
Riforma pensionistica: no a soluzioni imposte dall’alto!
“A quanto abbiamo appreso dalla stampa, il Governo sembra aver già fatto delle scelte sulla riforma pensionistica, stabilendo, ad esempio, che si dovrà passare dal sistema retributivo a quello contributivo! Al di là del merito, non è assolutamente accettabile questo metodo unilaterale!” Così il Segretario Generale CSdL Giovanni Ghiotti commenta le recenti notizie sulla riforma pensionistica.
“Su questa riforma, che il sindacato e i lavoratori rivendicano da diversi anni in quanto non più rinviabile - prosegue Giovanni Ghiotti - esigiamo che il Governo riconosca pienamente il nostro ruolo di confronto e di contrattazione, per giungere a soluzioni concertate e condivise. Non possiamo accettare misure imposte dall’alto, definite nel chiuso di qualche stanza, su una materia così decisiva e cruciale per le condizioni dei lavoratori. L’Esecutivo non deve dimenticare, poi, che quelle previdenziali sono risorse dei lavoratori, e che quindi nessuna decisione può essere presa sulle loro teste!”
“Per noi il modello di previdenza - aggiunge il Segretario generale CSdL - dovrà essere basato sulla centralità del sistema pubblico a ripartizione, e su forti caratteri di solidarietà intergenerazionale, con la conferma del contributo delle risorse generali dello Stato. Circa la separazione dei fondi, questa dovrà essere confermata, in quanto tutte le categorie devono essere responsabilizzate nel garantire l’autosufficienza del proprio fondo pensionistico, come hanno sempre fatto i lavoratori dipendenti.
Non siamo disponibili a tornare a prime del 1990, e al sistema dei “vasi comunicanti”, dove i disavanzi di alcune categorie di lavoratori autonomi venivano sistematicamente coperti dalle risorse dei lavoratori dipendenti! Gli stessi lavoratori autonomi, devono provvedere ad assicurare l’equilibrio dei loro fondi pensionistici”.
“Su questa riforma, che il sindacato e i lavoratori rivendicano da diversi anni in quanto non più rinviabile - prosegue Giovanni Ghiotti - esigiamo che il Governo riconosca pienamente il nostro ruolo di confronto e di contrattazione, per giungere a soluzioni concertate e condivise. Non possiamo accettare misure imposte dall’alto, definite nel chiuso di qualche stanza, su una materia così decisiva e cruciale per le condizioni dei lavoratori. L’Esecutivo non deve dimenticare, poi, che quelle previdenziali sono risorse dei lavoratori, e che quindi nessuna decisione può essere presa sulle loro teste!”
“Per noi il modello di previdenza - aggiunge il Segretario generale CSdL - dovrà essere basato sulla centralità del sistema pubblico a ripartizione, e su forti caratteri di solidarietà intergenerazionale, con la conferma del contributo delle risorse generali dello Stato. Circa la separazione dei fondi, questa dovrà essere confermata, in quanto tutte le categorie devono essere responsabilizzate nel garantire l’autosufficienza del proprio fondo pensionistico, come hanno sempre fatto i lavoratori dipendenti.
Non siamo disponibili a tornare a prime del 1990, e al sistema dei “vasi comunicanti”, dove i disavanzi di alcune categorie di lavoratori autonomi venivano sistematicamente coperti dalle risorse dei lavoratori dipendenti! Gli stessi lavoratori autonomi, devono provvedere ad assicurare l’equilibrio dei loro fondi pensionistici”.












