID‐19 vale 9 mesi dal completamento del ciclo vaccinale, più ulteriori 9 mesi dalla dose booster. La certificazione di avvenuta guarigione da COVID-19 vale 6 mesi, mentre il certificato anticorpale avente esito non inferiore100 AU/ml vale un mese. Le certificazioni cessano di avere validità qualora l’interessato venga identificato come caso accertato positivo al Covid.

Cambia anche l’uso della mascherina. È obbligatoria, a partire dai 6 anni: in caso di eventi e manifestazioni, inclusi i mercatini natalizi o zonali; ogni qualvolta non sia possibile mantenere un distanziamento interpersonale di almeno 1,5 metri. Inoltre è fatto obbligo dal 23 dicembre 2021 di indossare la mascherina di tipo FFP2:
a) sui mezzi di trasporto pubblico (ad esclusione degli studenti con meno di 12 anni nel caso in cui la capienza dei mezzi di trasporto non sia pari al 100%);
b) nei luoghi chiusi, inclusi i posti di lavoro pubblici e privati, in cui non sia possibile garantire posti a sedere per tutti i presenti e comunque ogni qualvolta non sia possibile mantenere un distanziamento interpersonale di almeno 1,5 metri (come sale giochi e sale da bowling);

A far data dal 23 dicembre 2021 è obbligatorio per tutti gli operatori dei supermercati e delle attività di vendita di generi alimentari, anche per animali, delle attività di somministrazione di cibi e bevande l’utilizzo delle mascherine FPP2 mentre ne rimangono esclusi gli avventori.

Il datore di lavoro o il responsabile incaricato ai controlli sono autorizzati, qualora lo ritengano utile in relazione a situazioni contingenti (ad esempio in seguito a contagi interni alla struttura), a richiedere ai propri dipendenti, oppure ai soggetti convocati, in aggiunta al San Marino Digital Covid Certificate, anche un tampone negativo quale requisito per accedere al luogo di lavoro. In tal caso, ricade sul datore di lavoro o sul responsabile a ciò incaricato l’organizzazione, a proprie spese e presso strutture pubbliche o private autorizzate, della effettuazione di tali test.

In bar e ristoranti sarà possibile stare in 4 al tavolo. Tavoli che avranno distanza di almeno un metro. Tale numero è derogabile in caso di soggetti facenti parte del medesimo nucleo di conviventi.

Al fine di limitare i contagi negli ambienti di lavoro, i datori di lavoro devono riorganizzare la propria attività prevedendo, in ogni caso possibile e compatibile con l’attività aziendale, modalità di lavoro dal domicilio o altre misure ovvero la fruizione di ferie, congedi retribuiti o altri strumenti previsti dai Contratti Collettivi nelle modalità indicati dagli stessi, utili a ridurre il numero di dipendenti contemporaneamente presenti nelle strutture aziendali, dando priorità alle lavoratrici in gravidanza, ai lavoratori invalidi o disabili, ai lavoratori genitori o affidatari di figli minori, di figli in condizioni di disabilità o membri di nuclei familiari aventi nello stato di famiglia persone disabili, non autosufficienti, anziane o maggiormente esposte alle conseguenze da contagio. Resta fermo l’obbligo di prevedere comunque un adeguato distanziamento fra i dipendenti rimasti in azienda e l’utilizzo continuo della mascherina nel caso non sia possibile mantenere un distanziamento interpersonale continuo di almeno 1,5 metri.

Vengono poi sospese le attività di “discoteca, sale da ballo, night club e simili”. Ballo che è vietato anche in bar, ristoranti, hotel e strutture ricettive in genere. Sono vietate le attività di intrattenimento che comportino assembramento ivi compreso il karaoke. Sospese anche tutte le feste ed eventi, sia al chiuso sia all’aperto, che prevedano il ballo.

