
ILO sulla crisi: contenere la perdita di posti di lavoro e aumentare le competenze dei lavoratori

L’Organizzazione Internazionale del lavoro (ILO) e la Banca Mondiale hanno pubblicato un nuovo rapporto congiunto e una banca dati online. Si tratta del primo inventario delle politiche sul lavoro adottate da ciascun paese in risposta alla crisi economica e finanziaria.
Realizzato su richiesta dei leader al G20 di Pittsburgh nel 2009, il rapporto Inventory of Policy Responses to the Financial and Economic Crisis (Inventario delle misure dei governi contro crisi economica e finanziaria), mostra come i governi di tutto il mondo abbiano utilizzato le politiche del lavoro per limitare l’impatto economico e sociale della crisi, per stimolare l’occupazione, i redditi delle famiglie e la crescita economica, e per ridurre la povertà. Nella nuova banca dati online è possibile trovare tutte le misure che i governi hanno attuato durante la fase più acuta della crisi finanziaria (2088-2010), e le implicazioni per l’elaborazione di politiche in risposta a future recessioni economiche.
“Per la prima volta, i rappresentanti dei governi hanno ora accesso a dati e a informazioni sulle misure avviate da altri paesi. Questo consentirà di conoscere le migliori pratiche per creare posti di lavoro e per ridurre la povertà in caso di crisi”, ha dichiarato Tamar Manuelyan Atinc, vice Presidente per lo sviluppo umano della Banca Mondiale. “Questi risultati confermano la nuova strategia della Banca Mondiale sulla protezione sociale e il lavoro il cui obiettivo è promuovere la capacità di ripresa, l’equità e nuove opportunità per le persone più povere e più vulnerabili”.
“L’ILO e la Banca Mondiale hanno unito le loro forze per creare una banca dati sulle misure anti crisi avviate dai paesi industrializzati e da quelli in via di sviluppo ispirandosi al Patto Globale per l’occupazione”, ha dichiarato José Manuel Salazar-Xirinachs, Direttore esecutivo dell’ILO. “I rappresentanti dei governi e i ricercatori di tutto il mondo potranno utilizzare questa banca dati per analizzare le politiche e trarre ulteriori lezioni che, dal momento che la crisi persiste, continuano tuttora ad avere la loro rilevanza”.
Secondo il rapporto nella maggior parte dei 55 paesi a basso e medio reddito e nei 22 paesi ad alto reddito esaminati, contrariamente alle precedenti crisi, gli interventi dei governi per mitigare le conseguenze della recessione sono stati considerevoli. Non solo la maggioranza dei paesi ha utilizzato politiche fiscali e monetarie espansive per stimolare l’economia, ma è anche intervenuta direttamente per proteggere o creare posti di lavoro, per salvaguardare le competenze, facilitare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro, e per proteggere i redditi dei disoccupati e dei gruppi vulnerabili.
In molti casi, il dialogo sociale è servito a orientare le risposte politiche. Questo è stato fondamentale, ad esempio, nell’attuazione di disposizioni per la condivisione del lavoro.
Realizzato su richiesta dei leader al G20 di Pittsburgh nel 2009, il rapporto Inventory of Policy Responses to the Financial and Economic Crisis (Inventario delle misure dei governi contro crisi economica e finanziaria), mostra come i governi di tutto il mondo abbiano utilizzato le politiche del lavoro per limitare l’impatto economico e sociale della crisi, per stimolare l’occupazione, i redditi delle famiglie e la crescita economica, e per ridurre la povertà. Nella nuova banca dati online è possibile trovare tutte le misure che i governi hanno attuato durante la fase più acuta della crisi finanziaria (2088-2010), e le implicazioni per l’elaborazione di politiche in risposta a future recessioni economiche.
“Per la prima volta, i rappresentanti dei governi hanno ora accesso a dati e a informazioni sulle misure avviate da altri paesi. Questo consentirà di conoscere le migliori pratiche per creare posti di lavoro e per ridurre la povertà in caso di crisi”, ha dichiarato Tamar Manuelyan Atinc, vice Presidente per lo sviluppo umano della Banca Mondiale. “Questi risultati confermano la nuova strategia della Banca Mondiale sulla protezione sociale e il lavoro il cui obiettivo è promuovere la capacità di ripresa, l’equità e nuove opportunità per le persone più povere e più vulnerabili”.
“L’ILO e la Banca Mondiale hanno unito le loro forze per creare una banca dati sulle misure anti crisi avviate dai paesi industrializzati e da quelli in via di sviluppo ispirandosi al Patto Globale per l’occupazione”, ha dichiarato José Manuel Salazar-Xirinachs, Direttore esecutivo dell’ILO. “I rappresentanti dei governi e i ricercatori di tutto il mondo potranno utilizzare questa banca dati per analizzare le politiche e trarre ulteriori lezioni che, dal momento che la crisi persiste, continuano tuttora ad avere la loro rilevanza”.
Secondo il rapporto nella maggior parte dei 55 paesi a basso e medio reddito e nei 22 paesi ad alto reddito esaminati, contrariamente alle precedenti crisi, gli interventi dei governi per mitigare le conseguenze della recessione sono stati considerevoli. Non solo la maggioranza dei paesi ha utilizzato politiche fiscali e monetarie espansive per stimolare l’economia, ma è anche intervenuta direttamente per proteggere o creare posti di lavoro, per salvaguardare le competenze, facilitare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro, e per proteggere i redditi dei disoccupati e dei gruppi vulnerabili.
In molti casi, il dialogo sociale è servito a orientare le risposte politiche. Questo è stato fondamentale, ad esempio, nell’attuazione di disposizioni per la condivisione del lavoro.
20/04/2012
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