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Facciamo chiarezza sull’assenteismo

“Assenteismo, dipendenti AASP imbattibili”. Almeno stando ai dati statistici pubblicati venerdì dal quotidiano sammarinese La Tribuna. Ma dietro all’aridità dei i numeri, è necessario fare chiarezza per non attribuire frettolosamente l’etichetta di “buoni” o “cattivi” lavoratori.

I dipendenti salariati dell’Azienda Autonoma di Stato di Produzione (AASP) sono circa 200 (in costante calo a causa dei pensionamenti), di questi alcune decine sono occupati con la qualifica di “integrativo”. “In altre parole - spiega la Federazione Servizi della CSU - si tratta di lavoratori che, a causa di deficit psico-fisici in qualche caso anche importanti, sono stati estromessi in vario modo dal mondo del lavoro privato, pur essendoci leggi, purtroppo quasi mai rispettate, che prevedono per gli stessi una tutela particolare. Lo Stato, mettendo a disposizione un posto di lavoro ed una onesta retribuzione che consente a questi lavoratori di non essere emarginati dalla società, svolge un ruolo meritorio e di grande rilevanza sociale”.

La FULC-CSU ritiene quindi ovvio e comprensibile che per le decine di lavoratori “integrativi”, considerando gli specifici casi e la gravità delle patologie di cui soffrono, ci sia una più forte rilevanza di assenze per malattia. “Tale maggiore incidenza comporta inevitabilmente un conseguente aumento della percentuale complessiva che evidenzia l’assenteismo dei Salariati AASP. Inoltre non dobbiamo dimenticare che le tipologie dei lavori svolti dai salariati AASP, quasi totalmente svolti all’esterno, comportano per loro natura una maggiore incidenza delle giornate di malattia rispetto ad un altro lavoratore occupato in ufficio o in fabbrica”.

La Federazione Servizi della CSU considera che queste “precisazioni siano indispensabili per collocare nel giusto contesto i dati pubblicati; tutto questo per il doveroso rispetto che merita il lavoro svolto dai salariati dell’AASP ed, in particolare, per la considerazione dovuta ai lavoratori integrativi che pur tra mille difficoltà, desiderano continuare a dare il loro contributo lavorativo e professionale”.
11/01/2010

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