
La CSU alla Reggenza: quell’Istanza d’Arengo è un autogol
Si è svolto questa mattina (martedì 14 ottobre) a Palazzo Pubblico l’incontro tra i Capitani Reggenti e una delegazione della CSU guidata dai segretari generali Giovanni Ghiotti (CSdL) e Marco Beccari (CDLS).
Al centro dell’udienza l’Istanza d’Arengo, approvata lo scorso 17 settembre dal Consiglio, avente per oggetto aspetti del mercato del lavoro e in particolare la creazione di un canale occupazionale privilegiato per giovani sammarinesi e la ulteriore precarizzazione dei contratti dei lavoratori frontalieri.
La CSU ha in primo luogo ringraziato i Capitani Reggenti per la sollecitudine dimostrata nel rispondere alla richiesta sindacale e ha quindi espresso le preoccupazioni nei confronti dell’Istanza d’Arengo approvata dal Consiglio. Preoccupazioni già espresse dai segretari generali di CSdL e CDLS in una lettera consegnata ai due Capi di Stato.
Per il sindacato non è infatti accettabile che si intervenga su temi delicatissimi del mercato del lavoro regolati da un accordo contrattuale dell’industria e artigianato e sottoposti anche ad impegni internazionali ratificati dallo stesso Consiglio Grande e Generale con una Convenzione con l’Unione Europea. Tutto ciò di fronte ad un incomprensibile e reiterato silenzio da parte del governo sammarinese.
Alla Reggenza è stato inoltre ribadito che più si abbassano le condizioni di trattamento generale dei lavoratori che provengono da fuori territorio e più si invogliano le aziende ad assumere questi ultimi a scapito dai giovani sammarinesi e residenti.
La Suprema Magistratura ha manifestato una sostanziale condivisione e comprensione nei confronti delle preoccupazione sindacali, assicurando che porterà al più presto questa vicenda all’attenzione del Congresso di Stato. Senza, tra l’altro, escludere la volontà di ricercare una soluzione di carattere istituzionale volta a superare i problemi innescati dall’Istanza d’Arengo oggetto del colloquio. Problemi sia interni, con la lesione dei diritti contrattuali; sia internazionali, con la negazione degli impegni comunitari.
La Reggenza ha infine dichiarato l’intenzione di aprire un dialogo costante con la CSU sui temi sociali ed economici che attraversano il mondo del lavoro, evidenziando l’importanza del ruolo sindacale per la democrazia sammarinese. L’udienza reggenziale si è così conclusa con la massima disponibilità da parte sindacale a dare continuità al rapporto di dialogo che si aperto con la Suprema Magistratura.
Il Comitato Frontalieri è al lavoro
Restando sempre su questo fronte, si informa che nella serata di ieri (lunedì 13 ottobre) si è insediato il Comitato Frontalieri. Nato su decisione dell’assemblea generale dei lavoratori frontalieri dello corso 25 settembre, il comitato è formato da una quindicina di lavoratori italiani occupati a San Marino ed è coordinato dalla Centrale Sindacale Unitaria. Durate la prima riunione si è innanzitutto deciso di predisporre un’agenda di incontri sia con le autorità italiane presenti sul Titano, sia con i parlamentari romagnoli e marchigiani.
L’obiettivo di questa prima raffica di appuntamenti è quello di rilanciare le problematiche fiscali e contrattuali degli oltre 5 mila frontalieri occupati in Repubblica. Il piano di lavoro della CSU del comitato frontalieri ha come obiettivo la stabilizzazione dei rapporti di lavoro attraverso l’azione contrattuale e il superamento dell’attuale trattamento fiscale previsto dalla Legge Finanziaria 2002 che risulta palesemente discriminatoria ed iniqua.
Al centro dell’udienza l’Istanza d’Arengo, approvata lo scorso 17 settembre dal Consiglio, avente per oggetto aspetti del mercato del lavoro e in particolare la creazione di un canale occupazionale privilegiato per giovani sammarinesi e la ulteriore precarizzazione dei contratti dei lavoratori frontalieri.
La CSU ha in primo luogo ringraziato i Capitani Reggenti per la sollecitudine dimostrata nel rispondere alla richiesta sindacale e ha quindi espresso le preoccupazioni nei confronti dell’Istanza d’Arengo approvata dal Consiglio. Preoccupazioni già espresse dai segretari generali di CSdL e CDLS in una lettera consegnata ai due Capi di Stato.
Per il sindacato non è infatti accettabile che si intervenga su temi delicatissimi del mercato del lavoro regolati da un accordo contrattuale dell’industria e artigianato e sottoposti anche ad impegni internazionali ratificati dallo stesso Consiglio Grande e Generale con una Convenzione con l’Unione Europea. Tutto ciò di fronte ad un incomprensibile e reiterato silenzio da parte del governo sammarinese.
Alla Reggenza è stato inoltre ribadito che più si abbassano le condizioni di trattamento generale dei lavoratori che provengono da fuori territorio e più si invogliano le aziende ad assumere questi ultimi a scapito dai giovani sammarinesi e residenti.
La Suprema Magistratura ha manifestato una sostanziale condivisione e comprensione nei confronti delle preoccupazione sindacali, assicurando che porterà al più presto questa vicenda all’attenzione del Congresso di Stato. Senza, tra l’altro, escludere la volontà di ricercare una soluzione di carattere istituzionale volta a superare i problemi innescati dall’Istanza d’Arengo oggetto del colloquio. Problemi sia interni, con la lesione dei diritti contrattuali; sia internazionali, con la negazione degli impegni comunitari.
La Reggenza ha infine dichiarato l’intenzione di aprire un dialogo costante con la CSU sui temi sociali ed economici che attraversano il mondo del lavoro, evidenziando l’importanza del ruolo sindacale per la democrazia sammarinese. L’udienza reggenziale si è così conclusa con la massima disponibilità da parte sindacale a dare continuità al rapporto di dialogo che si aperto con la Suprema Magistratura.
Il Comitato Frontalieri è al lavoro
Restando sempre su questo fronte, si informa che nella serata di ieri (lunedì 13 ottobre) si è insediato il Comitato Frontalieri. Nato su decisione dell’assemblea generale dei lavoratori frontalieri dello corso 25 settembre, il comitato è formato da una quindicina di lavoratori italiani occupati a San Marino ed è coordinato dalla Centrale Sindacale Unitaria. Durate la prima riunione si è innanzitutto deciso di predisporre un’agenda di incontri sia con le autorità italiane presenti sul Titano, sia con i parlamentari romagnoli e marchigiani.
L’obiettivo di questa prima raffica di appuntamenti è quello di rilanciare le problematiche fiscali e contrattuali degli oltre 5 mila frontalieri occupati in Repubblica. Il piano di lavoro della CSU del comitato frontalieri ha come obiettivo la stabilizzazione dei rapporti di lavoro attraverso l’azione contrattuale e il superamento dell’attuale trattamento fiscale previsto dalla Legge Finanziaria 2002 che risulta palesemente discriminatoria ed iniqua.












