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No al credito agevolato alle attività sanitarie private!

Si è svolto nella mattinata di oggi l'incontro tra le Organizzazioni Sindacali e la delegazione dell'Esecutivo sul Decreto per il Credito Agevolato alle attività economiche. Nell'incontro, la CSU ha ribadito che, mentre da un lato da parte del Governo non vengono destinate le risorse per rispondere alle necessità del sistema sanitario dello Stato (si vedano i tagli al Bilancio del'ISS, le conseguenti mancate sostituzioni nei servizi sanitari e socio-sanitari che creano disservizi e ritardi, ecc.), dall'altro - attraverso il Decreto che ha approvato sul Credito Agevolato - l'Esecutivo indirizza risorse pubbliche per incentivare la sanità privata.

Il Congresso di Stato, non ha fatto emergere nessuna disponibilità a prendere in considerazione le posizioni della CSU circa la necessità di non erogare il Credito Agevolato per le attività sanitarie e socio-sanitarie private, e di destinare invece risorse alla sanità pubblica. Sembra che nei fatti l'Esecutivo stia marciando verso lo smantellamento del sistema sanitario pubblico, per favorire la sanità privata. Ciò, senza aver svolto alcun confronto con le parti sociali, ma anche superando il ruolo di indirizzo e regolamentazione che in questi delicatissimi settori compete al Consiglio Grande e Generale.

Nel complesso, la CSU ha poi ribadito che nel Decreto sul Credito Agevolato sono state inserite diverse attività economiche di servizio che prima erano escluse, la cui tipologia in primo luogo non appare chiaramente definita, andando così a sostenere in modo indistinto e non mirato tutte le attività economiche. Ciò, in evidente contrasto con gli orientamenti che aveva espresso lo stesso Governo nel suo programma e con le raccomandazioni del Fondo Monetario Internazionale, che più volte ha parlato di un sistema delle imprese a San Marino eccessivamente assistito. Anche rispetto a ciò, il Governo ha confermato le proprie posizioni.

Tornando al tema della sanità, la CSU, da parte sua, nel rimarcare la necessità imprescindibile di tutelare i servizi sanitari e sociosanitari pubblici per garantire il diritto alla salute a tutti i cittadini, in un quadro di equità e solidarietà, ha ribadito la propria netta contrarietà alla erogazione del Credito Agevolato alle attività sanitarie e socio-sanitarie private, in primo luogo perché si è in presenza di una situazione di evidente difficoltà nel sistema sanitario pubblico, a causa dei tagli alla spesa sanitaria, che nei vari settori fa registrare disservizi e carenze nell’erogazione dei diversi servizi.

Il Credito Agevolato alla sanità privata è una misura inaccettabile, anche perché siamo in assenza di un Piano Sanitario Nazionale che definisca con esattezza i livelli generali di intervento della sanità pubblica e dei servizi socio-sanitari, a tutela della salute e delle condizioni di vita dei cittadini. La CSU, vista la indisponibilità del Governo a prendere in considerazione le proprie posizioni a tutela del diritto alla salute dei cittadini, intende sollecitare il confronto già richiesto con una specifica lettera con tutte le forze politiche presenti in Consiglio Grande e Generale, prima che il Decreto venga definitivamente ratificato dallo stesso Consiglio.

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