
Incontro con l’ambasciatore italiano a San Marino
Si è svolto venerdì 24 ottobre l’incontro tra una delegazione delle Organizzazioni Sindacali e l’Ambasciatore italiano a San Marino, Renato Volpini, sulle problematiche dei lavoratori frontalieri. L’ambasciatore, che ha dimostrato di avere una buona informazione sulla materia, si è dimostrato molto attento e interessato alle iniziative e alle posizioni del Sindacato e del Comitato Frontalieri sulla tematica.
In particolare, vengono condivise le preoccupazioni dei frontalieri, che allo stato attuale delle cose si trovano sottoposti ad un trattamento retributivo differenziato rispetto ai colleghi sammarinesi, per effetto del fisco.
Nel prendere atto degli emendamenti alla finanziaria presentati in Parlamento a seguito degli incontri del Comitato Frontalieri con il senatore Bettamio e il deputato Gambini, sono state espresse alcune preoccupazione per il fatto che gli emendamenti alla stessa finanziaria sono in numero molto elevato, e potrebbero portare a porre la fiducia da parte del Governo.
Inoltre, è stata rilevata la contraddizione tra i contenuti della Convenzione tra San Marino e l’Italia del marzo 2002, che stabilisce la tassazione nel paese dove si lavora, e il protocollo aggiuntivo alla stessa Convenzione, in cui invece viene inserito il principio secondo cui le tasse si pagano nel paese di residenza.
L’ambasciatore si è impegnato a fare tutto quanto il possibile nell’ambito delle sue competenze e prerogative. Il sindacato, ha ribadito la necessità di affrontare la problematica del trattamento fiscale dei frontalieri non anno per anno nell’ambito della finanziaria, che rappresenta uno strumento del tutto improprio, ma attraverso una legge ordinaria che risolva positivamente e in maniera equa e definitiva la problematica fiscale dei frontalieri, evitando altresì la destabilizzazione della contrattazione collettiva.
Dopo l’incontro con la Reggenza, con i parlamentari italiani, con lo stesso ambasciatore, oltre a quello in programma lunedì prossimo alla Farnesina, l’unica parte che ancora non ha risposto alle ripetute richieste di confronto, è il Governo sammarinese, trincerato dietro un incomprensibile silenzio che di fatto denota un’inaccettabile chiusura.
In particolare, vengono condivise le preoccupazioni dei frontalieri, che allo stato attuale delle cose si trovano sottoposti ad un trattamento retributivo differenziato rispetto ai colleghi sammarinesi, per effetto del fisco.
Nel prendere atto degli emendamenti alla finanziaria presentati in Parlamento a seguito degli incontri del Comitato Frontalieri con il senatore Bettamio e il deputato Gambini, sono state espresse alcune preoccupazione per il fatto che gli emendamenti alla stessa finanziaria sono in numero molto elevato, e potrebbero portare a porre la fiducia da parte del Governo.
Inoltre, è stata rilevata la contraddizione tra i contenuti della Convenzione tra San Marino e l’Italia del marzo 2002, che stabilisce la tassazione nel paese dove si lavora, e il protocollo aggiuntivo alla stessa Convenzione, in cui invece viene inserito il principio secondo cui le tasse si pagano nel paese di residenza.
L’ambasciatore si è impegnato a fare tutto quanto il possibile nell’ambito delle sue competenze e prerogative. Il sindacato, ha ribadito la necessità di affrontare la problematica del trattamento fiscale dei frontalieri non anno per anno nell’ambito della finanziaria, che rappresenta uno strumento del tutto improprio, ma attraverso una legge ordinaria che risolva positivamente e in maniera equa e definitiva la problematica fiscale dei frontalieri, evitando altresì la destabilizzazione della contrattazione collettiva.
Dopo l’incontro con la Reggenza, con i parlamentari italiani, con lo stesso ambasciatore, oltre a quello in programma lunedì prossimo alla Farnesina, l’unica parte che ancora non ha risposto alle ripetute richieste di confronto, è il Governo sammarinese, trincerato dietro un incomprensibile silenzio che di fatto denota un’inaccettabile chiusura.