Teatri, musei, biblioteche e luoghi della cultura possono possono ospitare il pubblico nella misura del 50% della capienza massima prevista. È prescritto per il pubblico l’uso della mascherina.

Le manifestazioni sportive al chiuso, oltre a consentire l’accesso a coloro che siano in possesso di uno dei documenti sanitari, ospitano il pubblico nella misura del 50% della capienza massima prevista. È prescritto per il pubblico l’uso della mascherina, preferibilmente di tipo FFP2.

In tutti i casi in cui sia possibile, è obbligatorio svolgere le riunioni, le conferenze, i congressi, i meeting, i convegni e similari, con modalità di collegamento da remoto. Qualora ciò non sia possibile, perché richieste modalità di voto in presenza ecc, sono consentiti quantificando l’utenza nella misura del 50% della capienza massima prevista. È prescritto per i partecipanti l’uso della mascherina.

L’ingresso nella Repubblica di San Marino, per coloro che provengano da paesi diversi da Italia e Città del Vaticano, o che abbiano soggiornato al di fuori di questi due paesi nei 14 giorni precedenti, è consentito a fronte della presentazione:
a) di apposito certificato di avvenuta vaccinazione anti-SARS-CoV-2 o di possesso di anticorpi contro il SARS-CoV-2 effettuato successivamente al 1 aprile 2021 relativo ad una guarigione avvenuta entro i sei mesi precedenti, o di certificato di avvenuta guarigione dal SARS-CoV-2 avvenuta entro i 6 mesi precedenti. Tale certificato può essere sia in forma cartacea, sia in formato elettronico;
b) di apposito certificato che attesti la negatività al coronavirus, tramite sottoposizione a tampone molecolare o antigenico non oltre 48 ore prima dell’ingresso e comunque in conformità ai protocolli sanitari in vigore nella Repubblica di San Marino. E’ considerato valido l’eventuale tampone molecolare effettuato nelle 48 ore precedenti all’ingresso nel territorio della Repubblica italiana per coloro che non rientrino nella fattispecie di cui alla precedente lettera a).

I bambini di età inferiore ai dieci anni sono esentati dalla presentazione dei certificati di cui alle lettere a) e b). I cittadini sammarinesi, i residenti e i soggiornanti in territorio sammarinese maggiori di dieci anni d’età che rientrino nella Repubblica di San Marino da paesi diversi da Italia e Città del Vaticano, o che abbiano soggiornato al di fuori di questi due paesi nei 14 giorni antecedenti, qualora non siano in possesso dei certificati di cui al comma 1 lettere a) e b), hanno l’obbligo di contattare prima del loro rientro Laboratorio Analisi dell’ISS, al fine di sottoporsi a tampone molecolare o antigenico entro le 48 ore dal proprio rientro con spese per l’esecuzione degli accertamenti clinici a carico degli stessi. In alternativa, ai maggiori di dieci anni d’età è consentito presentare al Laboratorio Analisi dell’ISS apposito certificato che attesti l’avvenuta vaccinazione anti-SARS-CoV-2 o la negatività al coronavirus, accertata tramite tampone molecolare o antigenico effettuato nelle 48 ore antecedenti l’ingresso in territorio nazionale e comunque in conformità ai protocolli sanitari in vigore nella Repubblica di San Marino. In attesa dell’esito dei test, è fatto obbligo, per i rientranti, di mettersi in autoisolamento fiduciario. Nel caso in cui gli accertamenti diano esito positivo, i soggetti rientranti sono avviati all’isolamento domiciliare. In caso di esito negativo, non incorrono in alcuna restrizione.

Il mancato rispetto di quanto previsto del presente decreto – legge da parte dell’utente e da parte di operatore economico con attività aperta al pubblico, è punito con una sanzione pecuniaria amministrativa pari a 300 euro con facoltà di oblazione volontaria. In caso di reiterazione, nell’arco di 30 giorni, delle infrazioni inerenti gli operatori economici, oltre alle sanzioni, si provvede alla sospensione temporanea ed immediata della licenza d’esercizio per 15 giorni. È esclusa la facoltà di oblazione volontaria. Oltre alla sanzione penale eventualmente prevista dal codice penale si applica la sanzione pecuniaria amministrativa di 2.000 euro in caso di: a) falsificazione di documentazione sanitaria o esibizione di documentazione sanitaria falsa; b) l’esibizione consapevole di documentazione sanitaria appartenente a soggetto diverso da quello che la esibisce.

Non sono accettabili aumenti dell’ordine del 40-45% delle utenze domestiche per i cittadini sammarinesi, le famiglie e le attività economiche, come prospettato dalla Azienda dei Servizi. È la ferma posizione che lo Sportello Consumatori, congiuntamente alla Confederazione del Lavoro, ha espresso nell’incontro dei giorni scorsi con l’Authority per l’Energia e la Segreteria di Stato per il Lavoro, e che ribadisce a tutt’oggi.

In ogni caso, per far fronte al rincaro dei costi delle fonti energetiche che si è verificato lo Stato deve provvedere al calmieramento delle tariffe, non attraverso misure a pioggia, ma con interventi economici mirati a sostegno dei cittadini e delle famiglie a basso reddito o in difficoltà economiche, a carico del Bilancio dello Stato, come hanno fatto gran parte dei paesi europei, o mediante l’utilizzo degli utili di gestione realizzati dall’Azienda dei Servizi eventualmente ancora disponibili.

Occorre evitare che si verifichi anche a San Marino un fenomeno che anche in Europa si è purtroppo diffuso, quello della povertà energetica, che vede molte famiglie in difficoltà economiche rinunciare all’utilizzo delle utenze domestiche, in primis il riscaldamento nei mesi più freddi, in quanto non riescono a sostenerne il costo.

Un rilevante aumento delle tariffe energetiche finirebbe anche per dare un’ulteriore spinta all’inflazione, con una conseguente diminuzione del potere d’acquisto dei redditi da lavoro e da pensione; ciò diventerebbe un altro elemento da far pesare ai tavoli dei rinnovi contrattuali.

Nell’incontro sul Bilancio dello Stato della scorsa settimana, il Segretario di Stato per il Lavoro ha dichiarato – ribadendolo anche alla stampa – che l’Esecutivo intende provvedere a ridurre il più possibile l’impatto dei rincari sulle bollette domestiche. Al momento però non sappiamo se e come si tradurrà in concreto questa sua dichiarazione.

Quali altri richieste, lo Sportello Consumatori propone di rivedere gli scaglioni di consumo, favorendo con tariffe più basse gli utenti che realizzano il risparmio energetico, tenendo comunque conto della composizione dei nuclei famigliari. Al contempo è estremamente utile creare una suddivisione tariffaria dei consumi delle utenze domestiche nell’arco della giornata: per l’energia elettrica, in particolare, si dovrebbe incentivare con tariffe ribassate l’utilizzo notturno, quando la rete funziona a regime ridotto, per effetto della sospensione di buona parte delle attività produttive.

Un’altra richiesta riguarda la chiarezza della fatturazione, e in particolare la necessità di rendere fruibile la lettura delle utenze; in tal senso lo Sportello Consumatori propone di sviluppare a livello informatico degli applicativi che consentano agli utenti di monitorare giorno per giorni i propri consumi.

In generale, i prospettati aumenti delle tariffe derivano da una bolla speculativa che riguarda le forniture energetiche internazionali e in particolare del gas, che con molta probabilità andrà a sgonfiarsi con il passare dei tempo. Tanto più in una fase difficile come quella attuale sul piano economico e sociale, non sarebbe quindi accettabile imporre degli aumenti rilevanti ai cittadini e alle famiglie, specie se diventassero strutturali, a fronte di un aumento verosimilmente temporaneo dei costi degli approvvigionamenti energetici.

Associazione Sportello Consumatori